La Tradizione

“Ma che cosa c’è di più bello che insegnare?”.
Me l’hanno chiesto solo un paio di giorni fa, e non ho saputo dar risposta: se i tuoi studenti traggono beneficio da quello che tu insegni, credo che effettivamente non ci sia niente di più bello al mondo.
L’insegnamento, d’altro canto, può svilupparsi sotto svariate forme: è “insegnante” anche un genitore che educa il suo bimbo; ha la vocazione di educatore anche una tizia a caso che decide di studiare Storia per poi raccontarla agli altri.
Io la sento proprio tanto, la vocazione di educatore; e probabilmente è per questa ragione che mi piace così tanto questa statuetta del presepio.

Tradizione (presepe Kostner)

Noi umili profani la definiremmo “madre con bambino”.
Un presepista serio la definisce “la Tradizione”.

Tradizione (Presepio Redentore)

La Tradizione è una statua, o insieme di statue, che raduna uno (o più) personaggi adulti in compagnia di uno (o più) bambini (o giovani). La si distingue da altre statue simili per l’atteggiamento dei personaggi: l’adulto sta accompagnando il bimbo alla capanna; e il bimbo, più o meno docilmente, si sta facendo accompagnare.
Talvolta, l’adulto indica al bimbetto il neonato nella mangiatoia, oppure un angelo nel cielo.
Talvolta – e qui, il significato simbolico diventa più evidente – il genitore tiene per mano il bambino ancora piccolo e lo aiuta a camminare; e il bimbetto, fra le braccia della mamma, sgambetta ancora incerto lungo la strada che lo conduce a Cristo.

Tradizione (Presepio Contadino)

La Tradizione è una statuetta meravigliosa, ed è quella che sento più vicina alla mia sensibilità: indica – nomen omen – una tradizione che si tramanda; un insegnamento che passa di padre in figlio, per generazioni.
Certo: rappresenta innanzi tutto la trasmissione della fede: l’adulto accompagna il bambino verso la mangiatoia, e gli fa incontrare Cristo. Si inginocchia assieme a lui; dà il buon esempio; prega.
Credo di non aver mai visto una statuetta tanto bella come questa Tradizione del presepe Ulrich, in cui il papà si inginocchia di fronte a Cristo assieme al figlio, e gli insegna a pregare per la prima volta – la manina del bambino intrecciata in preghiera nelle dita salde del papà.

Tradizione (Presepe Ulrich)

Ma la Tradizione, a ben vedere, non è solamente trasmissione della fede: è trasmissione di un bagaglio di credenze, valori, sapere e tradizioni (appunto) che si tramandano di generazione in generazione, per tenere viva la memoria di ciò che è stato.
La Tradizione è il simbolo di chi educa le nuove generazioni, nel senso più ampio di questo termine: lasciando perdere le allegre famigliole in stile Mulino Bianco, la Tradizione che preferisco in assoluto è quella che rappresenta un insegnante – uno scriba, o un dottore della Legge – che istruisce i suoi studenti.

Tradizione "Buona Novella" (Presepe Ulrich)

Molto spesso, lo si trova in mezzo ai pastori, mentre istruisce accanto al fuoco un giovanotto desideroso di apprendere.
E, guarda caso, l’angelo annunciatore è sempre nei paraggi – l’angelo che arriva dai pastori per annunciare la nascita di Cristo, intendo.
Sarà forse un caso?
Ma assolutamente no.
La Rivelazione arriva più facilmente là dove trova un terreno fertile: e un bravo educatore, che è stato capace di toccare il cuore dei suoi fanciulli, facilita considerevolmente il lavoro di quelli che stanno “ai piani superiori”.

Se c’è una statuetta del presepio in cui mi identifico – beh – la statuetta è precisamente questa.
Perché, in fin dei conti, penso che non ci sia in tutto il presepio una statuetta più preziosa.
Ma per davvero, eh!

19 pensieri riguardo “La Tradizione

  1. wow… stupendo!!!
    Sono educatore di adolescenti e capisco benissimo cosa intendi… l’affidarsi e il fidarsi, il farsi accompagnare e l’accompagnare… la tradizione che si tramanda di padre e figlio :o)

    Un sorriso :)

  2. Mi sovviene la figura di mia nonna, quando si è “ritrovata” con due nipotine da crescere, una di 14 mesi e una di 4 anni Ha impersonato la tradizione in pieno. Ogni cosa che faceva, con mia sorella e me per mano, era piena di Amore, di volontà di farci comprendere gli avvenimenti,della fede, dell’onestà e della coerenza nella vita, ciascuno nel proprio ruolo. Un bellissimo post che mi ha toccato nel profondo. Grazie! :-)

  3. A me piace di più la versione di genitore che tiene per mano un bambino perchè dentro di me sento di essere davvero molto mamma e sono contenta di tutto ciò che ho passato a mia figlia. Ma non mi sento educatore. Non mi sarebbe piaciuto insegnare ai bambini, non è nel mio DNA, ho insegnato spesso ad adulti ma è un’altra cosa…
    Bellissima comunque anche questa statuina..

