Quaresima in cucina

L’uovo di cioccolato

“Ma è nato prima l’uovo, o il cioccolato?”.
Parafrasando il vecchio adagio, ci si potrebbe anche porre questa domanda, pensando all’uovo di cioccolato che viene scartato tradizionalmente a Pasqua.

Beh.
È arrivato prima l’uovo, evidentemente.

Da tempo immemore, le uova di gallina venivano fatte bollire, decorate di rosso o con colori variopinti, consumate la domenica di Pasqua dopo quaranta giorni di astinenza, e financo nascoste in mezzo al prato, per far divertire i bimbi.
Ormai da svariati secoli, gli ovetti colorati erano diventati uno tanti simboli della Pasqua. A inizio Ottocento, era solo questione di tempo, prima che qualche azienda dolciaria si facesse venire in mente di creare dolci di cioccolato, da vendersi a Pasqua, aventi appunto le forme di… uova di Pasqua.

Coniglietti Lindt
Coniglietti Peeps

Non è mica una cosa strana, eh.
Voglio dire: nell’esatto momento in cui le tecniche di produzione hanno consentito di creare un cioccolatino che imitasse la forma di un determinato oggetto, l’industria dolciaria ha giustamente cominciato a produrre cioccolatini… in linea con la festa del momento.
L’ovetto di cioccolato ha né più né meno la stessa origine che hanno i coniglietti d’oro della Lindt, o i dolci-pallina-di-Natale da appendere all’albero, prodotti dalla Kinder. Un dolce di Pasqua molto popolare, negli Stati Uniti e in Canada, sono ad esempio i coniglietti di marshmallow… e sol per quello, questi pazzoidi di Americani sono capaci di portarsi in tavola anche un crocifisso di cioccolata con tanto di salmina, giuro, purtroppo non sto scherzando:

Crucifrix Lollipop (Chocolate Fantasies)

Orripilati?
Beh, c’è anche questo:

Choco Jesus (Chocolate Fantasies)

Tutto ciò per dire che, a un certo punto della Storia, i signori che producevano dolci su larga scala hanno fatto due più due, realizzando che un prodotto dolciario, da vendersi in una certa festa, cattura ancor più l’attenzione… se ha anche un aspetto che ricorda quella festa.
Fra tutti i simboli pasquali che si potevano dare a un dolce, l’uovo di Pasqua è stato, banalmente, il primo ad esser scelto… e non perché fosse il simbolo di Pasqua più importante in assoluto, a dire il vero. Anzi: in alcune regioni protestanti (ed anglicane), la tradizione di scambiarsi uova decorate a Pasqua era anche stata avversata dalla nuova religione, che la guardava con sospetto considerandola troppo papista. Al limite, il classico coniglietto pasquale sarebbe stato un simbolo un po’ più neutrale – tantopiù che le prime uova di cioccolato nascono in Germania e in Francia, due regioni in cui il coniglietto pasquale era un personaggio già diffuso.

Molto più banalmente, le uova di cioccolato nascon sottoforma di uova… per il semplice fatto che la forma di un uovo è piuttosto facile da riprodurre.
Dovete pensare che, all’epoca – siamo pressappoco a inizio Ottocento – le tecniche di lavorazione per preparare il cioccolato non erano certo paragonabili a quelle che abbiamo oggi. Ad esempio, il cioccolato al latte è nato nel 1867; il fondente, nel ’79: prima di quelle date, il cioccolato era sostanzialmente un composto marroncino e molle, meno omogeneo di quanto si gradirebbe, e meno liquido di quanto sarebbe utile. Se versato negli stampini, non era in grado di infilarsi in tutti i buchi, e quindi non riempiva tutte le fessure della formina.
Insomma: la possibilità di produrre un cioccolatino tutto intarsiato, riproducente la morbida peluria di graziosi coniglietti, era decisamente di là da venire. Però, si poteva versare il cioccolato in uno stampo a forma d’uovo: il guscio d’uovo ha una forma molto regolare, in fondo. Riprodurla col cioccolato non poteva essere un problema.

