Personale

Dura lex

Scuola di lingue. Interno giorno.
Il professore di Tedesco – un simpatico ometto di Hannover, giunto in Italia per insegnarci la grammatica – interroga i suoi studenti prima di cominciare la primissima lezione. “Tu, ragazzina bionda che stai nella prima fila. Hai mai studiato il Tedesco?”.
“No, signore”.
“Benissimo. Allora dovrai seguire la bibliografia per principianti assoluti. E tu, ragazzo con la maglietta nera e i capelli lunghi! Anche tu alle prime armi?”.
“Sì, signore. Ho già comprato il manuale di primo livello”.
“Bravo. E tu, ragazzina castana che stai inspiegabilmente prendendo appunti su quello che dico anche se sto dicendo solo delle stupidaggini. Tu, hai mai studiato il Tedesco?”.
Evvai. Finalmente un corso in cui sono oggettivamente avvantaggiata rispetto a tutti i miei compagni, esulto silenziosa: l’esame sarà una passeggiata! “Sì, professore, a dire il vero io l’ho già studiato”, ribatto allegramente. “Non molto, l’ho studiato per tre anni, ma insomma non sono proprio a zero”.
Il professore sbianca. “Oh cielo. E quando l’hai studiato, mia povera ragazza?”.
“Alle Scuole Medie”, rispondo un po’ perplessa. “Non è un granché, però insomma me le ricordo ancora, un po’ di cose. Pensavo di adottare il manuale per…”.
“Cioè, in che anni, l’hai studiato?”, mi interrompe l’uomo, febbrilmente.
Comincio ad inquietarmi. “Alla Scuola Media”, ripeto lentamente. “Quindi dal 2000 al 2002. Ma in realtà me lo…”.
“Quindi è passato molto tempo”, osserva lui, con la voce che gli vibra di speranza. “Hai dimenticato tutto, non è vero?”.
“A dire il vero, no”, gli faccio lentamente. “Anzi, stavo appunto per dire che me lo ricordo ancora abbastanza bene, quest’estate ho anche ripreso in mano i miei quaderni delle Medie per ripassare tutto quanto, e quindi…”.
Il professore è cadaverico, mi fissa come se gli avessi appena detto che mi hanno diagnosticato il cancro. “Oh, cielo, poveretta. Questo sì che è un bel problema. Farai molta più fatica, allora, rispetto ai tuoi compagni…”.

***

Il Tedesco non è una lingua facile. Chiunque l’abbia studiata, non può certo darmi torto.
Scrive Mark Twain (: quello di Tom Sawyer) che non esiste al mondo lingua più sgusciante e inafferrabile, più disordinata e asistematica. Egli ipotizza, in un gustoso saggio non tradotto in Italiano, che il Tedesco sia nato in epoche lontane, per mano di uno sventurato con un forte mal di denti che s’è inventato questo orrore per sfogare la sua rabbia. Non si capacita, Mark Twain, di come possa esistere su questo mondo una lingua in cui, data una regola, sono più frequenti le eccezioni che i casi che la rispettano; e inoltre non concepisce l’assurdità assoluta dei verbi separabili, come se io scrivessi “accom” all’inizio della frase, e “pagnare” sette righe più in basso, per concludere il periodo. Lo sfogo di Mark Twain culmina in una domanda, aperta, sconsolata: “ci si può immaginare qualcosa di più confusionario?”.
Sì, certo che si può. Si può, naturalmente, se sei un perfido accademico tedesco.
Quella che sto per raccontarvi, amici cari, è una storia molto triste: è la storia di una moderna Antigone, sopraffatta dalla legge del più forte; è la storia di un contrasto secolare, fra legge dello stato e legge di natura.
È una storia che parte da lontano. Comincia una volta, tanti anni fa, in un regno lontano lontano…

***

1988. In un freddo mercoledì di marzo, la povera Lucyette saluta il mondo con il suo primo, timido, vagito. Ci pensa un po’ su, e poi incomincia proprio a piangere – il che in effetti è l’unica cosa saggia che potesse fare la bambina, considerati i risvolti della storia…
Contemporaneamente, nella Germania Ovest, quattro deficienti danno un’occhiata a un manuale di grammatica tedesca, e realizzan, tutto d’improvviso, che la loro lingua è oggettivamente molto complicata.
Soluzione prospettata? Cambiar la lingua.
Si mettono d’accordo, ci lavorano un po’ su, e poi stilano un elenco di proposte che dovrebbero portare alla redazione di una nuova ortografia della lingua tedesca, corretta e riveduta. Ad esempio, decidono che la frase “der Kaiser ißt den Aal im Boot”, sarebbe più comprensibile se fosse scritta così: “der keiser isst den al im bot”. Un po’ come se io scrivessi “il re sala nelo stannio” al posto di “il Re salta nello stagno”.
Il dramma è che questi ci credevano sul serio.
Ovviamente li hanno presi per cretini, e li hanno altresì esortati a dir meno fregnacce.

1992. Lucyette è già all’asilo, felice ed incolpevole.
La Germania Ovest si è riunita alla Germania Est, e purtroppo ci ha trovato degli altri pazzi scatenati, disposti ad appoggiare seriamente questa storia assurda.
La lingua tedesca è oggettivamente complicata: è una cosa incomprensibile e mostruosa, che si deve accettare come verità di fede perché la ragione, da sola, non potrebbe mai comprenderla. Fin lì siamo d’accordo, ma i bellimbusti vanno avanti: l’ortografia è così complessa, che bisogna riformarla. Così, dal nulla. Come se io prendessi “cagna”, e dicessi che da domani si scrive “kannia”. Assurdo, non è vero?

1994. Lucyette comincia la scuola elementare.
Un’assemblea di pazzi scatenati, a Vienna, vaglia le proposte di riforma ortografica, e decide che è proprio una figata, cambiare una lingua a tavolino!
Evvai!
Facciamolo!!

1995. Lucyette è sempre inconsapevole, povera bambina.
Durante l’assemblea plenaria del 30 di novembre, la Kultusministerkonferenz della Bundesrepublik Deutschland approva le nuove regole dell’ortografia tedesca, da estendersi anche ad Austria, Svizzera, Belgio, Ungheria, Liechtenstein, Romania, e financo all’Alto Adige. (Il Lussemburgo si rifiuta).

1996. In Italia, tutto bene.
In Germania, si organizza la Resistenza: alla Fiera del Libro di Francoforte, i partigiani della libertà linguistica (fra cui cinquecentocinquanta fra scrittori, linguisti, accademici, e quant’altro), firmano un manifesto contro la riforma.