    1. :-)
      Io invece preferisco le versioni che non hanno l’accoppiata madre/figlio, (probabilmente perché non sono madre, ma anche e) soprattutto perché fanno istintivamente pensare subito alla dimensione familiare, di genitore che educa il bambino sangue del suo sangue. Che è ovviamente una cosa bellissima, ma che appunto è solo uno dei tanti aspetti della “missione educativa” che mi sta tanto a cuore.
      Personalmente quindi preferisco delle statuette che lascino una interpretazione un po’ più “libera”. Nel mio presepio ad esempio ho un vecchietto che tiene per mano un bambinetto di sei/sette anni: a parte che lo trovo molto simbolico per il contrasto fra le due età, mi piace anche perché non è la classica accoppiata madre/bimbo. E’ una immagine che si può leggere come si preferisce, insomma: potrebbe identificarcisi facilmente anche una persona che non ha figli :-)
      (L’accoppiata madre/bimbo però è bellissima e ce l’ho in altre statuine, eh!).

      Uh, ma sai cosa?
      Manco io riesco a insegnare ai bambini!
      Ci ho pure provato, eh (fra catechismo e cose simili), ma proprio non riesco a trovare punti di contatto con loro. Coi bambini piccolissimi me la cavo abbastanza bene, ma poi c’è questa Voragine Di Incomunicabilità con i bambini di fine-elementari / inizio-medie.
      In compenso mi trovo benissimo a insegnare ai liceali: con loro si riesce già a ragionare.
      Ma secondo me si può essere educatori anche se si insegna agli adulti, comunque: non c’è mica un’età in cui si smette di crescere! ;-)

  4. Richiama anche la bella iconografia di Sant’Anna e la Madonna bambina.

    E, saltando di palo in frasca, “la Tradizione” è anche al cuore della narrativa di Cormac McCarthy (“La Strada” o “Non è un paese per vecchi”): il mondo va a rotoli, sembra che il male vinca sempre, ma, sotto traccia, c’è questo costante legame buono tra le generazioni, la “tradizione”, la “consegna” -tramite l’insegnamento e la testimonianza- della certezza che alla fine, per quanto lontana essa sia, tutto andrà bene.

  5. La Tradizione non mi manca, no.
    Però mi sto accorgendo essere giunto il momento di aggiornare un po’ il mio presepe. Mi mancano molte delle statuine più significative.
    Le ho in plastica, dal vecchio presepe. Ma non si adattano per nulla allo stile di quelle che utilizzo ormai da un paio d’anni.
    Se solo le statuine Mayo costassero meno, uh.

    1. Bellissima :-)

      Caspita, in effetti ho dato un’occhiata ai prezzi e sono piuttosto altini! Complice il fatto che – come ti dicevo – a me piacciono i presepi molto affollati, penso che rimarrò fedele alle mie vecchie e care statuine di plastica (di buona fattura), sennò c’è davvero da svenarsi ;-)

      Però sono davvero bellissime, le tue!

      1. Il bello delle Mayo, a parte la qualità s’intende, è la loro “malleabilità”.
        Nel senso, lo scultore crea molte statuine immortalate negli atteggiamenti e nelle espressioni più semplici e svariate. Che so, un tizio che pare parlare con qualcuno, una donna con le braccia spalancate, un altro frenato in un determinato movimento. All’acquirente, poi, il divertimento nel combinarle.
        Tanto per restare in tema, ho visto nel catalogo, per esempio, una donna nella stessa posa di quella del Presepe Redentore. Potrebbe essere una lavoratrice, un’adoratrice o, acquistando anche uno dei tanti bambini presenti (alcuni proprio con le braccine verso l’alto), una Tradizione.

        Per quanto riguarda le statuine in plastica, sto dando un’occhiata a quelle della collezione Landi. Le conoscevo, ma non mi era mai accorto di quanto fossero numerose. Ne esistono moltissimi soggetti. E poi, hanno un qualcosa, un certo fascino, che non lascia insensibili.
        Il quadretto della nonna con bambine che hai postato su FB è Landi, no?

      2. Sto guardando adesso il catalogo, e sono letteralmente estasiata dalle statuine della Madonna.
        E’ vero tutto quello che dici, la malleabilità e così via dicendo; però io sono stata particolarmente colpita dalle statuine della Madonna. Confesso che a me non piace proprio per niente la Madonna “in posizione standard” inginocchiata a braccia spalancate di fronte alla culla – d’accordo, è in adorazione, ma non mi fa assolutamente venire in mente la dolcezza di una mamma che si prende cura del suo bimbo.
        Le Madonne di questa marca invece sono veramente bellissime, espressive, “materne” e non convenzionali. Mi piacciono veramente veramente tanto (e te le invidio!)

        :-)

  6. Molto bello. Devo dire che all’inizio ero scettico, mi sono detto: “Oh no, un mese intero di statuine!” ed invece mi sono dovuto ricredere completamente.

    1. Penso che non mi si potesse lasciare un commento più gradito :-DD

      Pure io ero terrorizzata all’idea di annoiare: “e se non hanno voglia di passare un mese a legger me che parlo di presepi?”.
      Allora non è così terribile?
      Mh?
      *__*

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