Madonna del Latte / 3

La lattazione di San Bernardo, di cui vi parlavo nel post di ieri, non è un episodio che viene citato di frequente, su Internet.
E non fatico a immaginarmi il perché: un Santo che si abbevera del latte della Vergine, ‘nsomma… non è forse un po’ troppo spinto?

No, certamente no, se si contestualizza la scena all’interno del racconto che ho fatto ieri, e di cui credo (spero) sia evidente a tutti il significato.
Eppure, è pur vero che questa storia del seno pieno di latte di Maria Vergine, col passar dei secoli, è un po’ degenerata.

Si è partiti dalla considerazione che Maria è la mamma di Gesù Bambino: lacrime di gioia e commozione, inni di preghiera, e fin qui tutti contenti.
Si è fatto lo step successivo cominciando a raccontare storielle edificanti sul latte della Vergine: Maria che mostra il latte a San Bernardo; Maria che dona il latte alle puerpere schizzandole col suo; Maria che scende nell’Inferno per spruzzare il suo latte sulle fiamme demoniache e alleviare le sofferenze dei dannati.
Si è andati un po’ troppo in là quando la devozione popolare ha applicato alla Madonna una sineddoche (“il tutto per una parte”), e invece di lodarne il latte ha cominciato a lodarne il seno. Il bel seno della Vergine, il seno miracoloso, il seno pieno di grazia, il seno di Maria… giusto per farvi capire a che livello si era arrivati, vi copio testualmente (è un dato storico: non scandalizzatevi) una credenza popolare relativa a un chierico ammalato, che era stato miracolosamente guarito per intervento della Vergine. Mentre il poveraccio sta dormendo – racconta la leggenda – la Madonna

si china sul suo letto e con atto soave di grande soddisfazione estrae al suo dolce seno la mammella, dolcissima, soave e bella; gliela mette in bocca, toccandogliela molto delicatamente in ogni punto e bagnandola col suo dolce latte. Poi se ne va, lasciandolo addormentato. Il chierico si svegliò all’istante, e si stupì grandemente di vedersi del tutto guarito

Ripeto: questa è Storia, NON scandalizzatevi; però, se vi scandalizzate, avete tutta la mia comprensione. ‘nsomma

310px-Jean_Fouquet_005E poi… beh, sì: diciamocelo. Più passa il tempo, più l’arte diventa meno “sacra”.
Non che nel Rinascimento non si dipingessero più i Cristi e le Madonne; ma non tutti gli artisti li dipingevano con le modalità, gli stili, e fors’anche con il senso di responsabilità che poteva avere un Giotto. In molti, troppi, quadri, la figura della Vergine allattante aveva perso il suo valore didascalico: era diventato (o rischiava di diventare) un pretesto per mettere in mostra un nudo femminile… e che nudo, poi!
Il dipinto che vedete alla vostra sinistra è tratto da un dittico del francese Jean Fouquet, che l’ha pitturato attorno al 1455: scusatemi i termini, ma quella tizia lì non mi ricorda una Madonna. Quella tizia lì (chiedo ancora una volta scusa) a mio giudizio è palesemente una gran bella ragazza con due grossi seni al vento, a cui hanno seduto in grembo un Cicciobello giusto per poter vendere il quadro senza esser presi per maniaci.
Non c’è più nulla, di quel simbolismo splendido dei primi quadri che ho postato: se volessi farvi gli auguri di Natale, io vi spedirei un biglietto con il quadro di Solario; non certo col primo piano di questa tizia, che più che alla Madonna assomiglia a una Kim Kardashian siliconata.

Tutto ciò, per esprimere il concetto seguente: siete stupiti, con questi presupposti, che il Concilio di Trento abbia esortato tutti a darci un taglio, con ‘sta storia della Madonna a seno nudo?
Io no, anzi farei partire una ola per i padri conciliari: Maria che allatta è un concetto troppo bello per sminuirlo così; se non si riusciva più a considerarlo in tutta la sua altezza, tanto valeva eliminarlo proprio. Sempre meglio che infangarlo.

Insomma: se in questi due giorni vi siete chiesti come mai non ne producano più, di quadri di questo genere, la risposta è breve: perché siamo troppo idioti. Ci mettono in mano un concetto altissimo e stupendo, e noi lo stiracchiamo a destra e a manca senza manco accorgerci che, così facendo, rischiam di rovinarlo.

