La lattazione di San Bernardo

Le rappresentazioni della Madonna del Latte, cioè della Vergine Maria ritratta nell’atto di allattare il Bambinello, ebbero grande diffusione nel Medioevo. E verrebbe anche da dire che la cosa non deve stupirci affatto.

Punto primo, nel Medio Evo non esisteva il latte artificiale: se una donna non riusciva a sfamare suo figlio, il figlio rischiava di morir di fame punto e basta. Avendo avuto il compito non scontato di sfamare col suo latte Dio Onnipotente, la Madonna aveva l’aria di essere una tipa abbastanza propensa a farsi carico di tutte le preghiere delle puerpere; quindi, il topos iconografico della Madonna a seno nudo era abbastanza gettonato.

Punto secondo: elemento, non scontato, nel Medio Evo erano diffuse alcune eresie che negavano la vera umanità di Cristo. La più famosa (ma non l’unica) è quella catara, che tanto a lungo aveva impensierito la chiesa di Roma. E non è un caso che il topos della Madonna del Latte trovi particolare diffusione proprio in concomitanza alla diffusione del catarismo: in fin dei conti, che c’è di più umano di un bimbo che prende il latte dalla mamma?
Al di là dell’aspetto puramente devozionale, capace di dare conforto a tante puerpere, le Madonne del Latte riuscivano a esprimere concetti teologici importanti, sottolineando appunto l’incarnazione di Cristo mostrato nel momento del suo bisogno più terreno: quello di bere il latte della mamma!

Ed è qui che si inserisce una nuova puntata di “Ma che sant’uomo!”: perché anche i Santi (che credete?) hanno i loro momenti di difficoltà. Ce li ha avuti persino san Bernardo di Chiaravalle, attivissimo nella lotta contro il catarismo: il monaco era ben convinto della bontà della sua tesi e della veridicità di tutto ciò che affermava… ma era anche un po’ in difficoltà. Ai catari che negavano la vera incarnazione di Cristo e che sottodimensionavano l’importanza di Maria… che rispondere? Che dire? Come argomentare? Con quale forza portare avanti la battaglia? Gli sembrava che i suoi sforzi andassero a vuoto l’uno dopo l’altro; sarebbe quasi stato tentato di lasciar perdere e di dedicarsi ad altro.

Insomma: san Bernardo era un pochetto in crisi. In fin dei conti, capita anche ai santi.
E, quando capita, i santi tendono a fare la stessa cosa: si mettono a pregare, chiedendo aiuto al cielo. Tendenzialmente, l’aiuto arriva.

E infatti, in quel freddo pomeriggio, san Bernardo stava inginocchiato davanti a una statua della Madonna, guardando il viso della Vergine attraverso una cortina di lacrime. “Maria! Ti prego!”, sussurrò pianissimo. “Ti prego. Mostrami che sei madre!”.
“Uh sì, d’accordo! Dammi solo un attimo, per piacere”.
San Bernardo sobbalzò e si portò una mano al cuore, cominciando ad avvertire i primi prodromi di un infarto. Aprì cautamente un occhietto e si guardò attorno, incredulo.
Dall’alto del suo piedistallo, la statua della Madonna gli sorrise garbatamente. “È che arroccata qui sopra sono un po’ scomoda”, mormorò a mo’ di scusa, “e non riesco a scendere. Mi tieni un attimo il bambino, per favore?”.
San Bernardo si sforzò disperatamente di pronunciare qualche frase epica, degna di esser citata in tutte le agiografie future; purtroppo, tutto quello che gli uscì dalle labbra fu uno striminzito “eh?”.
La Madonna si chinò e, di peso, gli ficcò in braccio Gesù Bambino. “Ricevi tra le tue braccia il Salvatore del mondo”, osservòcon una nota di divertimento nella voce. “Non è da tutti”.
San Bernardo aveva le braccia che si erano fatte molli come il burro; iniziando a cullare orripilato il bambinello, si interrogò ansiosamente su quali potessero essere le conseguenze derivanti dal farsi cadere dalle braccia il Salvatore del mondo e spaccargli la capoccia. Incredulo, lanciò uno sguardo a Gesù Bambino: Iddio, dal canto suo, puntò gli occhi in quelli di Bernardo e disse una singola, profondissima parola…
Nghé!”.

Maria, che nel frattempo era scesa dal piedistallo, trattene a malapena una risata. San Bernardo riportò su di lei lo sguardo, ma se ne pentì mezza frazione di secondo dopo: tutto avrebbe pensato di poter fare nella vita, tranne che trovarsi a tu per tu con la Madonna… ma sicuramente tutto avrebbe pensato di poter fare nella vita, tranne che trovarsi a tu per tu con la Madonna che si stava denudando.

