Lifestyle cristiano

She loves my blog

Seavessi.
Apparentemente, Seavessi Tempo ama il mio blog; o quantomeno, mi ha dato un premio che si intitola “I love your blog”, da cui mi sento di trarre la deduzione di cui sopra.
Il premio, a quanto pare, funziona in tal maniera: Seavessi Tempo, amando il mio blog, vuole giustamente farsi i fatti miei; e quindi, mi sottopone otto domande modaiole.
Se rispondo alla domande, posso accaparrarmi il premio.

Ora.

Lo so anch’io che la maggior parte dei miei lettori è costituita da maschi adulti di fede cattolica (cosa che, a proposito, mi lusinga un sacco. Essere letta da maschi di una fascia d’età molto diversa dalla mia, dico: statisticamente improbabile, ma splendido!).
E posso anche immaginarlo – voglio dire – che a ‘sti poveri disgraziati di miei lettori maschi non interessi più di tanto sapere che vestiti mi metto addosso.

Però…

Però, chissà. Cercherò di renderlo interessante anche per loro.

Le domande sotto otto; alcune sono così specifiche che non mi riesce proprio di renderle interessanti a tutte. Mi limito ad elencarle: vogliono sapere qual è prodotto make-up che preferisco (mascara e ombretto), chi ascolto più volentieri (le canzoni di Branduardi), dove mi piacerebbe vivere (l’ho già detto: d’inverno, al mare), e quante paia di scarpe posseggo (poche. Ma ci ritornerò sopra). Mi domandano inoltre quali film preferisco (quelli storici: è un interessantissimo gioco a “trova le differenze”), e qual è il mio colore preferito (decisamente il nero. Sembro, perlopiù, appena uscita da un funerale).

Ma poi, il test passa a domande più gustose. Ad esempio: “qual è la tua rivista di moda preferita?”.
Ah-ah!!
Era da mesi che aspettavo l’occasione giusta per parlarne!

Beh, signori… sono abbonata a Jen Magazine.
Se andate a cercarlo in edicola, è molto probabile che l’edicolante vi prenda per pazzi: Jen Magazine si può leggere solo sul Web, a costo zero, essendo un sito Internet interamente dedicato alla moda… modesta. La definiscono così, negli U.S.A.

I Cristiani d’oltreoceano sono un po’ pazzerelli; e questo argomento, direi, è già stato sviscerato a fondo. Fra le tante cose che fanno i Cristiani statunitensi (e che qui in Italia, di fatto, non ci sogniamo proprio), c’è anche quello di adottare un dress code in linea col Vangelo, per così dire. Esistono proprio delle case di abbigliamento che si dedicano solo ed esclusivamente alla produzione di vestiti di tal genere.
Il dress code degli Americani, che in effetti è anche il mio, prevede cose tipo “spalle coperte”, “magliette a mezza manica”, “scollature contenute”, e “niente minigonne”.
Alcune obietteranno che questo abbigliamento non è un granché attraente; altre vi risponderebbero che, dovendo scegliere, preferiscono piacere a Dio, più che ai ragazzi in discoteca.

Una proposta di stile da JenMagazine. Vi sembra forse poco carino?

Io aggiungerò invece – porca la miseria – che non c’è affatto bisogno di togliersi vestiti, per essere carine e per valorizzare il proprio corpo!
Io preferisco un vestito che mi faccia sembrare una signorina elegante e a modo; non un completo che spinga gli altri a domandarsi se per caso stavo andando in spiaggia e poi mi son trovata  in università a dare un esame.
Io preferisco un vestito che copra, (e mascheri i difetti), e spinga il mio interlocutore a guardarmi in faccia, e non altrove. Personalmente, trovo che non ci sia niente di più disgustoso dei maschi che, per strada, si girano a guardarti.
E tutto ciò non vuol (necessariamente) dire “vestirsi da suora”: vuol dire, semmai, “vestirsi da signora”, con un abbigliamento che può essere perfettamente “casto”… ed anche perfettamente azzeccato. Jen Magazine mi piace perché fornisce consigli per una moda giovane, frizzante, allegra… e modestissima.

E sarei davvero curiosa di sapere cosa ne pensano i lettori maschi: sotto sotto, trovate più attraente una bella gonna o un vestitino… oppure, il potere degli shorts superaderenti è comunque troppo forte?
(Non so. Domando).

Il quiz di Seavessi Tempo mi chiede, inoltre, qual è la mia icona di stile.
Aehm. Ne cito una che mi piace abbastanza, perché incarna appunto l’ideale che ho voluto esprimere sopra.
Mi piace molto Kate Middleton: ebbene sì.

