L’identità segreta

Sono stati giorni impegnativi.
Ve ne sarete accorti, presumo, dal tenore dei miei post, che hanno registrato un vertiginoso calo quantitativo e qualitativo. Ehm.

Sono stati giorni impegnativi perché ho avuto un mucchio di cose da fare, ohimè. E fra le altre cose, ho scritto.

Diciamo che c’è questo ente, a carattere religioso, con cui collaboro.
Diciamo che questo ente che ha un sito Internet, ma forse sarebbe meglio se non ce l’avesse proprio – perché, com’è attualmente, il sito fa un po’ pena.
Diciamo che la gravità della situazione sitologica è apparsa lampante ai nostri occhi, e abbiamo deciso di riscrivere, da capo a piedi, il Sito Immondo.

A un certo punto, giacché nessuno si faceva avanti, mi sono fatta avanti io. “Ci penso io a riscrivere i testi, se volete”.
E già che c’ero, ho aggiunto una notazione pratica: “bisognerebbe anche aggiungere una paginetta in cui si spiega chi siete, cosa fa il vostro Ordine, e chi è il Santo che vi ha fondati. Ora come ora, non esiste una pagina che lo spieghi chiaramente”.
La proposta è stata accolta con grande giubilo, ed ovazioni popolari di portata ingente hanno accompagnato la mia timida auto-candidatura.
Ho salutato tutti, sono tornata in ufficio, e lesta lesta mi sono messa all’opera…
…sennonché, dieci minuti più tardi, è arrivato il capo a bussare alla mia porta.

“Dica”.
“Lucia…?”, sussurra lui, col terrore nella voce.
“Eccomi qua”.
“Pensavo…”. Deglutisce, timoroso.
“Mi dica tutto”.
“Ma… ehm… tu sei capace, a scrivere?”.
“…”.
“No, nel senso. Lo so che sei capace a scrivere. Scrivi tutti quegli sproloqui da intellettuale, fai le schede tecniche degli incunaboli, metti le note a piè di pagina e studi Storia e tutto quanto…”.
“Beh…”.
“Cioè, vorrei che fosse chiaro. Se tu scrivi un pezzo da pubblicare su Internet, devi usare un linguaggio più colloquiale. Lo sai, no?”.
“Ah. Ehm, sì. Certo”.
“L’hai mai fatto, prima?”, domanda lui, con l’angoscia nel suo sguardo.
“Fatto cosa, Capo?”.
Scrivere qualcosa da pubblicare online!!”.
“Ehm. Qualche volta in effetti mi è già capitato. Sì”.
“Ah”. Lui si rincuora, ma è solo un attimo. “E… e poi, c’è quella cosa della agiografia”.
“Sì. Mi dica”.
“Cioè, volevi scrivere la vita del Santo per pubblicarla online?”.
“Sarebbe il caso”.
“Sì, ma… mi raccomando, usa uno stile adatto…”.
“…”.
“A parte che non so nemmeno se esiste, uno stile adatto. Cioè: stiamo parlando di agiografia! Online! Chi se la legge? Onestamente, non so nemmeno se esiste al mondo un qualche sito in cui c’è un pazzo che prova a scrivere vite di Santi a scopo divulgativo per poi pubblicarle online e farle leggere alla gente”.
“Ehm”.
“Non lo so. Insomma: secondo me, farai fatica. Tu sei lì, tutta presa dai tuoi libri antichi… non vorrei metterti in difficoltà. Non lo so. Non ti ci vedo. Seriamente: sei sicura di riuscire a farcela?”.

Ci sono blogger che non hanno un attimo di esitazione, e diffondono l’indirizzo del loro sito a tutti i colleghi d’ufficio e al vasto mondo.
E poi ci sono blogger che decidono di bloggare rigorosamente in incognito; come me.

E anche questa è un’esperienza, gente.

10 pensieri su “L’identità segreta

  1. utente anonimo ha detto:

    Vedi, un'idea vincente alle volte si trasforma in una cavolata (succede spesso anche nel marketing), mentre un'idea completamente folle e di sicuro fallimentare… alle volte fa boom :P

    Daniele

  2. poveromabello ha detto:

    :-D Se solo sapesse, il tuo Capo, quanti articoli hai scritto e quanti commenti di approvazione hai ricevuto, eclisserebbe all'istante per la vergogna! Certo, anche questa è un'esperienza, penso vissuta pure con un pizzico d'amarezza.

  3. Lucyette ha detto:

    Ma quale amarezza: stavo morendo dal ridere! :-DDD
    Mi vien da ridere ancora adesso se ci ripenso :-DD

    Daniele… beh, non dico che l'idea di scrivere vite dei Santi online abbia fatto boom (boh?), ma comunque è stato buffo :-P

  4. utente anonimo ha detto:

    No, davvero, non ce la faccio, sono piegata in due dal ridere!!!
    Che poi questa storia del blogger in incognito, tipo Clark Kent- Superman, a me piace tanto, infatti anche io sono una blogger in incognito.

    Ma alla fine sei riuscita a scrivere la vita del santo ?  ;-)
    Sai che è difficile…

    Aerie

  5. martayensid ha detto:

    ho appena letto questo post e …rabbrividisco: ma quanto saranno serie le cose che scrivi normalmente per lavoro per essere così ignari della tua Second Life splinderiana?!? …e così timorosi di vederti all'opera per il grande pubblico?

    Sei mitica!

  6. vnnvvvn ha detto:

    Se vuoi mantenere l'animato evita di mettere la pulce nell'orecchio del tuo capo… potrebbe venirgli la voglia di vedere se esiste qualcuno che scrive sui santi per vedere che stile usa…
    Se poi ti dovesse dire che c'è un blog che si occupa quasi esclusivamente di questo e che lo fa in modo molto divertente voglio vedere come fai a non ridergli in faccia :-P

  7. filippociak ha detto:

    Ahahahaaa… avresti potuto dirgli: "Ho avuto un'intuizione: una mia amica tiene un blog proprio caruccio sulle vite dei santi, che ne dice?"

    (mi unisco anch'io al club dei blogger in incognito)

  8. fiordicactus ha detto:

    Sono curiosa di vedere questo sito web . . . dopo ci metti il link???

    Pensa se tutti noi tuoi estimatori facciamo una visita al sito, il contattore corre, il Capo si impressiona e le lodi si sprecano!

    Certo che aumenta anche la curiosità per la tua attività principale . . . “No, nel senso. Lo so che sei capace a scrivere. Scrivi tutti quegli sproloqui da intellettuale, fai le schede tecniche degli incunaboli, metti le note a piè di pagina e studi Storia e tutto quanto…”.

    Ciao, R
     

  9. berlic ha detto:

    La cosa più imbarazzante quando il capo viene a sapere che tu scrivi su internet non è che legge cosa scrivi.
    E' quando ti domanda: "Ma, scusa, quando riesci a scrivere tutta 'sta roba?"

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