Hanβ: il piccoletto che andava al sabba
In cui si racconta la storia di un bimbo tedesco che, a quanto pare, frequentava abitualmente il sabba; e in cui soprattutto si dà ai lettori un annuncio di rilievo
Read More…Storia e Folklore
In cui si racconta la storia di un bimbo tedesco che, a quanto pare, frequentava abitualmente il sabba; e in cui soprattutto si dà ai lettori un annuncio di rilievo
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Quello dei Bambini Prodigiosi è un topos agiografico fra i più godibili in assoluto: sembra di leggere un libro di fiabe… ma, alla fine della storia, arriva la morale!
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Ben prima che Neil Gaiman desse vita al fumetto che Netflix ha rimaneggiato nella serie in uscita il 5 agosto, the Sandman era un personaggio ricco di chiaroscuri, molto popolare nel folklore dell’Europa centro-settentrionale.
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Una storia così intricata da mandare in sollucchero ogni storico. A Zagurramurdi abbiamo tutto: un villaggio isolato all’ombra di un monastero imponente, una popolazione in preda alla psicosi, e (forse) persino una diagnosi medica capace di spiegare le morti per stregoneria.
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In effetti, è una domanda curiosa (e per alcuni, tristemente attuale): come si faceva quando non esisteva il latte il povere e la madre, nonostante gli sforzi, non riusciva proprio ad allattare? O, peggio ancora, era morta di parto?
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“Il 26 agosto, alle ore 15, darai alla luce un figlio destinato a grandi cose”.
Inizia così, con la profezia di un sacerdote, la storia di Francesco: un bambino così tanto eccezionale da aver lasciato sgomenta persino l’inquisizione.
Credeteci o no, ma anticamente c’era una fattucchiera di biscotto che abitava dentro alle casette. I dolcetti, cioè, nascevano a imitazione del cottage della strega di Hänsel e Gretel, una fiaba che nella Germania ottocentesca era strettissimamente associata al Natale.
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C’era una volta il santo vescovo Nicola, che sotto Natale portava i doni ai bimbi buoni.
E la cosa andava molto bene a tutti quanti tranne che a un teologo tedesco che si chiamava Martin Lutero, il quale – messosi a capo di una chiesa riformata – non esitò affatto nel dire ciò che pensava sul tema.
Amica (o amico) che mi leggi: hai gli occhi lucidi per il sonno e la disperazione, dopo che il tuo pupetto adorato ha pianto per tutta la notte, e ti vien da singhiozzare e domandarti “ma cos’ho fatto di male per meritare tutto questo?”.
Non hai fatto niente di male: anzi, a quanto dice il teologo, stai facendo molto bene. Così bene che il demonio ce l’ha con te e tiene sveglio il bambino per deprimerti e sfiancarti.
A suo tempo, sono accorsa al capezzale di mia nonna pochi secondi dopo la sua morte – e posso assicurarvi che, per alcuni minuti, la povera defunta ha continuato a muoversi.Non sono pazza: il petto si sollevava e abbassava leggermente come se mia nonna stesse ancora respirando (cosa che però ovviamente non era) – e, […]
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