Non conosco la ragazza, non ho approfondito la sua biografia; ho il sospetto che, potendo, sarebbe anche ben felice di adottare uno stile un po’ diverso. Però, evidentemente, ha un dress code da rispettare; e da questo punto di vista, i reali sono sempre una garanzia. Riescono ad incantare il mondo, ad apparire inequivocabilmente splendide, e a diventare icone di stile universalmente riconosciute… anche senza vestirsi da bomba sexy. Incredibile: si può fare!!
In un periodo in cui (non neghiamolo: è vero), la scelta preferita per un abito elegante, quantomeno fra le mie coetanee, è un vestitino attillatissimo, scollatissimo, cortissimo, e senza maniche, Kate Middleton è riuscita ad incantare il mondo con vestiti che non sono né provocanti, né tantomeno sexy.
Eppure, splendidi.

E voi che ne dite?
Lettrici femmine, lettori maschi: che ne pensate – son curiosa! – di queste considerazioni?
Trovate che sia eccessivo suggerire un “dress code” a tutti i cristiani, o trovate piuttosto che gli Americani facciano bene a suggerirsi vicendevolmente vestitini adatti?
Trovate che una donna che si concia come Kate (per dire) si invecchi, si svilisca, si ponga fuori dal mondo? O che sia solo molto elegante?

Perché il mio blog non è, ovviamente, un blog di moda; ma trovo che l’abbigliamento vada tenuto in considerazione altissima, perché è il “biglietto da visita” con cui ci presentiamo al mondo. E io non voglio presentarmi al mondo con un vestito che non mi rappresenta affatto. Le domande di Seavessi sono state l’occasione giusta per farmi affrontare un argomento di cui non ho mai parlato… ma che però mi sta profondamente a cuore.

Sì, insomma: sarei davvero curiosa di sentir le vostre opinioni, perché è un tema che mi incuriosisce… e mi interessa veramente un sacco!

25 thoughts on “She loves my blog

  1. In linea di massima condivido il tuo pensiero praticamente su tutto, però è anche bello ogni tanto sedurre il proprio uomo con un vestito che sia un po’ più provocante. Per il proprio uomo, non per gli altri. Che nemmeno a me frega nulla di quelli che si girano per strada anzo, li detesto. Ma il gioco della seduzione con l’uomo che ami è una parte per me essenziale del rapporto quanto la seduzione mentale, quanto i discorsi, quanto l’intelligenza, perchè tutto fa parte della coppia e tutto va vissuto.

    1. Beh, ma col proprio uomo è un altro discorso (e ti do anche ragione)…
      Nel senso: io, per una questione di carattere, sono fortemente imbarazzata all’idea di mettermi, un domani, un vestito provocante per sedurre mio marito (ho idea che mi imbarazzerei a morte e non sarei affatto spontanea; ma c’è anche da dire che adesso sono solo una timida fidanzatina: dopo anni di matrimonio, suppongo che sarei più disinvolta :-P).
      Ma quello non lo trovo sbagliato: penso che ci possa stare, di tanto in tanto. Il punto è che lo fai per il tuo uomo, appunto: non per il primo che passa per strada e che si trova davanti a una scollatura vertiginosa che gli viene praticamente sbattuta in faccia.
      Qui non c’entra il cristianesimo, è una questione di buon senso: il mio corpo non è fatto per alimentare le fantasie del primo sconosciuto che incrocio sull’autobus!
      :-S

    1. Ma in effetti, io do ragione alla regina, amesso e non concesso che l’abbia detto veramente!
      I vestiti che ho messo questo in post hanno una giusta lunghezza e mi piacciono moltissimo: ma in effetti, in un paio di occasioni, Kate si è messa delle gonne decisamente troppo corte per i miei gusti… al posto suo, io avrei evitato, ma anche solo per paura! @_@ Con un certe gonne così strette e corte basta una minima disattenzione per far vedere troppo…
      Ho fatto tanto d’occhi quando ho visto questa foto: qui, addirittura, il vestito si apriva sul davanti…
      Tanto di cappello a lei che ha avuto il coraggio di metterselo in mondovisione: io c’avrei l’angoscia anche solo a portarlo a teatro… :-D

