Epidemiologia sperimentale – ecco quando iniziare a preoccuparsi

Siamo onesti, il mondo è nel panico: l’umanità è minacciata da questa terribile nuova influenza suina messicana A (siccome ogni esperto propone un aggettivo diverso sostenendo che gli altri sono errati, io li uso tutti quanti così non sbaglio).
Nel tentativo di far ulteriormente crescere il panico, i nostri amici giornalisti ci danno dentro con ammirevole buona lena. Tre giorni fa, una mente illuminata ha pensato bene di paragonare la nuova influenza a quella del ‘18, sottolineando più e più volte che “nell’arco di pochi mesi la Spagnola fece oltre 50 milioni di vittime in tutto il mondo, con un tasso di mortalità pari al 70%”. Ma se questo articolo vi sembra esageratamente catastrofico, evidentemente non avete sfogliato quell’altro che io ho avuto il dispiacere di leggere: stando allo scrivente, questa influenza prospetta di essere “una delle più catastrofiche pandemie della storia dell’umanità”. Tipo la Morte Nera o la febbre tifoide del Peloponneso, deduco: il che è un paragone indubbiamente molto utile, se scrivi su un giornale con lo scopo primario di far nascere la psicosi.

Ora.
Premesso che mi spiace veramente moltissimo per quei poveretti che di influenza suina ci son morti, devo ammettere una cosa: qui, la situazione è grave.
Dal momento che si sta abbattere sull’umanità la versione cattiva della Peste Nera, mi sembra piuttosto evidente che tutti noi dobbiamo fare del nostro meglio, per combattere la mortifera epidemia.
Insomma, ognuno di noi deve collaborare al massimo delle sue possibilità: e io credo di poter dare un contributo importante.

Ossì.
Perché io sono una medievista.
E in quanto medievista, ho una certa dimestichezza con le epidemie che periodicamente decimavano la popolazione mondiale nel Medio Evo.
E, per quanto la Peste Nera sia stata sicuramente una bazzecola rispetto a questo micidiale morbo sterminatore, credo di poter comunque essere utile. Perché ho scoperto, su un antico testo di Paolo Diacono, le sette spie che ci devono mettere in allarme. Esse sono infatti le prime avvisaglie di ogni catastrofica epidemia, afferma lo scrittore: esse sono i segnali con cui il Mondo allerta gli Uomini, tutte le volte che sta per abbattersi un flagello su di loro.

E’ una informazione di straordinaria importanza, ve ne renderete conto.

Primo segno: strane macchie di origine sconosciuta iniziano a comparire sulle porte delle case, sul vasellame, sulle pentole, sui vestiti. Se lavate, le macchie non scompaiono e anzi ingrandiscono.
Questo è il modo in cui il Mondo annuncia di essere contaminato.

Secondo segno: dopo la raccolta dell’uva, crescono sulle viti nuovi grappoli, deformi e pesanti. Allo stesso tempo, in pieno autunno maturano, sugli alberi ormai spogli, grossi frutti marciti.
Questo è il modo in cui il Mondo si prepara a uno stravolgimento del naturale ordine delle cose.

Terzo segno: cominciano a udirsi nella notte i lugubri suoni di trombe da guerra.
Questo è il modo in cui il Mondo preavvisa di un’ecatombe.

Quarto segno: l’inguine e i genitali maschili si riempiono di palline grosse come noci, e doloranti.
Questo è il modo in cui il Mondo indica un’imminente malattia.

Quinto segno: una allodola farà irruzione in una chiesa europea scelta a caso, durante la Messa domenicale. Volando sopra le candele accese, le spegnerà con il suo battito d’ali.
Questa è una cosa gravissima, che è chiaro segno di una apocalisse imminente.

Sesto segno: enormi colonne di fuoco si ergeranno nelle grandi città, ad annunciare morte e distruzione.
Questo, a dire il vero, non lo riporta Paolo Diacono, e anche la storia dell’allodola è di un altro autore. Ma mi sembrava importante unire in un’unica sede tutte le informazioni.

Settimo segno: a Pavia – ché Paolo Diacono sta parlando dell’età longobarda – inizieranno a sentirsi strani colpi sulle porte delle case. Sono gli Angeli del Bene e del Male, che, passeggiando sul Lungoticino e per Strada Nuova, inizieranno a battere tanti colpi sulle soglie delle abitazioni, tanti quanti saranno i morti all’interno di quella casa.
E questo, diciamocelo, è una utile indicazione pratica dalla rilevanza piuttosto evidente.

Ora: io sto a Pavia, e vi posso assicurare che nessun Angelo del Male ha bussato alla mia porta. Consapevole di non essere, da sola, un campione statistico sufficientemente ampio, pregherei tuttavia Antaress di volerci gentilmente riportare la sua esperienza in materia.
Così, tanto per star tutti più tranquilli.

E, soprattutto, pregherei i miei cari lettori di voler riflettere sulle loro esperienze di vita quotidiana.
Siete ricoperti di grosse pustole doloranti? Casa vostra è imbrattata da strane macchie incancellabili? Il vostro negozio di prodotti biologici vi vende frutta fuori stagione assicurandovi che non è stata importata dagli antipodi? (Beh, quello potrebbe anche succedere… ma nel caso, io cambierei negozio).
Dovete fare lo slalom fra le colonne di fuoco per andare a Messa, e poi vi ritrovate con uno stormo di allodole che interrompe la funzione in stile Uccelli di  Hitchcock?
Le vostre pentole sono tutte insozzate da strani materiali di dubbia origine? Sentite nella notte il suono distinto di trombe da guerra avvicinarsi alle vostre abitazioni?

Se la risposta è sì, allora stiamo per morire tutti quanti.
Se la risposta è no, allora direi che possiamo star tranquilli.

7 pensieri su “Epidemiologia sperimentale – ecco quando iniziare a preoccuparsi

  1. utente anonimo ha detto:

    E questo Paolo Diacono non era vittima di nessuna strana malattia mentre diceva queste cose si? XD

    Follia pura! Tipo la storia del radon XD

    Daniele

  2. Lucyette ha detto:

    Antaress: bene per i mancati colpi, ma adesso devi assolutamente provare a togliere le macchie. Se ci passi sopra la spugnetta e loro decuplicano di dimensione, non è un buon segno – facci sapere :P

    Layla: non c’è di che, dovere u__u

    :P

    Meli, non saprei: Paolo Diacono non nomina materassi. Anche per te vale la stessa cosa di Antaress: alla fine sei riuscita a decontaminarlo? :P

    Daniele, ma come ti permetti?! Paolo Diacono sapeva cogliere i segni u__u
    “Omnis mundi creatura / quasi liber et pictura / nobis est in speculum. Nostrae vitae, nostrae mortis / nostri status, nostrae sortis / fidele signaculum”. Altro che radon u__u

    :P :P

  3. utente anonimo ha detto:

    “Decontaminarlo” è una parola un po’ grossa…Diciamo che ‘sto materasso i suoi lifting li ha subiti…però evidentemente non si è rivolto a un buon chirurgo estetico, ecco. Alla fine l’ho girato – per non avere troppa paura ad addormentarmi, insomma =S

    Meli

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