Der Spiegel, 42/1996.
In copertina:
SALVIAMO LA LINGUA TEDESCA!
La ribellione dei linguisti

1998. Lucyette sta per finire le elementari. Ahia.
La Corte Costituzione di Karlsruhe si pronuncia sulla liceità della riforma, che nel frattempo aveva suscitato proteste scandalizzate, incredule, ai limiti del “ma è uno scherzo, vero?”, in tutta la Germania.
I giudici hanno il coraggio di dire che il nuovo regolamento è costituzionale, e non lede i diritti di genitori e di studenti. Dal 1° agosto di quell’anno, la nuova ortografia dovrà essere insegnata in tutte le scuole di Germania, Austria, Liechenstein e Svizzera.

1999; estate. Lucyette si scrive in Prima Media.
Gli organi di stampa di lingua tedesca, piegati dalla legge, si rassegnano ad usare la nuova ortografia.

1999; autunno. Lucyette comincia la Prima Media. Per uno scherzo del destino, cinico e baro, ha questa idea mostruosa di fare il bilinguismo: Inglese come seconda lingua; Tedesco come prima.
I cittadini dello Schleswig-Holstein, uno dei tanti Stati della Germania Federale, raccolgono le firme necessarie a un referendum, e letteralmente implorano di poter tornare all’ortografia di sempre. La maggioranza è schiacciante ed assoluta.
La professoressa di Tedesco di Lucyette, leggendo le notizie sul giornale, fa spallucce e si rilassa: finalmente questa carnevalata è ormai prossima a una fine! Ai suoi studenti, continuerà a insegnare il Tedesco di sempre, ignorando questo scherzo sciagurato.

La signora Heide Simonis, Presidente dello Schleswig-Holstein, se ne frega altamente dei suoi concittadini, e riesce a ribaltare gli esiti del voto (!!!) mediante il Parlamento.
Lucyette non lo sa, ovviamente.
Ma se solo lo sapesse, comincerebbe a preoccuparsi…

2000. Il Frankfurter Allgemeine Zeitung, in segno di protesta, torna alla vecchia ortografia; lo seguiranno anche lo Spiegel e l’editore Springer, di lì a qualche anno. Il Governo è sordo alla ribellione dei suoi stessi cittadini, e Lucyette continua a studiare il suo Tedesco vecchio, esercitandosi ogni giorno con costanza e disciplina.

2004. Come risposta alle continue critiche per la riforma, la Germania istituisce il Rat für deutsche Rechtschreibung, Consiglio per l’ortografia tedesca, che dovrebbe avere il compito di legiferare sugli aspetti più controversi della riforma.
Lucyette è già al Liceo, felice e spensierata: il Tedesco continua a piacerle un sacco, ogni tanto si rilegge Goethe in lingua. Così, per tenersi allenata.

2005. 31 luglio. Scade il periodo di transizione in cui i cittadini tedeschi possono scrivere sia secondo le regole vecchie, sia secondo quelle nuove: dal 1° agosto di quell’anno, tutti i cittadini germanofoni saranno costretti a stravolgere per legge la loro ortografia.

2007. Lucyette prende il diploma, e s’immatricola alla sua Università.
Siccome il Tedesco fa curriculum, e c’è poca gente che sa il Tedesco, e insomma caspita!, sempre meglio dell’Inglese, la Nostra ha una pensata sorprendente. Mette in piano di studi un esame di Tedesco – in fondo lo sa già, l’ha già studiato! – ed è raggiante per davvero, mentre parla al suo nuovo professore: “me lo ricordo ancora abbastanza bene, quest’estate ho anche ripreso in mano i miei quaderni delle Medie per ripassare tutto quanto, e quindi…”.
Il professore è cadaverico, la fissa come se avesse appena scoperto che la ragazza ha il cancro. “Oh, cielo, poveretta. Questo sì che è un bel problema. Farai molta più fatica, allora, rispetto ai tuoi compagni…”.

***

La Riforma Ortografica Tedesca è una cosa demenziale, in base alla quale la Repubblica Tedesca ha letteralmente stravolto l’ortografia della sua lingua. Così. D’ufficio.
Volete un esempio? La doppia S.
Quando ho studiato Tedesco alla Scuola Media, ho imparato che la doppia S, in Tedesco, si scrive ß. Ero una ragazza felice e spensierata, e tutte le volte che trovavo una doppia S, (a meno che non fosse a cavallo fra due sillabe), scrivevo allegramente ß.
Adesso non è più così.
Adesso, per decidere fra doppia S e ß, devo indagare se la vocale che precede il gruppo è lunga o corta. Per cui avremo der Fuß (U lunga) ma der Fluss (U breve); la congiunzione “che” passa da daß a dass, e peraltro notate il Genio dei Tedeschi, che s’inventano la congiunzione dass pur avendo già un das, con una sola S, che viene usato millemila volte in ogni frase, e come minimo favorisce un po’ di confusione.
E naturalmente come faccio, io straniera, a sapere se una vocale è lunga o corta? Non ho modo di saperlo, ma mi consola apprendere che non lo san manco i Tedeschi, e che addirittura la quantità delle vocali in una identica parola oscilla da zona a zona per effetto dei dialetti, per cui la U di Fuß potrebbe essere eterna a Amburgo, e brevissima in Baviera.

Vi sembra qualcosa di già abbastanza confusionario? Beh, non siamo ancora giunti al peggio: ad esempio, la grafia di molte parole è stata stravolta, per renderle più tedesche. Per cui, se a Berlino tu vuoi ordinare una internazionale Crêpe, sappi che dal 1° agosto 2005 dovrai chiedere piuttosto una Krepp, con buona pace dei Francesi. Se assieme ci vuoi anche un po’ di Sauce dovrai chiedere addirittura una Soße, o il cameriere si rifiuterà di servirti.
Ma non è tutto.
Dovete sapere che i Tedeschi sono stati pervasi da un improvviso desiderio di ritorno alle origini, che si manifesta con una accurata ricerca etimologica: le parole che si discostano troppo dalla etimologia originaria, dovranno essere cambiate.
Ora.
Anche io, che ho studiato Filologia Romanza, so che la nostra parola “pipistrello” deriva dal corrispondente latino per “tramonto”, ma non mi sognerei mai di chiedere al resto della popolazione italiana di iniziare a riferirsi ai topi volanti con l’appellativo di “tramontello”, o qualcosa del genere.
I Tedeschi sì.
Per cui adesso il camoscio, Gemse, ha cambiato nome e si chiama Gämse, e il canguro, Känguruh, è stato mutilato della sua H finale per analogia con Gnu ed Emu, che l’H non ce l’hanno.

