Presepio

La stella di Betlemme

Ultima domenica prima di Natale: vi immagino tutti quanti indaffarati con lo shopping e le visite ai parenti. E quindi, vi lascio con un post molto veloce, al volo…
…mica per altro, eh! Ma pure io sto per infilarmi il cappotto, onde andare a fare una lunga passeggiata per mercatini natalizi. Oh!

E dunque, un post veloce.
Qualche considerazione su un elemento che, a buon diritto, non manca mai in un qualsiasi presepio: questo ce l’avete di sicuro tutti voi; senz’altro.
La stella.

Ho detto “stella”, e non “stella cometa”.
In effetti, a ben vedere, nessuna delle fonti antiche parla di una stella cometa nei cieli di Betlemme: il protovangelo di Giacomo, semmai, parla di un’aura luminosa che avvolge la capanna di Maria e Giuseppe; ma di comete, manco l’ombra. Per milletrecento anni dal giorno della sua “entrata in scena”, la stella di Betlemme è sempre rimasta una normale stella. Poi, nel 1301, la cometa di Halley sorvolò l’Italia e impressionò moltissimo un tal pittore chiamato Giotto – che, di lì a poco, affrescando la Cappella degli Scrovegni, scelse di rappresentare la stella del Natale sottoforma di cometa.
La fortuna di questa rappresentazione fu, di fatto, travolgente, ed è così che ritroviamo la stella ancora oggi, nella maggior parte dei presepi. Sottoforma di cometa, arricchita da un lunga coda.

Giotto, "Natività". Padova, Cappella degli Scrovegni, 1303 - 1305

Ma la coda, paradossalmente, è la parte più trascurabile dell’intera faccenda. L’elemento che riempie di significato la stella cometa del presepio non è la coda in sé (teoricamente, potrebbe anche non esserci), ma la stella vera e propria. Quella roba stelliforme attaccata alla coda, intendo.
E soprattutto, il numero delle sue punte.

Si trovano, in commercio, alcune selle comete da presepio che sono stelle a cinque punte.
Tali aberrazioni dovrebbero essere requisite, accatastate su una pira, e date alle fiamme per assicurar loro un’onta eterna. Le stelle a cinque punte sono il simbolo dell’approssimazione di quegli imprenditori che attaccano a produrre qualche cosa senza sapere come fare (ad esempio, quelle ditte che producono presepi senza evidentemente essersi informate adeguatamente sulla simbologia che sottostà al presepio).
Grazie al cavolo: lo so anch’io che la nostra idea platonica di stella è una stellina a cinque punte; ma la stella del presepio, da che è mondo e mondo, di punte dovrebbe averne sei. Oppure otto. A scelta.

Se la stella è a sei punte, vuole simboleggiare visivamente Cristo.
Il 6 è sempre stato il numero cristologico per eccellenza, e questa simbologia era particolarmente lampante nei secoli più antichi. La stella a sei punte vuole quasi rappresentare una sorta di Chrismon stilizzato: in effetti, se ci fate caso, ha sei “punte” disposte “a stella” pure lui.

Una stella a sei punte nel Presepio Originale Pema

Alternativamente, la stella può anche avere due punte in più: si arriva quindi ad otto.
Le otto punte alludono, simbolicamente, all’ottavo giorno della Creazione: come a dire che l’operato di Dio giunge a pieno compimento con la discesa del Figlio in mezzo al mondo. È “l’ottavo giorno della Creazione”, per così dire: è il Natale. E il giorno meraviglioso in cui Dio viene in mezzo agli uomini per stringere, con loro, una alleanza nuova.

Un curioso presepio DENTRO alla stella ad otto punte, simbolo della Creazione (Presepio BEWO)

Nelle immagini più antiche (ma a questo punto, si parla, prevalentemente, di immagini pittoriche), la stella può anche essere simbolo di Dio, che avvolge la Vergine e che la protegge.
In questi casi, la stella è rappresentata sottoforma di un semplice raggio che scende dal cielo e che spesso si tripartisce, alludendo alla Trinità.
Certo: nel presepio di casa, è un po’ difficile collocare un faretto che illumini la Madonna, si tripartisca, e così via dicendo… però, di tanto in tanto, capita ancora di poter ammirare anche questa rappresentazione.
Ad esempio, la si ritrova nello splendido film Nativity, che peraltro vi ORDINO di vedere senza indugio se non l’avete ancora fatto, perché è bellissimo. Nonostante le inutili polemiche sorte a suo tempo, è splendido.

E poi… Nativity andrebbe guardato anche solo per la bellezza della scena del presepio.
E per la notevole ricerca storico-artistica che le sta a monte, oserei aggiungere: perché… guardate un po’. Proprio come nei grandi quadri del lontanissimo passato, ecco a voi una stella cometa lievemente tripartita, che simboleggia Dio. In diretta sui nostri schermi; anche se forse, ai nostri giorni, non siamo nemmeno più capaci di cogliere del tutto la profondità della metafora.

