Leggi il futuro coi pancake!

Fra gli alimenti che, essendo d’origine animale, non potevano esser consumati nei giorni di Quaresima, giustamente c’era anche l’uovo. Questa è una fra le tantissime concause per cui l’uovo di Pasqua è – beh – un uovo di Pasqua: alla fine della Quaresima ci si ritrovava con tutte queste uova vecchie “quasi in scadenza”, da consumare urgentemente… e quindi, tutti a mangiare uova come se non ci fosse più un domani. Non è l’unica ragione per cui l’uovo simboleggia la Pasqua, evidentemente; ma è una delle concause.

Orbene.

Le uova deposte nell’arco della Quaresima, dicevamo, venivan conservate fino a Pasqua.
Le uova deposte prima della Quaresima – quelle che uno aveva già in casa, insomma – venivano forsennatamente consumate negli ultimi giorni disponibili; mi pare ovvio. Nei Paesi anglosassoni, ancor oggi è comune usanza preparare pancake nei giorni di Carnevale (e, ancora oggi, il nostro “Martedì Grasso” è comunemente indicato, da quelle parti, con l’appellativo di “Martedì dei Pancake”. Davvero!).

Serviti con panna, marmellata, sciroppo d’acero, o abbondante burro, i pancake sono in effetti un’ottima soluzione pratica per chi ha un bel po’ di uova vecchie che deve consumare prima che scadano.
Se volete la ricetta, potete trovarla qui.
Se invece volete sbarazzarvi di un vostro nemico per poi dare la colpa a Lucyette che vi ha istigati, andate pure avanti a leggere.

Dovete sapere, amici cari, che i nostri cuginetti inglesi non si limitavano a mangiare pancake a Carnevale. Oh no.
Loro – come capita spesso, in effetti, in quei periodi dell’anno percepiti “di passaggio” – utilizzavano i pancake per predire il futuro. A seconda di com’era fatto il pancake che ti toccava in sorte, potevi azzardare qualche previsione per i dodici mesi futuri che ti attendevano.
È una superstizione, naturalmente; ma io mi diverto un sacco, con questi giochini.

Orbene, amici cari: volete sbarazzarvi di un acerrimo nemico?
Invitatelo a casa vostra, subdolamente: ditegli che volete fargli assaggiare una ricetta particolare, che avete trovato sul web nel blog di una mentecatta.

Per preparare un pancake à la Lucyette, prendete tutti gli ingredienti standard (farina, uova, burro, e così via dicendo) e aggiungete all’impasto, man mano che mescolate, i seguenti, imperdibili, gustosissimi ingredienti:

• n. 1 bottone;
• n. 1 monetina da un cent;
• n. 1 monetina da dieci cent;

(“e fin lì…”, mi par di udirvi).

Abbiate fede.
Andiamo avanti.

Dopo aver mescolato con energia, incorporate al composto gli ingredienti successivi:

• n. 1 anello di fidanzamento (aridaje…);
• n. 1 pezzo di legno (!);
• n. 1 pezzo di spago (di quelli belli lunghi e grossi, veh: ché se ti va in gola poi ti strangoli);
• n. 1 chiodo (vi giuro. Davvero. Un chiodo). (Ve lo avevo detto, io, che arrivavano i pezzi forti!).

A questo punto incorporate gli albumi montati a neve, e mescolate energicamente fino ad ottenere un composto omogeneo.

Il composto omogeneo così ottenuto veniva versato, gradualmente, nella padella: si faceva cuocere una frittella, la si metteva da parte, poi si prendeva un altro po’ di composto e se ne faceva una seconda… e così via, fino a preparare un pancake a testa per tutti i membri della famiglia.
Da ciò si evince che, evidentemente, gli “ingredienti” disseminati nell’impasto da un qualche sadico assassino avevano eguali probabilità di capitare nel piatto di quell’uno o di quell’altro famigliare, in base al suo personale grado di jella. Se ti andava bene, ti rompevi un dente addentando un alamaro; se ti andava male, ti trovavi con un chiodo acuminato giù giù per il tuo esofago.

Ebbene.

A seconda dell’oggetto che ti capitava di trovare nel tuo pancake, si potevano fare previsioni su quale sarebbe stata la tua principale occupazione nel nuovo anno. Che lavoro avresti fatti, che persona avresti sposato, cosa ti attendeva dal domani, e altre di questo genere.

Per la cronaca, le corrispondenze erano queste:

• Se trovavi il bottone, beh, il bottone è simbolo di singletudine. Credo che abbia qualcosa a che vedere con il dramma di un uomo celibe che si trova di fronte all’Immane Orrore – un bottone che s’è staccato – e, non sapendo come por rimedio a questo dramma, decide di buttar via la camicia intera. Mi sembra lineare.
Ad ogni modo, beh: se trovavi il bottone, voleva dire singletudine. Niente da fare, amico: vai in bianco.