Ma il vero colpo di genio è questo, ragazzi: seguitemi con attenzione.
I Tedeschi hanno bisogno di chiarezza. Vi ho già raccontato di questa loro orrenda perversione, che li spinge a creare dal nulla parole di lunghezza abnorme, che non sembrano nemmeno più dei vocaboli, ma piuttosto una accozzaglia illogica di pezzi d’alfabeto. Aprite un giornale tedesco, in tempo d’elezioni, e vi troverete spesso di fronte a orrori tipo questo →

WAHLKAMPFKOSTENRÜCKERSTATTUNGSGESETZ

, che indica la legge per il rimborso sulle spese della campagna elettorale, tanto per capirci.

Ora. Penso che non ci sia alcun dubbio, nel dire che il problema dei composti è oggettivamente un problema serio. Una roba del genere non si può guardare, bisogna far qualcosa per cambiarla; credo che il popolo tedesco sarebbe stato piuttosto comprensivo, se la riforma della lingua avesse riguardato solo la semplificazione dei termini composti.
Doveste semplificare un termine composto, tipo un “aspirapolvere” elevato all’ennesima potenza, voi cosa fareste? Lo separereste forse in termini un po’ più tollerabili, o forse dividereste la parola con un qualche bel trattino? (Ad esempio: aspira-polvere?).
Beh, i Tedeschi no.
I Tedeschi vedono una parola troppo lunga, e di difficile lettura, e che ti fanno? Ci aggiungono altre lettere.
Giuro, non sto scherzando.
Secondo la Repubblica Tedesca, un mostro linguistico come il Wahlkampfkostenrückerstattungsgesetz diventa più leggibile se ci aggiungi delle lettere ulteriori. Per cui il Flanellappen è diventato un Flanelllappen, e i Teernte sono diventati Teeernte… e così via dicendo.

Mark Twain scriveva, nel suo gustoso saggio, di aver capito per quale motivo Dio Padre avesse creato l’eternità: era per dare agli uomini qualche chance di imparare il Tedesco, nonostante i suoi casi, le sue regole, e le sue complicatissime eccezioni.
O mannaggia.
La Repubblica Tedesca sta sfidando Dio.
Complice l’eternità, era effettivamente possibile che qualche genio della lingua (probabilmente un’anima dannata: me lo vedo bene, un girone dell’Inferno adibito allo studio intensivo della grammatica tedesca) potesse infine padroneggiare il Terribile Tedesco.
E i Tedeschi che ti fanno, per scongiurare il rischio?
Ti cambiano il Tedesco.
Rapido e efficace.

***

Dopo aver trascorso nove mesi a disimparare faticosamente il Tedesco vecchio per impararsi quello nuovo, Lucyette prese comunque un bel voto, al suo esame di Tedesco.
Non il voto massimo, però: aveva fatto alcuni errori nello scritto.
Alcuni errori erano suoi, e va beh: è ovvio, tutti sbagliano.
In altri casi, le era scappato un daß nella forma vecchia, e perciò illegale: e te credo, aveva passato tutta la sua vita a scriverlo in quel modo!
E purtroppo, anche un daß nella forma vecchia è ormai errore.
Errore grave.
Da matita blu.

Dura lex, sed lex (!).
Auf wiedersehen.

30 thoughts on “Dura lex

  1. Beh intanto complimenti per il voto!!!Per il resto non conosco il tedesco e quindi non mi ci metto neanche a capirlo :o)Rimango con le "semplici" regole italiane… tra l'altro molto comprensibile in Spagna :PUn sorriso :)

  2. Beh intanto complimenti per il voto!!!Per il resto non conosco il tedesco e quindi non mi ci metto neanche a capirlo :o)Rimango con le "semplici" regole italiane… tra l'altro molto comprensibile in Spagna :PUn sorriso :)

  3. Ah ah, Lucyette, adoro come scrivi e quel che scrivi, compreso il daß sbagliato (non la sapevo questa cosa, mi piaceva un sacco quel modo di scrivere la doppia s). Comunque… meno male che volevano semplificare!!! O_0 

  4. No, cioè… Fossi in te, io questi post eviterei di scriverli, eh.E' un consiglio da cappellaio di fiducia (dato che, ultimamente sbucano fuori come funghi).Eh si, perchè son post che potrebbero sollevare taluni dubbi…Anch'io alle medie ho dovuto scegliere…. Sono stato naturalmente informato sulla grande difficoltà del tedesco, e cosa ho fatto? Ho scelto un'altra lingua ovvio!Lo stesso dicasi nella successiva carriera… Che so… Filologia Romanza (dato che l'hai nominata) è materia complessa? Bene, ho optato per  una bella letteratura italiana contemporanea.Tu, invece, che fai? Alla prima occasione, tedesco!C'era il francesce! O, magari, lo spagnolo! No, tedesco!In definitiva, non so se ammirarti o, piuttosto, preoccuparmi…Intanto, complimenti per il voto u.uE consolati! Magari, in questo stesso momento, al di là delle Alpi, ci sta una ragazza tedesca che maledice a sua volta la nostra lingua italiana!D'accordo che noi non ci mettiamo a cambiarla a tavolino, però, in fondo, nemmeno serve. E' già abbastanza complessa di suo, si.

  5. No, cioè… Fossi in te, io questi post eviterei di scriverli, eh.E' un consiglio da cappellaio di fiducia (dato che, ultimamente sbucano fuori come funghi).Eh si, perchè son post che potrebbero sollevare taluni dubbi…Anch'io alle medie ho dovuto scegliere…. Sono stato naturalmente informato sulla grande difficoltà del tedesco, e cosa ho fatto? Ho scelto un'altra lingua ovvio!Lo stesso dicasi nella successiva carriera… Che so… Filologia Romanza (dato che l'hai nominata) è materia complessa? Bene, ho optato per  una bella letteratura italiana contemporanea.Tu, invece, che fai? Alla prima occasione, tedesco!C'era il francesce! O, magari, lo spagnolo! No, tedesco!In definitiva, non so se ammirarti o, piuttosto, preoccuparmi…Intanto, complimenti per il voto u.uE consolati! Magari, in questo stesso momento, al di là delle Alpi, ci sta una ragazza tedesca che maledice a sua volta la nostra lingua italiana!D'accordo che noi non ci mettiamo a cambiarla a tavolino, però, in fondo, nemmeno serve. E' già abbastanza complessa di suo, si.