Un raggio che scende dal cielo, avvolge la Madonna, e si tripartisce, nel film Nativity

20 thoughts on “La stella di Betlemme

  1. Premetto che io non sono un grande fan della stella cometa, eh.
    Mi è sempre sembrata un elemento fuori contesto… O, meglio, mi ha sempre stonato metterla nel presepe… Per cui, sulla capanna non ci sta, no.

    Però, l’ho riciclata come decorazione dell’albero e, per la cronaca, la mia ha dodici punte! Son due stelle da sei sovrapposte.
    Dici che va bene, eh? u.u

    1. *___*

      Un altro detrattore della stella!!
      A me non è che non piaccia di per sè: è che non sono ancora riuscita a trovarne una bella. In genere, c’è sempre questa stella cometa di cartoncino glitterato che non si riesce mai a fissare alla capanna, pencola verso il basso, cade, e rovina l’atmosfera. Riuscissi a trovare una stella cometa che si può fissare in maniera più stabile, o che magari è incorporata alla capanna, ben volentieri. Ma ora come ora, nel mio presepio non ce l’ho.

      Però ho trovato una bellissima carta “da sfondo” (quelle che hanno il paesaggio, le palme, il cielo stellato, e così via dicendo… presente, no?), che ha una stella cometa incorporata. Nel senso che c’è questa grossa stella più luminosa delle altre, che secondo me conta come cometa.
      E quindi, attualmente non ho nessuna stella sulla capanna ma ho questa stella più luminosa nel cielo di Betlemme… e quindi, direi che ci siamo ;-)

      Stella a dodici punte?!
      Wow!!
      Credo che sia un simbolo natalizio tipico dell’Austria – te lo dico perché una volta i miei genitori erano andati in vacanza in Austria, sotto Natale, e avevano portato a casa un tot. di stelle a dodici punte, di paglia. Penso che sia una tradizione di quelle zone, perché non l’avevo mai sentita altrove! :-)

  2. Bellissima la stella che incorpora un intero presepe… ma quella povera pecorella che per farsi spazio deve “cavalcare” le altre!

      1. E’ adorabile :)))

        (Bella anche l’immagine da Nativity, che ti prometto di vedere…)

      2. :-)
        Guardalo: merita.

        E presta un occhio di riguardo, se ti va, alla figura di San Giuseppe: perché io ho adorato il modo in cui è stato rappresentato questo personaggio (che in genere è abbastanza sacrificato).
        Oserei quasi dire che San Giuseppe è il vero protagonista di Nativity: davvero acquista uno spessore psicologico che non gli ho mai visto, in altri film.

  3. Io ho una stella a sei punte e senza coda… ma confesso che la cosa è del tutto casuale!
    Nativity l’ho visto, e concordo che merita davvero, ubbidisco con piacere, lo rivedo volentieri.
    Mi piace la capanna che ai postato, sembra soffice…

    1. Soffice.
      E’ vero: che bella immagine!!

      A me non piacciono tanto questi presepi così… uhm… non so nemmeno come definirli. Ci sono presepi troppo stilizzati, o troppo bambineschi (con statuette che hanno tratti da bambini), o troppo delicati. Ecco: dovendo scegliere un presepio “serio” da fare in casa, io ne prenderei uno con le statuette il più realistiche possibile. Ma questi presepi meno realistici sono veramente deliziosi, sì: magari li vedo più adatti a fare da soprammobile natalizio che da presepio vero e proprio, ma hanno un fascino tutto loro… :-)

      Una stella a sei punte e senza coda!! Wow!
      Ma allora hai perfettamente rispettato il canone – e quel che è più, senza saperlo! :-DD

  4. Ma… Sei non è forse sette meno uno, e quindi il simbolo dell’imperfezione? Tanto che il numero della bestia è tre volte sei?
    Nativity è BELLISSIMO. E per il periodo natalizio suggerisco anche questo stupendo video http://youtu.be/ShN8UIk5-mw , in cui i FGTH si sono momentaneamente convertiti dalle proprie tendenze… ehm ehm porc….. ehm libertine :-)

    1. Ma… Sei non è forse sette meno uno, e quindi il simbolo dell’imperfezione? Tanto che il numero della bestia è tre volte sei?”

      Ehm… no.
      Non che io sappia.
      Per quello che ne sapevo io, 666 è il contrario di 999, che per definizione dovrebbe essere la perfezione per eccellenza: 3 volte 3, è la perfezione “al cubo”. Quindi, 666 sarebbe un 999 capovolto: il contrario della perfezione.
      O meglio: ci son tante interpretazioni, ma quella numerica mi pare che fosse così.