• Se trovavi la monetina da un cent, beh, voleva dire che c’hai le pezze ai piedi. Che ti compri con una monetina da un cent?! Pezzente!

• Se trovavi la monetina da dieci cent, questo era chiaramente simbolo di una ricchezza non trascurabile. Nell’anno nuovo farai soldi, amico. Dieci cent sono un patrimonio, coi tempi che corrono.

• Se trovavi l’anello di fidanzamento, ciò voleva indicare il tuo imminente matrimonio con un demente del calibro dell’amico dell’amico del mio amico. La dinamica della faccenda mi pare avere alcuni punti oscuri (un derelitto compra un anello di fidanzamento, lo nasconde in un pancake, e si rassegna ad impalmarsi il primo esser vivente che addenta la focaccia?). Non deridiamo la disperazione di un poveraccio ridotto in questo stato.

• Il pezzo di legno rappresenta il legno. Tu guarda la coincidenza. Un pezzo di legno nel pancake poteva avere molteplici interpretazioni: “metterai su casa”, “farai il falegname”, “ti troverai con una scheggia di legno conficcata nella trachea”, e così via dicendo.

• Il pezzo di spago rappresentava le reti dei pescatori. Salperai il mare, viaggerai; andrai a farti una crociera.

• Il chiodo acuminato nascosto nella torta, che a tutto il resto del mondo sembra la firma di un sadico omicida, dovrebbe rappresentare invece – dice l’avvocato difensore – i chiodi che tengono fermo un ferro di cavallo. Ciò indica dunque successo personale, carriera, ricchezza benestante, proprio come accadeva ai nobili che – per l’appunto – avevano il privilegio di poter viaggiare su agili cavalli purosangue, ben ferrati.

Ah: e per amor di completezza, aggiungo anche che c’era un’altra tradizione, legata ai pancake e a queste tecniche divinatorie. A quanto pare – assicura la leggenda – chi mangia questi pancake, preparati con questa ricetta, alle otto di sera del festoso Martedì Grasso… beh: costui non soffrirà mai più la fame, per tutto l’anno che ha da venire.

E in effetti, se posso permettermi, questa diceria mi sembra già più verosimile – ché se ti metti a pasteggiare con una frittata piena di chiodi e spaghi nel suo interno, è molto probabile che non solo tu non soffra più la fame, ma che tu smetta di soffrire proprio in definitiva, da qui e per sempre…
…ma questa, forse, è un’altra storia.

24 pensieri su “Leggi il futuro coi pancake!

  1. Daniele ha detto:

    Io ne ho mangiati un po’di tempo prima del Martedi grasso :)
    Non so se avere più paura del bottone, dell’anello di fidanzamento, del centesimo oppure dello spago (visti i tempi che corrono fare crociere non è proprio molto consigliato ahm).
    Comunque ci hai dato delle informazioni spassose veramente XD

  2. Anonimo ha detto:

    beh, ma ogni tanto sarà capitato il pancake che aveva più di un oggetto…
    Quindi, ad esempio, anello+penny: sposi una persona spiantata.
    Chiodo+legno: metti su una florida azienda di carpenteria.
    Spago+bottone: parti, vai lontano da tutti e non tornare.
    Bottone+anello: avrai un matrimonio, ma breve.

    E così via.
    Oppure: e via dicendo.
    Ma non: “e così via dicendo”. :-P :-P

  3. nihilalieno ha detto:

    Ho un vago ricordo di un dolce che si mangiava a casa di mia zia (Montechiaro d’Asti)in cui era nascosta una fava, e chi la trovava era fortunato per i dodici mesi a seguire: mi pare una versione più soft e meno rischiosa. Il dolce però non era molto buono. Era basso e coperto di zucchero… e io ne prendevo un pezzo piccolissimo e non ci ho mai trovato nulla. Fossi stata inglese, mi sarei considerata molto fortunata per quello.

  4. dabogirl ha detto:

    comunque, bando alle ciance.
    mi par chiaro che, da diversi post, Lucyette stia cercando disperatamente di indurre Claudio a comprare un anello di fidanzamento.
    La prossima volta troveremo la taglia.