  6. ma non sono d'accordo per niente! non solo l'ortografia tedesca è razionale, confronto a quella inglese e quella francese, ma la riforma ortografica ha sanato le irrazionalità che c'erano! la ß la metti dopo lunga, altrimenti metti ss: è chiaro e corretto. E poi non è uno sforza in più indagare se una vocale è lunga o breve: se non lo sai fai errore di pronuncia, quindi è bene che tu lo sappia. E in più: se leggi e vedi ß sai che la vocale è lunga.E poi non è vero che Crêpe si scrive Krepp. Mentre Soße si è sempre scritto. l'unica cosa che mi pare esagerata è l'idea delle triple.Ad ogni modo, inezie rispetto a chi scrive put e cut ma li pronuncia put e cat, o a chi scrive mange manges manget mangent e li pronuncia sempre uguale! E poi non è un cambio di lingua: le ortografie sono convenzioni e come tali si possono cambiare, l'hanno fatto pure i portoghesi.Oh!Ok, ora sono più tranquillo. Passato bene agosto?

  7. ma non sono d'accordo per niente! non solo l'ortografia tedesca è razionale, confronto a quella inglese e quella francese, ma la riforma ortografica ha sanato le irrazionalità che c'erano! la ß la metti dopo lunga, altrimenti metti ss: è chiaro e corretto. E poi non è uno sforza in più indagare se una vocale è lunga o breve: se non lo sai fai errore di pronuncia, quindi è bene che tu lo sappia. E in più: se leggi e vedi ß sai che la vocale è lunga.E poi non è vero che Crêpe si scrive Krepp. Mentre Soße si è sempre scritto. l'unica cosa che mi pare esagerata è l'idea delle triple.Ad ogni modo, inezie rispetto a chi scrive put e cut ma li pronuncia put e cat, o a chi scrive mange manges manget mangent e li pronuncia sempre uguale! E poi non è un cambio di lingua: le ortografie sono convenzioni e come tali si possono cambiare, l'hanno fatto pure i portoghesi.Oh!Ok, ora sono più tranquillo. Passato bene agosto?

  8. Il tedesco è assurdo pero' dev'essere stupendo :PIl tuo racconto ha un che di esilarante XD PoveraaaSuibhne comunque ha ragione sul francese. Devo dire che c'è una bella differenza tra come pronunci e come scrivi una parola in francese, non sempre ma spesso, quindi specie a scuola ancora al quinto anno che lo studi (e magari aggiungici i tre anni di media) hai in mente come si dice una parola ma non hai la benché minima idea di coma la si scrive, la cosa piu' dimenticata dagli studenti di francese sono poi gli accenti (brividooo) anche se sono errori importanti i prof per sfinimento non li contano che di rado.Dicono comunque che sia molto difficile anche il cinese e lo giapponese.Daniele

  9. Il tedesco è assurdo pero' dev'essere stupendo :PIl tuo racconto ha un che di esilarante XD PoveraaaSuibhne comunque ha ragione sul francese. Devo dire che c'è una bella differenza tra come pronunci e come scrivi una parola in francese, non sempre ma spesso, quindi specie a scuola ancora al quinto anno che lo studi (e magari aggiungici i tre anni di media) hai in mente come si dice una parola ma non hai la benché minima idea di coma la si scrive, la cosa piu' dimenticata dagli studenti di francese sono poi gli accenti (brividooo) anche se sono errori importanti i prof per sfinimento non li contano che di rado.Dicono comunque che sia molto difficile anche il cinese e lo giapponese.Daniele

  10. Un anno di corso al Goethe Inst., un anno di costosissime lezioni private, due mesi a Freiburg per la tesi di dottorato, e ancora in tedesco so giusto chiedere eine kleine tasse caffee…e per di più probabilmente non lo so scrivere. Quoto Mark Twain ;)Antaress

  11. Un anno di corso al Goethe Inst., un anno di costosissime lezioni private, due mesi a Freiburg per la tesi di dottorato, e ancora in tedesco so giusto chiedere eine kleine tasse caffee…e per di più probabilmente non lo so scrivere. Quoto Mark Twain ;)Antaress

  12. Ma i linguisti tedeschi non potrebbero drogarsi semplicemente? No, lo dico per il loro bene. C'era un inglese negli anni '40 che ce l'aveva con Russi e Comunismo, si inventa un filone di libri satirici (ma a posteriori molto belli, al di là della Satira vi si leggono idee e inventiva) come "La fattoria degli animali" o "1984". Questo G. Orwell cosa si pensa? Che in uno di questi tre stati in cui è diviso il mondo si cambi la lingua eliminando parole come "dissenso", "ribellione", "malessere"… se non hai un vocabolo per dire una cosa, per definirla non esiste quella cosa (che analogia con le TV in Italia in cui tante cose non esistono). Ora, non so se alla Kultusministerkonferenz della Bundesrepublik Deutschland ("Conferenza del ministero della cultura della repubblica federale Tedesca" o "conferenza permanente"? la differenza tra Kultur e Kultus è notevole) abbiano avuto in mente il libro di Orwell, ma il tuo post mi ha ricordato quello.Topografo

  13. Ma i linguisti tedeschi non potrebbero drogarsi semplicemente? No, lo dico per il loro bene. C'era un inglese negli anni '40 che ce l'aveva con Russi e Comunismo, si inventa un filone di libri satirici (ma a posteriori molto belli, al di là della Satira vi si leggono idee e inventiva) come "La fattoria degli animali" o "1984". Questo G. Orwell cosa si pensa? Che in uno di questi tre stati in cui è diviso il mondo si cambi la lingua eliminando parole come "dissenso", "ribellione", "malessere"… se non hai un vocabolo per dire una cosa, per definirla non esiste quella cosa (che analogia con le TV in Italia in cui tante cose non esistono). Ora, non so se alla Kultusministerkonferenz della Bundesrepublik Deutschland ("Conferenza del ministero della cultura della repubblica federale Tedesca" o "conferenza permanente"? la differenza tra Kultur e Kultus è notevole) abbiano avuto in mente il libro di Orwell, ma il tuo post mi ha ricordato quello.Topografo