      Invece… nonnò: che io sappia, il 6 non è affatto il simbolo dell’imperfezione. Anzi: su Wikipedia trovo scritto che Sant’Agostino diceva, nella Città di Dio, che “sei è un numero perfetto di per sé, e non perché Dio ha creato il mondo in sei giorni; piuttosto è vero il contrario. Dio ha creato il mondo in sei giorni perché questo numero è perfetto, e rimarrebbe perfetto anche se l’opera dei sei giorni non fosse esistita”.

      Nativity è MERAVIGLIOSO: pensa che io conosco gente che ancor oggi si ostina a non vederlo solo perché – sommo atto di blasfemia – c’è la Madonna che grida per i dolori del parto.
      :-S
      Vabbeh: non sanno quel che si perdono…

  5. Però all’epoca in cui fu scritta l’apocalisse i ‘numeri arabi’ (che in realtà sono indiani) non erano conosciuti in Occidente. L’interpretazione del 6 come te l’ho riferita l’ho sentita in una catechesi di mons. Angelo Comastri. Comunque l’interpretazione dei numeri non è una scienza esatta…
    Blasfemo perché la donna geme per il parto? Che doveva fare, ridere? Anche se il parto e la verginità di Maria rimangono un mistero non mi sembra così blasfemo. Poi quello che è successo nei dettagli lo conosceremo solo in Cielo, se Dio vorrà.

    1. Per i numeri arabi, fatta sconcertata ammenda sotto il commento di Ago.

      Per la donna che geme per il parto… eh. Probabilmente volevano un film in cui il neonato esce dal ventre della mamma nello stesso modo in cui un raggio di luce attraversa il vetro o cose simili… :-S E ti assicuro che conosco persone che si ostinano a boicottare il film solo per questo gravissimo atto di blasfemia…
      Vabbeh… :-S

  6. Io invece adoro la stella con tutte le punte che ci vogliono e brillante come deve essere stato brillante il cielo di Betlemme. Stella che brilla come un faro nella notte per annunciare un evento che illumina l’umanità.
    Quella che campeggia sull’albero è a cinque punte. Perdonatemi non le ho proprio mai contate. ma sulla mia capanna, nel presepe ce n’è una a ungo cercata e belissima.

  7. Ha ragione agapetos: all’epoca in cui fu scritta l’apocalisse la teoria di “6” uguale a “9” rovesciato non poteva esistere, perché non esistevano proprio i numeri che conosciamo attualmente. I quali non sono peraltro i numeri arabi, ma una loro modifica. I greci, come gli ebrei, usavano come numero le lettere dell’alfabeto. La sesta lettera dell’alfabeto greco è “Zeta”, la sesta dell’ebraico è “Vav”.

    1. Umpf…mi sono confuso: “Zeta” è sì la sesta lettera greca, ma non corrisponde al numero 6, il quale è invece la lettera digamma. Almeno, in base a quanto dice wikipedia.

    2. Ehm… Ago ed Agapetos, voi c’avete anche molta ragione O.o
      Io avevo letto questa interpretazione del 9 rovesciato relativamente al tardo Medio Evo, giustamente, solo che son così rincretinita che ieri sera non ho minimamente pensato al fatto che forse forse nel primo secolo d.C. non si usavano ancora i numeri arabi… ma si può?! :-P

      Aiuto aiuto aiuto, questa è la demenza senile che incombe… :-P

  8. Mi sono vista Nativity giorni fa, seguendo il tuo consiglio… anche a me è piaciuto tanto, con qualche ‘però’: Maria è carina e dolce, però, forse, persino un po’ troppo… cioè, una Madonna non sarà MAI troppo carina e dolce, ma anche mai abbastanza intelligente. Per quanto molto giovane e assolutamente innocente, per quanto figlia della sua epoca e cultura, le avrei dato almeno un po’ più di… gioia? allegria? Anna e Gioacchino la cazziano sempre, così alla fine rischia di sembrare così ABITUATA ad obbedire chinando il capo, che la sua accettazione dell’Annuncio perde un po’ del suo valore.
    Ma il mio “però” più grande è l’arcangelo Gabriele: proprio non mi va giù. Intanto, in quanto arcangelo non può essere meno bello e simpatico di Giuseppe (che invece è adorabile, bello e sveglio come merita. La figura più riuscita, senz’altro), ma soprattutto non voglio e mi rifiuto di credere che si metta il gel tra i riccioli!!! ;-D
    Il mio preferito comunque è il pastore vecchietto, lì sì che ci è scappato il lacrimone.

  9. In base al passaggio di una cometa, alcuni hanno cercato di ipotizzare in che anno è nato Gesù, qualcuno addirittura si è spinto fino al 12 a.c. perchè la cometa di Halley dovrebbe essere passata dalle nostre parti (la Terra) proprio attorno a quella data… In realtà poi mi pare che tutti gli studi del genere sono un po’naufragati in un nulla di concreto.

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