Bessie, la fattucchiera che apprese la magia alla scuola d’uno strano elfo papista
Con il dettaglio che gli elfi, ovviamente, non esistono. Ovviamente, i papisti invece sì.
Read More…Storia e Folklore
Con il dettaglio che gli elfi, ovviamente, non esistono. Ovviamente, i papisti invece sì.
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Da quando l’Ascensione è stata inclusa nell’elenco delle festività soppresse, sono pochi gli Italiani che se la ricordano – a meno che non gliela ricordi il sacerdote a Messa.
Eppure, un tempo, la festa dell’Ascensione era popolarissima a tutti i livelli: e infatti, sono mille le tradizioni folkloristiche associate a questo giorno.
Parrebbe, all’apparenza, nulla più che una preghiera. Tutt’al più, un incantesimo, perché alcuni dei testi che lo riportano ne fanno un uso che è decisamente magico.
Ma la formula del Peperit potrebbe aver avuto una funzione molto più pratica di quanto potremmo immaginare.
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La cosa veramente stupefacente di questa storia è che di Isobel Gowdie conosciamo tutto e niente.
Sappiamo in che modo divenne strega, quali fossero le basi della magia che praticava, le armi che usava, i nomi delle sue compagne, le formule che recitava; ma non sappiamo nemmeno in che anno sia nata.
La storia presenta molte somiglianze con le leggende nostrane sui “ponti del diavolo” maledetti da Satana. Ma, in Italia, la leggenda ha un lieto fine; nei Balcani, la situazione era assai più complicata.
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Di persone jellate, nella Storia, ne ho incontrate tante, ma la povera Catharina Schmid si guadagna con decisione il primo posto nella mia top five di casi umani.
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Nata negli USA negli ultimi scorci degli anni ’70, la moda è esplosa a partire dagli anni Duemila. Ormai, oltreoceano, è un fenomeno di costume, e pian piano si sta facendo strada anche nel vecchio mondo.
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Tutto iniziò in maniera piuttosto innocente, con una “semplice” accusa di omicidio plurimo premeditato.
A dirla tutta, i figliastri di Alice Kyteler non avevano il minimo interesse nel dimostrare che la loro matrigna era una strega. Il loro bisogno era ben più urgente: dimostrare che la donna era un’assassina seriale, che andava messa nelle condizioni di non nuocere.
Variamente noto col nome di stigmata, witch’s mark o (soprattutto) devil’s mark, il marchio del diavolo era originariamente un elemento dall’aspetto anomalo che, se rinvenuto sul corpo della presunta strega, poteva fungere da ulteriore indizio della sua colpevolezza. Ma qual è la genesi di questa idea, e soprattutto perché si diffonde?
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Italians do it better?
A quanto pare sì, quantomeno nel campo della magia d’amore: assai curiosamente, i maghi e le fattucchiere medievali che risiedevano in Italia (o in Svizzera) sembravano aver sviluppato un notevole know-how nel settore.