  14. Ma quanti commenti nell'arco di poche ore… son proprio finite, le vostre vacanze, eh? :-DMarinz, sì, anche l'Italiano non scherza ;-)Flalia, ma infatti: avessero almeno semplificato… ma per certe cose, come l'etimologia o i vocaboli composti, hanno solo complicato le cose ancor di più!! :-|Cappellaio: per quanto riguarda l'università, non ho niente a cui appigliarmi per difendermi. Mi son anche fatta venire questa brillante idea di mettere esami in sovrannumero!!Però a mia parziale discolpa posso dire che l'Università di Pavia non consente affatto di cancellare esami difficili per metterne di più semplici (Torino sì, ad esempio. Questo è uno dei motivi per cui sono andata a Pavia). Tipo: Filologia Romanza era obbligatoria per tutti quelli che intendono laurearsi in Lettere, ed era pure divisa in due esami diversi: A e B. Per dire.Per quanto riguarda le Medie, in realtà, neanche io avevo tutta questa voglia di far Tedesco: avrei preferito il Francese (e, col senno di poi, forse forse mi sarebbe anche stato un po' più utile). In quel caso, è stata mia mamma a insistere: la sezione di biliguismo col Tedesco era considerata la migliore in assoluto, in quella scuola – una sezione per ragazzini bravi che si impegnano a studiare, e con professori severi e preparati che conoscono il loro lavoro.E in effetti, devo dire che alla scuola media ho proprio trovato degli insegnanti eccezionali: sia come persone, che come educatori, che come professionisti…Suibhne: l'hanno fatto pure i Portoghesi? Veramente? Non lo sapevo assolutamente: quando? :-OComunque… ehm, non siamo d'accordo. E' molto vero e molto bello che l'ortografia tedesca sia più semplice rispetto a quella inglese e francese, e fin lì siamo tutti contenti (quando mi riferivo alla sua irrazionalità, mi riferivo alle varie irrazionalità che la riforma ha appunto cercato di correggere). E in effetti è vero, la riforma ha cercato di correggere alcuni punti critici, ma santo cielo, ha cambiato per legge l'ortografia di una intera lingua!!! Per me è una cosa del tutto allucinante, cioè, anche a livello proprio linguistico: come ti viene in mente di imporre d'ufficio un "mutamento" (va beh, hai capito cosa intendo) a una lingua (ortografia di lingua) che si era sviluppata da sola, in quel modo, nel corso dei secoli?A me sembra una cosa folle: cioè, posso anche capire in ipotesi la necessità (ma poi, chi è che ne sentiva il bisogno? Forse gli stranieri, immagino che ai Tedeschi andasse benissimo così), ma farlo d'ufficio!?Per quanto riguarda la ß e le vocali lunghe o brevi… sarò strana, ma io mi sento meno idiota a fare un errore di pronuncia, se devo scegliere, rispetto al fatto di dover imparare un nuovo vocabolo e non sapere mai come scriverlo :-P (Vero però che facilita la pronuncia se ti trovi la parola già scritta e devi leggerla; ma a me, per il livello di Tedesco a cui sono, della pronuncia importa ancora relativamente poco – cioè, preferisco saper scrivere che saper parlare come un'annunciatrice televisiva, voglio dire…)E poi, un'altra cosa che mi chiedevo…Cioè. Va bene che le ortografie son convenzioni e bla bla bla e hanno semplicemente cambiato le convenzioni. E va beh.Ma fra cinquanta, cento, duecento anni, quando i Tedeschi dovranno leggere – chessò – un testo scritto negli anni Cinquanta, e si troveranno di fronte a vocaboli scritti in maniera diversa a quella a cui loro sono abituati… cioè… non c'è il rischio che non capiscano? O che comunque facciano una doppia fatica per leggere quel testo? Va bene che l'ortografia è convenzione, ma se tu sei abituato a leggere Gämse e poi ti trovi di fronte a un testo vecchio in cui c'è scritto Gemse, un minimo di fatica in più la fai. Mi da l'idea che questa riforma abbia reso tutto d'un colpo inutilmente arcaici testi letterari che, diversamente, si sarebbero letti benissimo per ancora un mucchio di tempo…E comunque, guarda che crêpe si srive Krepp per davvero, eh. O quantomeno, il mio dizionario mi dice Krepp, e anche il Sansoni online… mi sa che sei rimasto vittima anche tu della malefica riforma!! :-DAgosto passato splendidamente, grazie! Tu? :-DDaniele, io non conosco assolutamente il Francese, ma ho questo piccolo aneddoto da raccontarti. Qualche anno fa, al mare, approfittando del fatto che, nei mesi estivi, si trovano moltissime riviste in lingua straniera per gli stranieri, io avevo deciso di comprarmi una rivista per bambini in Tedesco, appunto per vedere se mi ricordavo ancora qualcosa. Era una rivista a fumetti molto elementare, tipo "Cip & Ciop" e simili.Mia mamma aveva deciso di imitarmi, e aveva comprato un Topolino in Francese, per vedere se riusciva ancora a capirci qualcosa (lei ha studiato Francese, appunto).Bene: a un certo punto, in questo Topolino, c'era un test sulle linee di "quanto conosci la tua lingua?". Ovviamente era rivolto ai bambini francesi, e faceva domande di ortografia, grammatica, e così via dicendo.Mia mamma era molto stupita, perché alcune domande di ortografia ("qual è lo spelling giusto per questa parola?") erano veramente basilari, almeno ai suoi occhi. Poi si è resa conto che erano basilari per lei, perché da straniera aveva studiato a scuola questi vocaboli e aveva ovviamente imparato anche a scriverli. Per un madrelingua francese che impara a dirli, prima ancora che a scriverli, probabilmente la cosa non è così immediata… :-)Antaress: c'era un altro autore inglese, ma non mi ricordo più chi (forse Jerome?) che aveva scritto questa cosa. Diceva di aver passato quindic'anni della sua vita a studiare affannosamente e intensamente la grammatica tedesca: ci aveva messo quindic'anni di allenamento per impararla, e sei mesi di pausa per dimenticarsela del tutto.Dopo essersela dimenticata – dice lui – si è immediatamente sentito molto meglio.Credo di poterlo comprendere.Topografo: beh, per adesso in Germania si sono solo limitati a cambiare l'ortografia, non sono ancora arrivati a questi livelli… ma insomma… :-D