E soprattutto… onestamente. Come pensate che verrebbe accolta, oggi, una Madonna del Latte? Una Madonna del Latte in chiesa, dico: una parrocchia dedicata alla Vergine allattante, con un quadro del genere nel bel mezzo della chiesa.
Niente da fare, gente, siam decisamente troppo idioti: una immagine del genere, al giorno d’oggi, non sapremmo più capirla. E del resto, cosa ti puoi aspettare da una società in cui alla sottoscritta è capitato di conoscere una mamma, la quale (giuro) affermava tranquillamente di aver smesso di allattare immediatamente dopo il parto perché non ci si trovava: il seno era sempre stata una componente importante dei giochi erotici fra lei e il suo compagno, e le faceva senso (!) pensare che potesse impadronirsene suo figlio (!!).
Se si arriva a certe affermazioni (che io peraltro trovo molto comprensibili, nel senso che sono la logica conseguenza di un certo processo, portato alle estreme conseguenze)… se si arriva a certe affermazioni, poi cosa vuoi fartene, di un quadro della Vergine che allatta il suo bambino? Un bel niente, oserei dire: a meno che non ci sia qualcuno che te ne spiega il significato, io penso che, di fronte a un quadro simile, di primo acchitto, chiunque rimarrebbe un po’ perplesso.

E così, quella che un tempo fu la più importante e amata immagine di Maria, quella più piena di significato teologico, quella che evidenzia il generoso gesto della madre che dona vita, quella che meglio di tutte rappresenta la meraviglia del Natale… questa immagine, oggi, è perlopiù ignorata.
Non la si comprende.

Ma chi lo sa? Mi piace pensare che, da adesso, forse norse noi sapremo comprenderla un pochettino meglio!

7 risposte a "Madonna del Latte / 3"

  1. utente anonimo

    Che bello!
    di Madonne del latte ne avevo viste alcune, e non mi sono mai scandalizzato, anche se erano un po' fuori dagli schemi "classici". Un po' come il Bernardo di ieri…
    Sì, direi che sarei scandalizzato al vedere quella specie di Barbie però…
    Sapere il come sono natre e perchè però te le fa apprezzare!

    Diego

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  2. Daniel19

    Oggi non la capirebbero no… l'immagine della Madonna che spruzza latte su San Bernardo mi piace meno in effetti. Comunque i nostri tempi sono degenerati non meno di altri tempi passati, solo che oggi si lascia fare

    Daniele

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  3. Lucyette

    Riguardo alla signore dell'allattamento, ma che gente frequenti!!!

    Eh…
    Beh: a onor del vero, devo aggiungere che questa signora diceva di aver smesso anche perché inizialmente sentiva fastidio (e vabbeh, fin lì…). Però diceva testualmente che avrebbe anche potuto cercare di risolvere il problema, se non fosse che proprio le faceva senso avere attaccato al seno un altro tizio che non era il suo compagno O___o
    Ma io la capisco benissimo, nel delirio assurdo di questo ragionamento! Pian piano stiamo letteralmente alienando il nostro corpo dalle funzioni per cui è stato pensato (es. non si fa più sesso nell'ottica che potrebbe nascere una nuova vita; si fa sesso per divertirsi, e se si vuole avere un figlio è meglio andare in uno di quei centri per la fecondazione assistita dove ingravidano donne praticamente in menopausa, e/o ti permettono anche di scegliere dal catalogo qual è il prodotto che ti è venuto meglio e che ti piacerebbe farti impiantare).
    Se entri in questa logica, chi te lo fa fare di prenderti il fastidio di allattare al seno?
    Lo so che è delirante, ma cento anni fa sarebbe sembrata delirante anche una donna di sessant'anni che pretende di rimanere incinta mediante fecondazione assistita… invece adesso c'è gente disposta a accontentare il suo desiderio (folle)!

    Daniele, è vero, la grande differenza è che adesso si lascia fare.
    Che secondo me, è ancor più deleterio. Mi rendo conto che fare e poi negare di aver fatto è ovviamente ipocrita, ma fare e poi vantarsene in giro lascia passare il messaggio che è tutto okay, va tutto bene: lo fanno tutti, quindi posso farlo anch'io!
    Forse è peggio ancora, da un punto di vista educativo!

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  4. Pingback: [9] Madonna del Latte / 2 « Una penna spuntata

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