Nascono così – a inizio Ottocento, in Francia e poi in Germania – i primi ovetti di Pasqua, fatti di cioccolato. Si trattava, in origine, di quei banali ovetti incartati con stagnola: nelle intenzioni dei produttori, la stagnola variopinta avrebbe dovuto riprodurre l’aspetto multicolore delle uova decorate, tanto care alla tradizione russa.

Ovetti di cioccolato (Gobino)

I primi ad inserire una “sorpresa” dentro l’uovo sono gli Inglesi, nel 1875. E, più precisamente, sono gli addetti al marketing della ditta Cadbury – che esiste ancora adesso ed è pure alquanto famosa, nel Regno Unito.
Partendo dall’assunto che… un uovo, tipicamente, al suo interno ha il tuorlo, i cuochi della Cadbury tentano di “riprodurlo” inserendo una caramellina all’interno dell’impasto. All’epoca – ripeto – non c’erano ancora le capacità tecniche per creare sottili gusci d’uovo entro cui racchiudere una sorpresa vera e propria. Si poteva però nascondere una “sorpresina” all’interno dell’impasto: e quindi, addentando un ovetto Cadbury, i bambini di quel tempo avrebbero potuto trovare al suo interno – oh meraviglia! – un piccolissimo confetto. Che ricordava (o voleva ricordare) il rosso d’uovo, custodito dentro il guscio.
(Col passar del tempo, in ogni caso, la Cadbury ha migliorato le sue tecniche, e adesso riesce a produrre meraviglie come questa:

Cadbury Cream Egg

Quanto ai gusci di cioccolato che racchiudono una sorpresa, quelli arrivano agli inizi degli anni Trenta.
In origine, la sorpresa dell’uovo di Pasqua era comunque mangereccia: si rompeva il guscio d’uovo e ci si trovava dentro un pacchetto di caramelle, o altri piccoli dolcetti…
…ma poi, piano piano, e molto gradualmente, prende piede l’abitudine di nascondere entro guscio un giocattolino.
O perché no?, un gioiello.

E così, siamo arrivati, in sostanza, ai giorni nostri, e agli scaffali del supermercato tutti affollati di “Ovetti Winnie Pooh, “Ovetti Principesse Disney”, “Uova per Lui – Uova per Lei”, “Ovetti decorati”.

E voi?
L’avete già comprato, quest’anno, il vostro uovo di cioccolato?
Io, per il momento, ne ho ricevuti tre. E un quarto è già in arrivo.
E magari potrei addirittura arrischiarmi ad arrivare a quota “cinque”…
In fin dei conti, l’ho chiarito fin dal primo giorno di Quaresima: il diavolo ha una gran paura delle uova di cioccolato

15 thoughts on “L’uovo di cioccolato

  1. “Orripilati” per il cioccolatino a forma di crocifisso è ancora poco… sarei un po’ a disagio se mi regalassero una cosa di questo genere, come si fa a mangiare?
    Sì alle uova di Pasqua, io ne ho preso uno dalla Croce Rossa che li vendeva in piazza, anche se poi lo regalerò…

    1. Peraltro il Crocifisso è anche un leccalecca, non solo un cioccolatino…
      Devi pure aggiungerci lo strazio di condannare a una lenta morte per disfacimento la salmina sulla croce: nemmeno puoi darci un colpo netto col coltello, e via :-D

      (Ti capisco… a me dispiace mangiare tutti i dolcetti a forma antropomorfa, vedi tu!)

    1. Solidarietà.
      (E fammi sapere come va quest’anno!).

      Secondo me è proprio la verità, non è un luogo comune: molti uomini, in totale buona fede, banalmente non badano a queste cose perché danno più importanza ad altre…

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