  15. Ma quanti commenti nell'arco di poche ore… son proprio finite, le vostre vacanze, eh? :-DMarinz, sì, anche l'Italiano non scherza ;-)Flalia, ma infatti: avessero almeno semplificato… ma per certe cose, come l'etimologia o i vocaboli composti, hanno solo complicato le cose ancor di più!! :-|Cappellaio: per quanto riguarda l'università, non ho niente a cui appigliarmi per difendermi. Mi son anche fatta venire questa brillante idea di mettere esami in sovrannumero!!Però a mia parziale discolpa posso dire che l'Università di Pavia non consente affatto di cancellare esami difficili per metterne di più semplici (Torino sì, ad esempio. Questo è uno dei motivi per cui sono andata a Pavia). Tipo: Filologia Romanza era obbligatoria per tutti quelli che intendono laurearsi in Lettere, ed era pure divisa in due esami diversi: A e B. Per dire.Per quanto riguarda le Medie, in realtà, neanche io avevo tutta questa voglia di far Tedesco: avrei preferito il Francese (e, col senno di poi, forse forse mi sarebbe anche stato un po' più utile). In quel caso, è stata mia mamma a insistere: la sezione di biliguismo col Tedesco era considerata la migliore in assoluto, in quella scuola – una sezione per ragazzini bravi che si impegnano a studiare, e con professori severi e preparati che conoscono il loro lavoro.E in effetti, devo dire che alla scuola media ho proprio trovato degli insegnanti eccezionali: sia come persone, che come educatori, che come professionisti…Suibhne: l'hanno fatto pure i Portoghesi? Veramente? Non lo sapevo assolutamente: quando? :-OComunque… ehm, non siamo d'accordo. E' molto vero e molto bello che l'ortografia tedesca sia più semplice rispetto a quella inglese e francese, e fin lì siamo tutti contenti (quando mi riferivo alla sua irrazionalità, mi riferivo alle varie irrazionalità che la riforma ha appunto cercato di correggere). E in effetti è vero, la riforma ha cercato di correggere alcuni punti critici, ma santo cielo, ha cambiato per legge l'ortografia di una intera lingua!!! Per me è una cosa del tutto allucinante, cioè, anche a livello proprio linguistico: come ti viene in mente di imporre d'ufficio un "mutamento" (va beh, hai capito cosa intendo) a una lingua (ortografia di lingua) che si era sviluppata da sola, in quel modo, nel corso dei secoli?A me sembra una cosa folle: cioè, posso anche capire in ipotesi la necessità (ma poi, chi è che ne sentiva il bisogno? Forse gli stranieri, immagino che ai Tedeschi andasse benissimo così), ma farlo d'ufficio!?Per quanto riguarda la ß e le vocali lunghe o brevi… sarò strana, ma io mi sento meno idiota a fare un errore di pronuncia, se devo scegliere, rispetto al fatto di dover imparare un nuovo vocabolo e non sapere mai come scriverlo :-P (Vero però che facilita la pronuncia se ti trovi la parola già scritta e devi leggerla; ma a me, per il livello di Tedesco a cui sono, della pronuncia importa ancora relativamente poco – cioè, preferisco saper scrivere che saper parlare come un'annunciatrice televisiva, voglio dire…)E poi, un'altra cosa che mi chiedevo…Cioè. Va bene che le ortografie son convenzioni e bla bla bla e hanno semplicemente cambiato le convenzioni. E va beh.Ma fra cinquanta, cento, duecento anni, quando i Tedeschi dovranno leggere – chessò – un testo scritto negli anni Cinquanta, e si troveranno di fronte a vocaboli scritti in maniera diversa a quella a cui loro sono abituati… cioè… non c'è il rischio che non capiscano? O che comunque facciano una doppia fatica per leggere quel testo? Va bene che l'ortografia è convenzione, ma se tu sei abituato a leggere Gämse e poi ti trovi di fronte a un testo vecchio in cui c'è scritto Gemse, un minimo di fatica in più la fai. Mi da l'idea che questa riforma abbia reso tutto d'un colpo inutilmente arcaici testi letterari che, diversamente, si sarebbero letti benissimo per ancora un mucchio di tempo…E comunque, guarda che crêpe si srive Krepp per davvero, eh. O quantomeno, il mio dizionario mi dice Krepp, e anche il Sansoni online… mi sa che sei rimasto vittima anche tu della malefica riforma!! :-DAgosto passato splendidamente, grazie! Tu? :-DDaniele, io non conosco assolutamente il Francese, ma ho questo piccolo aneddoto da raccontarti. Qualche anno fa, al mare, approfittando del fatto che, nei mesi estivi, si trovano moltissime riviste in lingua straniera per gli stranieri, io avevo deciso di comprarmi una rivista per bambini in Tedesco, appunto per vedere se mi ricordavo ancora qualcosa. Era una rivista a fumetti molto elementare, tipo "Cip & Ciop" e simili.Mia mamma aveva deciso di imitarmi, e aveva comprato un Topolino in Francese, per vedere se riusciva ancora a capirci qualcosa (lei ha studiato Francese, appunto).Bene: a un certo punto, in questo Topolino, c'era un test sulle linee di "quanto conosci la tua lingua?". Ovviamente era rivolto ai bambini francesi, e faceva domande di ortografia, grammatica, e così via dicendo.Mia mamma era molto stupita, perché alcune domande di ortografia ("qual è lo spelling giusto per questa parola?") erano veramente basilari, almeno ai suoi occhi. Poi si è resa conto che erano basilari per lei, perché da straniera aveva studiato a scuola questi vocaboli e aveva ovviamente imparato anche a scriverli. Per un madrelingua francese che impara a dirli, prima ancora che a scriverli, probabilmente la cosa non è così immediata… :-)Antaress: c'era un altro autore inglese, ma non mi ricordo più chi (forse Jerome?) che aveva scritto questa cosa. Diceva di aver passato quindic'anni della sua vita a studiare affannosamente e intensamente la grammatica tedesca: ci aveva messo quindic'anni di allenamento per impararla, e sei mesi di pausa per dimenticarsela del tutto.Dopo essersela dimenticata – dice lui – si è immediatamente sentito molto meglio.Credo di poterlo comprendere.Topografo: beh, per adesso in Germania si sono solo limitati a cambiare l'ortografia, non sono ancora arrivati a questi livelli… ma insomma… :-D

  16. Bello questo viaggio attraverso la rivoluzione linguistica… e per la tua impresa: complimenti! Sei la risposta a tutti i bamboccioni d'Italia (veri o presunti tali… ma secondo me ce ne sono tanti :))