Tranquillissima, Maria si scoprì il petto (Bernardo, orripilato, pensò di trovarsi di fronte a un demone tra i più frontati, se osava tentarlo addirittura con le sembianze della Vergine! Se non avesse avuto in braccio ‘sto bambino, le avrebbe tirato un libro in testa).
E poi, la Vergine si schiacciò il seno. Dal suo seno uscì uno schizzo di latte che andò a finire dritto diritto in faccia al povero Bernardo (o per meglio dire: dritto dritto in gola, ché il poverino aveva, comprensibilmente, la bocca spalancata per la sorpresa). La Madonna sorrise dolcemente. “Visto? Bernardo, io sono veramente madre. Veramente il Verbo si è fatto carne, nascendo dal mio grembo. Continua la tua predicazione, non aver più dubbi!”.

Mentre Maria si ricopriva, Gesù Bambino gorgheggiava piano fra le braccia di Bernardo. Un “nghé”, poi un “nghé!” un po’ più deciso, e poi proprio un mezzo pianterello. Maria risalì in fretta sul suo piedistallo e tese le mani per riprendersi il bambino. “Scusa, ma è meglio se me lo passi: mi sa che ha fame”.

Non appena ritornò nelle braccia della mamma, il Salvatore del mondo fece sprofondare il testolino nel suo petto, sgambettando un poco. Un singhiozzo, qualche lamento; e poi si calmò, stringendo nei pugnetti il velo azzurro di Maria. E poi l’Onnipotente chiuse i suoi occhietti, facendosi cullare dall’abbraccio di sua mamma.

SanBernardo_AlonsoCano2

16 risposte a "La lattazione di San Bernardo"

  1. diggiu

    Dolcissimo post, Lucyette! Anche io ricordo il periodo dell'allattamento come il periodo più tenero della mia maternità. Mio figlio, nei primissimi mesi, bastava che lo prendessi in braccio che subito roteava la sua testolina verso il distribuitore del suo latte! 
    Rimasi di stucco quando quel 31 di agosto del 1976 non ne volle più sapere di fare colazione come nei sette mesi precedenti  e il biberon fu il suo sostituto!
    diggiu

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  2. Lucyette

    dabogirl… ehm… la prendo come un grande complimento, però mi spiace di averti fatta piangere! 😀

    agapetos… GRAZIEEEEE! 😉

    diggiu, io invece ero un raro caso di neonata anoressica, nel senso che non volevo saperne di mangiarne (ma proprio scene inquietanti di me che mi RIFIUTAVO di mangiare: e a una neonata di poche settimane che indice lo sciopero della fame, che fai?). Fatto sta che mangiavo così poco che a mia mamma è andato via il latte dopo pochissimo tempo – circa tre mesi – complice anche il caldo dell'estate.
    A questo punto direi "mannaggia, quanto li avrò fatti spendere in latte artificiale"… ma mi dicono che in realtà non volevo saperne manco di quello, quindi andavamo al risparmio 😛
    (Non ho la più pallida idea del perché io non sia morta di fame nei miei primi mesi di vita: ogni tanto se lo chiede anche mia mamma, in effetti!).

    Fiordicactus: beh, ma immagino che in questo caso San Bernardo sia stato contento… a parte il lieve infarto iniziale… no? 😉

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  3. Lucyette

    dabogirl… ehm… la prendo come un grande complimento, però mi spiace di averti fatta piangere! 😀

    agapetos… GRAZIEEEEE! 😉

    diggiu, io invece ero un raro caso di neonata anoressica, nel senso che non volevo saperne di mangiarne (ma proprio scene inquietanti di me che mi RIFIUTAVO di mangiare: e a una neonata di poche settimane che indice lo sciopero della fame, che fai?). Fatto sta che mangiavo così poco che a mia mamma è andato via il latte dopo pochissimo tempo – circa tre mesi – complice anche il caldo dell'estate.
    A questo punto direi "mannaggia, quanto li avrò fatti spendere in latte artificiale"… ma mi dicono che in realtà non volevo saperne manco di quello, quindi andavamo al risparmio 😛
    (Non ho la più pallida idea del perché io non sia morta di fame nei miei primi mesi di vita: ogni tanto se lo chiede anche mia mamma, in effetti!).

    Fiordicactus: beh, ma immagino che in questo caso San Bernardo sia stato contento… a parte il lieve infarto iniziale… no? 😉

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  4. utente anonimo

    mi verrebbe che racconti divinamente le cose umane, invece c'è sempre anche un po' di divino…
    questo miscuglio di nature mi sa che è proprio il Natale…
    grazie!

    Diego

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  5. utente anonimo

    mi verrebbe che racconti divinamente le cose umane, invece c'è sempre anche un po' di divino…
    questo miscuglio di nature mi sa che è proprio il Natale…
    grazie!

    Diego

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