    • Lucyette ha detto:

      LOL!
      Non è vero, giuro! :-DD

      In realtà sono una ragazza curiosamente atipica: per quanto mi riguarda, fosse per me non lo vorrei proprio, l’anello di fidanzamento. Sembra una di quelle boiate sparate a caso per fare l’alternativa, ma tant’è!
      Posto che io ho una strana idiosincrasia per l’abitudine di portare più di un anello contemporaneamente (non mi piace, non mi ci vedo proprio), ove mai dovessi ritrovarmi con una fede nuziale al dito temo che smetterei di indossare tutti gli altri anelli in mio possesso. (Argh) (Mi sto sentendo male).
      In quest’ottica, ricevere in regalo un anello bellissimo nell’imminenza del matrimonio sarebbe quasi una presa in giro: tiè, goditelo per questa manciata di settimane perché poi finisce la pacchia, dopo potrai anche darlo in pasto ai pesci.
      :-P

      Poi in realtà capisco benissimo tutta la tradizione e il significato simbolico e l’importanza socio-culturale del gesto e bla bla bla, ci mancherebbe altro, vado pazza per queste cose… Però…

      • Aerie ha detto:

        Infatti, da quando ho la fede ho smesso con gli altri anelli…
        Da quando sono mamma ho smesso pure con orecchini e collane ;-)

      • Lucyette ha detto:

        Glob.
        Per fortuna io non porto gli orecchini (non ho proprio i buchi nelle orecchie) (che in effetti credo siano un efficace strumento di tortura, se hai in casa un bimbo piccolo O_o), e salvo casi particolari tipo eventi formali ecc. non porto neanche grandi collane, a parte la catenina con il crocifisso. Ah: e non uso nemmeno i braccialetti (quelli non mi piacciono proprio, non mi attirano).
        Gli anelli sì, mi piacciono tantissimo, ne ho tanti, li metto quasi ogni giorno…
        …al pensiero di doverci rinunciare per sempre, mi sento male :-PPP

  5. Diego ha detto:

    Non essendo particolarmente dotato nell’arte culinaria, non mi cimenterò ai fornelli per questi gustosi dolcetti, ma grazie dell’informazione; prima di accettare un invito da un nemico mi farò dire da quale blog ha preso le ricette… sia mai che fosse capitato su quello di una mentecatta…

  6. ClaudioLXXXI ha detto:

    Penso che salverò questa pagina e la porterò a far certificare da un notaio.
    Una dichiarazione asseverata della mia fidanzata che afferma di non voler ricevere in regalo costosissimi anelli: WOW!!!

    Comunque, il dolce con sorpresa lo fanno (facevano?) anche in Irlanda ad Halloween, è la Barmbrack.
    Non so se esiste ancora come tradizione, però nell’ultima puntata della prima stagione di Boardwalk Empire la protagonista (irlandese) la prepara, siamo negli anni ’20 del secolo scorso.
    Però lei bara, perchè trova uno straccio che significa povertà, e poi fa una cosa che non vi dico ma la fa proprio perchè non ci vuole proprio restare povera :-D

    • Lucyette ha detto:

      Dal mio punto di vista non è nemmeno una questione di costo, è proprio che equivarrebbe ad archiviare anzitempo tutti gli altri… :-P

      Uh, grazie per la notizia: non conoscevo il dolce!
      Però conoscevo l’usanza di fare “cose” che potevano aiutarti a prevedere il futuro nella notte di Halloween… e non a caso: è che Halloween, in certe zone, era l’equivalente del nostro Capodanno, un tempo. Quindi aveva molto senso fare pratiche divinatorie nella notte di Capodanno, per cercare di capire cosa ti aspettava nell’anno nuovo ;-)
      Stessa cosa per il Carnevale: in molte regioni d’Europa, nel Medio Evo, l’anno nuovo iniziava a Pasqua… e quindi il Carnevale era un po’ “l’inizio della fine” dell’anno, per così dire.
      A noi adesso sembrano date prese a caso e non si capisce bene come mai bisogni fare divinazione proprio in certe date apparentemente sparate a caso, eppure aveva un gran senso :-D

  7. Daniele ha detto:

    Se vi interessa io sono specialista nel beccare le cose nei cibi… se scappa un pezzo di cipolla da qualche parte dove NON dovrebbe stare, la becco io, ho pure beccato un pezzo di legno tra i funghi e un pezzo di plastica nella pasta… fai te :P

    • Lucyette ha detto:

      Una volta, con una mia cara amica, io ho beccato un’unghia di piede nella pizza.
      Era chiaramente un’unghia di alluce umano.
      Vediamo se riesci a battermi :-P

  8. AlphaT ha detto:

    Quella cosa della fava era un’usanza che c’era anche da me quando ero piccolo, ma è sul margine di non ricordarmela più, quindi non so nemmeno dentro cosa fosse. Mi ricordo bene la torta pasqualina in cui uno trovava l’ambito uovo intero.
    E poi c’era il caso della pizza tra amici, un triangolo a testa, in un punto era stato messo del concentrato di peperoncino piccante a livello dolore (tipo Da Bomb o Source), giustamente capitato con l’ultima fetta a quello che aveva proposto il gioco; non voleva ammetterlo ma le mutazioni fisiologiche sulla faccia e gli occhi umidi non mentivano…

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