  17. Bello questo viaggio attraverso la rivoluzione linguistica… e per la tua impresa: complimenti! Sei la risposta a tutti i bamboccioni d'Italia (veri o presunti tali… ma secondo me ce ne sono tanti :))

  18. Rispondo compiutamente perché le discussioni sulle lingue mi intrigano:>> l'hanno fatto pure i Portoghesi? Veramente? Non lo sapevo assolutamente: quando? :-ODue anni fa, ma era già successo diverse volte.>>ma santo cielo, ha cambiato per legge l'ortografia di una intera lingua!!! Per me è una cosa del tutto allucinante, cioè, anche a livello proprio linguistico: come ti viene in mente di imporre d'ufficio un "mutamento" (va beh, hai capito cosa intendo) a una lingua (ortografia di lingua) che si era sviluppata da sola, in quel modo, nel corso dei secoli?Eh, a te può anche sembrare allucinante, ma ripeto: funziona così anche in Francia. L'Academie esiste per questo, da quando è stata fondata. E quando le ministre del governo Jospin hanno voluto essere chiamate la ministre, hanno dovuto fare una circolare ministeriale e una legge ad hoc.>>Cioè. Va bene che le ortografie son convenzioni e bla bla bla e hanno semplicemente cambiato le convenzioni. E va beh.Ma fra cinquanta, cento, duecento anni, quando i Tedeschi dovranno leggere – chessò – un testo scritto negli anni Cinquanta, e si troveranno di fronte a vocaboli scritti in maniera diversa a quella a cui loro sono abituati… cioè… non c'è il rischio che non capiscano? O che comunque facciano una doppia fatica per leggere quel testo?Si sentiranno come gli italiani che leggono ng, ngn, nn o tutti i vari modi in cui si è scritto la nasale palatale [ɲ] nel medioevo.;-) E' la norma avere delle Accademie che garantiscano la norma, per le lingue parlate in una pluralità di paesi. Fa (parziale) eccezione l'inglese, ma si sa che quelli parlano come gli gira la mattina…

  19. Non conosco la lingua, ma credo che un'evoluzione in praticità non possa essere costruita così a tavolino, su questo hai ragione. Pensavo ai tanto amati SMS… come fanno i tedeschi a scrivere sul telefono? ci deve essere un programma emorme solo per il T9…Auguri a chi si cimenta…Diego

  20. Layla… ehm, grazie, ma quale impresa? Studiare Tedesco all'università?Beh, in effetti sì: oltre ad essere un'impresa, è anche un chiaro segno di follia… :-PSuibhne, innanzi tutto grazie per la risposta, che è molto istruttiva :-DPerò continuo a trovare completamente allucinante questa cosa: cioè, tu mi stai seriamente dicendo che, per tutte quelle lingue parlate in molti Stati, è normale che a un certo punto qualcuno intervenga d'ufficio a cambiare "la lingua"?? Ma questo è allucinante: cioè, tutti quei poveri disgraziati che han passato ottant'anni a scrivere in un modo, devono imparare per legge una nuova norma che magari non ha niente a che vedere con quella a cui erano abituati… ma è folle! Cioè, posso capire in ipotesi la necessità, ma trovo comunque folle che una cosa del genere si faccia per davvero: una lingua è una cosa viva, che si evolve e muta costantemente per i fatti suoi… a me sembra assurdo, cambiar le norme a tavolino. Posso capire che sarebbe una seccatura, fra tot. anni, trovarsi con un Brasiliano che è vistosamente diverso dal Portoghese, ma voglio dire, pazienza… non è forse la sua naturale evoluzione? Non è già successo così altre millemila volte nella Storia? A me sembra che interventi del genere facciano violenza sulle lingue punto e basta (oltre a essere una presa in giro per quei poveri disgraziati che si erano abituati all'ortografia vecchia).(E peraltro, mi sembra che in Italia si viva bene anche senza che girino circolari ministeriali tutte le volte che si introduce un nuovo termine tipo "ministre", voglio dire…).A proposito delle difficoltà di leggere i testi vecchi, stavo pensando esattamente alla stessa cosa. Per l'appunto, faranno oggettivamente più fatica.E peraltro, districarsi in mezzo a ng, nn eccetera è una impresa relativamente semplice per un Italiano che abbia un po' di cultura "specifica": ma per uno studentello quindicenne? Per una casalinga che non ha studiato? 'sti poveretti, probabilmente, o faranno una fatica bestiale, o rinunceranno in partenza: avrebbero avuto molti problemi in meno, (almeno per un po' di secoli), se lo Stato non gli avesse cambiato l'ortografia a tavolino…Stella: finché non impazziscono anche gli Inglesi – Americani… :-SDiego, ma infatti: io posso capire l'utilità pratica di una cosa del genere, ma imporla così a tavolino…Peraltro mi sembra anche una cosa molto artificiosa, una forzatura enorme sulla lingua!

  21. Layla… ehm, grazie, ma quale impresa? Studiare Tedesco all'università?Beh, in effetti sì: oltre ad essere un'impresa, è anche un chiaro segno di follia… :-PSuibhne, innanzi tutto grazie per la risposta, che è molto istruttiva :-DPerò continuo a trovare completamente allucinante questa cosa: cioè, tu mi stai seriamente dicendo che, per tutte quelle lingue parlate in molti Stati, è normale che a un certo punto qualcuno intervenga d'ufficio a cambiare "la lingua"?? Ma questo è allucinante: cioè, tutti quei poveri disgraziati che han passato ottant'anni a scrivere in un modo, devono imparare per legge una nuova norma che magari non ha niente a che vedere con quella a cui erano abituati… ma è folle! Cioè, posso capire in ipotesi la necessità, ma trovo comunque folle che una cosa del genere si faccia per davvero: una lingua è una cosa viva, che si evolve e muta costantemente per i fatti suoi… a me sembra assurdo, cambiar le norme a tavolino. Posso capire che sarebbe una seccatura, fra tot. anni, trovarsi con un Brasiliano che è vistosamente diverso dal Portoghese, ma voglio dire, pazienza… non è forse la sua naturale evoluzione? Non è già successo così altre millemila volte nella Storia? A me sembra che interventi del genere facciano violenza sulle lingue punto e basta (oltre a essere una presa in giro per quei poveri disgraziati che si erano abituati all'ortografia vecchia).(E peraltro, mi sembra che in Italia si viva bene anche senza che girino circolari ministeriali tutte le volte che si introduce un nuovo termine tipo "ministre", voglio dire…).A proposito delle difficoltà di leggere i testi vecchi, stavo pensando esattamente alla stessa cosa. Per l'appunto, faranno oggettivamente più fatica.E peraltro, districarsi in mezzo a ng, nn eccetera è una impresa relativamente semplice per un Italiano che abbia un po' di cultura "specifica": ma per uno studentello quindicenne? Per una casalinga che non ha studiato? 'sti poveretti, probabilmente, o faranno una fatica bestiale, o rinunceranno in partenza: avrebbero avuto molti problemi in meno, (almeno per un po' di secoli), se lo Stato non gli avesse cambiato l'ortografia a tavolino…Stella: finché non impazziscono anche gli Inglesi – Americani… :-SDiego, ma infatti: io posso capire l'utilità pratica di una cosa del genere, ma imporla così a tavolino…Peraltro mi sembra anche una cosa molto artificiosa, una forzatura enorme sulla lingua!

