Cinnamom Memories

A me piace molto, il Natale, anche perché si mangiano un sacco di dolci alla cannella. Io non impazzisco per i dolci  – preferisco il salato, in effetti -, ma adoro la cannella. E il periodo di Natale è uno dei rari momenti dell’anno in cui casa mia profuma di cannella.
Profumava di cannella anche la mia aula del liceo, quando io ero una studentessa del terzo anno. Anche uno dei miei compagni di classe amava il sapore dolce del cinnamomo, e aveva sempre con sé un sacchettino di deliziose caramelle rosse. Lui era una capra in Letteratura Italiana, mentre io stravedevo per i versi di Dante e di Petrarca: in sostanza, ho passato otto mesi abbondanti a dargli ripetizioni, chiedendo in cambio nulla più delle sue caramelle alla cannella. Poi, troppa cannella ha iniziato a stufarmi, e soprattutto io mi sono resa conto che il bellimbusto smetteva di seguire le lezioni “perché tanto me le spiega Lucia questo pomeriggio”: e allora l’ho mollato in asso proprio quando lui doveva migliorare le sue medie di fine anno, guadagnandomi peraltro un sacco di insulti.
Questo ragazzo era anche un gran bel ragazzo, a detta di tutte le mie compagne di classe. Era uno sportivo, il che deponeva sicuramente a suo favore, ed era anche moderatamente simpatico, cosa che non guastava certamente. Fatto sta che tutte le mie compagne di classe stravedevano per il Meraviglioso Amante della Cannella, e facevano di tutto per conquistare il suo cuore: Donatella, sopra tutte, ci provava con particolare impegno.
Donatella aveva mollato il suo storico fidanzatino, per fare la corte al nuovo ragazzo.
Donatella gli aveva ronzato attorno per tutta la gita scolastica a Venezia, costringendolo anche a un giro in gondola.
Le gonne di Donatella avevano iniziato ad accorciarsi in maniera direttamente proporzionale alla sua crescente disperazione, man mano che i mesi passavano senza che il ragazzo smettesse di fare lo gnorri.
E poi, dopo sette mesi di tentativi, dopo sette mesi di corteggiamento, dopo sette mesi di preghiere, dopo sette magliette così scollate da far intravvedere il reggiseno, lui era finalmente capitolato. Credo che Donatella abbia pianto lacrime di vera gioia, nel momento in cui ha finalmente potuto sfiorare con le sue le labbra tanto sospirate.

Quattro giorni più tardi, la storia d’amore dell’anno era già finita.
“Che schifo!”, sibilava una furente Donatella, sotto ai nostri occhi basiti: “io detesto la cannella! Come diavolo pensa che io possa baciarlo, quell’idiota, se ha sempre quel gustaccio in bocca?”.

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