  22. beh, ma di solito le «sentenze» intervengono a certificare un uso maggioritario, non a cambiarlo o imporne uno balzano…comunque figuriamoci, io capisco bene la tua obiezione. Però se la lingua è una cosa viva e in continua evoluzione, l'ortografia no: è, per sua stessa definizione, una convenzione. Quindi si può cambiare pure domani, certo sarà seccante ma se comporta dei vantaggi (tipo far star buoni gli svizzeri, aiutare gli studenti stranieri, razionalizzare una selva di usi contraddittori…) perché no?E poi se lasanna per lasagna (scusa ma ho fame e l'esempio ne risente) è obiettivamente complicato da capire per uno studentello di quindici anni, daß per dass non dovrebbe esserlo poi molto, visto che ß è ss e lo sa almeno dalla Grundschule…Poi vabbè, ora voglio essere sincero: quando lo fanno i francesi mi scazza ma se lo fanno i tedeschi mi pare assennato. É che sono irrazionale anche io, come una ortografia non riformata!

  23. beh, ma di solito le «sentenze» intervengono a certificare un uso maggioritario, non a cambiarlo o imporne uno balzano…comunque figuriamoci, io capisco bene la tua obiezione. Però se la lingua è una cosa viva e in continua evoluzione, l'ortografia no: è, per sua stessa definizione, una convenzione. Quindi si può cambiare pure domani, certo sarà seccante ma se comporta dei vantaggi (tipo far star buoni gli svizzeri, aiutare gli studenti stranieri, razionalizzare una selva di usi contraddittori…) perché no?E poi se lasanna per lasagna (scusa ma ho fame e l'esempio ne risente) è obiettivamente complicato da capire per uno studentello di quindici anni, daß per dass non dovrebbe esserlo poi molto, visto che ß è ss e lo sa almeno dalla Grundschule…Poi vabbè, ora voglio essere sincero: quando lo fanno i francesi mi scazza ma se lo fanno i tedeschi mi pare assennato. É che sono irrazionale anche io, come una ortografia non riformata!

  24. Lucia, non sei la sola pazza comunque, io mi sono andato a scegliere lo scientifico con la doppia lingua (francese) che nessuno vuole fare (tant'è che stanno togliendo le sezioni bilingue)  perchè è una materia in piu' che si presuma interessi poco in una scuola dall'impronta vagamente scientifica, e anche perchè è un covo di insegnanti troppo bravi ma troppo severi. Ti senti meno sola ora? XDSecondo me comunque per i tedeschi sarà stato relativamente fattibile il passaggio, a parte che saranno abituati alle cose contorte credo pure che alla fine ora scrivono come parlano piu' o meno quindi… (presumo che Gamse e Gemse si pronunci uguale per esempio)La cosa che mi ha colpito in cio' che dici è che di solito chi studia una lingua lo fa piu' di tutto per parlare e quindi la pronuncia gli interessa molto (niente errori su vocali lunghe o brevi ), il fatto é che tu hai troppo lo spirito bibliotecario e ti interessa di più come si scrive quindi magari vai piu' facile in confusione con ste doppie s XD ghhhLeggevo poi questo: il 98 % delle parole della lingua tedesca vengono scritte oggi come prima della riforma! (sarà vero? nel caso, niente problemi a leggere Goethe)Daniele

  25. Io alle medie ho studiato francese e inglese. Francese l'ho lasciato al liceo e all'uni, nonostante volessi continuare, ho saputo che la prof era una pazza, che ti faceva fare l'esame cinque volte pure per due crediti di cavolo… insomma, mi sono infarinata di spagnolo – che non ricordo comunque più.Ogni tanto me ne pento, ma sono cose sopportabili.Lì so solo che hanno tolto alcuni accenti – che io ho sempre considerato inutili – ma non chiedermi quali, perché non lo so e non mi interessa saperlo.Sono stata a Monaco e ho capito che il tedesco lo odio a pelle. Sì, non è normale – almeno l'inglese lo odio per altre ragioni! – mauna cosa è certa: non studierò mai quella lingua, decisamente. Piuttosto, riprendo in mano il libro di francese.Ah: appena hai parlato di riforma, ho capito subito dove volessi andare a parare…

  26. Questo post è stato scritto nel 2010, e anche a me all’epoca sembrava inconcepibile che il governo decida su questioni linguistiche. Oggi invece c’è gente che vuole essere chiamata “ministrA” (riscaldata, col dado, o cosa?) eccetera. La realtà supera la fantasia.

    1. Io invece di questi tempi mi sento sempre un po’ al di sopra dello shock collettivo sul governo che introduce termini neutri, nuove parole, etc., perché so per esperienza che in altri posti è stato fatto :P (anche se con ragioni presumibilmente meno ideologizzate).

      Boh, passa il tempo ma a me comunque continuano a risultare assurde queste riforme linguistiche che vengono dall’alto. Mi sta bene che la lingua cambi e si evolva, e mi sta bene che in un domani cambi la grafia di alcune parole o addirittura scompaia il congiuntivo se non c’è più nessuno che lo usa (per fare due esempi a caso), ma un conto è assecondare movimenti che vengono dal basso, un conto è imporli dall’alto così a casaccio. Boh?

      Comunque guarda che anche da dove scrivo siamo sotto il dominio di una sindacA ;-) (ché poi a me sembra proprio brutto come termine, mi suonerebbe meglio, tutt’al più, sindachessa!)

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