  2. Anzitutto grazie per il “miei lettori è costituita da maschi adulti”/“Essere letta da maschi di una fascia d’età molto diversa dalla mia” mi ha già depresso e fatto sentire vecchio e . . . quasi quasi non ti rispondo ;-P.
    Comunque tornando all’argomento e visto che sei curiosa (ufff … questi ragazzi!) trovo che l’avere stile e classe sia decisamente meglio che puntare sull’ostentare a tutti i costi. Un po’ come giocare a carte, l’importante non è mostrare gli assi ma possederli o, almeno, lasciare intendere che questi ci siano. Porsi come bombe sexy è cosa per poche, in grado di stare nel ruolo per l’aiuto ricevuto dalla natura ma con il forte rischio di essere considerate solo per quest’aspetto. La classe è tutta un’altra cosa.
    Parlando però di ostentazione anche l’opposto, ovvero la fissazione dell’abbigliamento degli amici d’ oltreoceano, mi pare un po’ di cattivo gusto (anche se quello che vedo nelle foto mi pare carino), ma questo è solo un parere.
    Cara Lucia non ho idea di come tu sia ma se vesti alla Middleton, per favore, quel cappellino nero lascialo nell’armadio! E . . . . non toccatemi Shakira lei sta benissimo così ;-P
    Ps: ho una amica carissima (marocchina) mussulmana che si definisce “strong believer” e pur essendo sempre “coperta” , o come la definisco io overpackaged, maniche lunghe ai polsi/capelli nascosti sotto un foulard/abiti mai attillati ha una classe e un modo che è impossibile non notarla e non trovarla bella. Quando la personalità supera l’abbigliamento . . . .

    1. LOL!
      No, no: niente cappellini nel mio guardaroba, tranquillo :-D (In effetti non li metto neanche d’inverno, non sento affatto freddo alla testa: proprio non li uso). Però io li adoro, i fantastici cappellini della famiglia reale inglese: sono un più improbabile dell’altro, son fantastici :-D
      Vogliamo parlare, poi, dei completini pastello della regina? *__*

      Un commento al volo – sì, in effetti ti do assolutamente ragione: certi americani sono proprio FISSATI con l’abbigliamento modesto, con vette di fissazione che raggiungono DECISAMENTE il cattivo gusto.
      Navigando fra questi siti di “modest fashion”, mi sono imbattuta spesso in siti che proponevano abbigliamenti del tutto improbabili, tipo (ne cito una fra tutte) le gonne lunghe fino ai piedi.
      Posto che, a me, le gonne lunghe piacciono un sacco: qualche anno fa andavano di moda anche in città ed io le adoravo, mi piacevano tantissimo; posto questo, ora come ora, una ragazza che va in giro conciata in maniera simile viene automaticamente catalogata come “una pazza fuori dal mondo”.
      E qui non si tratta, secondo me, di porsi il problema “oddio, ma così sembro brutta”; il problema è che, così facendo, sembri una pazza scatenata, una specie di esagitata senza alcun contatto col mondo esterno. E allora, se i suoi esponenti adottano atteggiamenti così improbabili, ci credo che la religione rischia di sembrare una cosa per pazzi esaltati senza alcun contatto con la realtà.
      Non si tratta di abbassarsi a un compromesso; si tratta, semplicemente, di essere nel mondo.
      Boh: mi sembra che, per certi versi, certi aspetti del Cristianesimo americano (che mi sembra di poter ricondurre soprattutto a due-tre confessioni, da quel poco che ho letto sul Web) siano un poco… esagerati. Estremizzati, ecco.

      Il sito che ho citato mi piace molto proprio perché propone uno stile di abbigliamento “casto” che però non è monacale: è un abbigliamento normalissimo che va bene in qualunque contesto.
      Altri siti, purtroppo, sono decisamente eccessivi: e un eccesso di zelo, in questo caso, secondo me è solo deleterio…

  3. Ti do pienamente ragione: anche per me vestirmi bene è il primo modo con cui mi presento agli altri. Per pigrizia, in realtà, non applico molto questo principio.

    Quanto scrivi mi ha fatto venire in mente due testimonianze: quella della Venerabile Carla Ronci, che lasciò scritto: «Vesto con modestia ed eleganza e cerco di far capire alle anime, con la mia vita, che il cristianesimo non è croce ma gioia» (sottolineatura mia), e quella dell’Associazione Turris Eburnea, che trasmette il Vangelo mediante sfilate di moda autoprodotta (cfr. http://www.turriseburnea.it).

    Mentre stavo cercando la citazione esatta della frase che ho riportato, sono finita sul blog di una certa Isabelle, all’indirizzo http://modestiaepudore.wordpress.com; mi sembra affine al tuo pensiero in merito di abbigliamento.

    1. Le sottolineature non vengono proprio, nei commenti (il bello è che WP ti illude dicendoti “sì sì, i tag html sono permessi”, e poi in realtà ne ammette solo un paio :-D).

      Detto ciò… ehi, grazie mille per il link al blog “Modestia e pudore”: non lo conoscevo assolutamente… e in effetti stavo giusto pensando che era un peccato, che in Italia non ci fossero blog di questo genere! Meno male: qualcuno ci ha pensato :-D
      Adesso me lo spulcio bene!

      Bellissima la testimonianza di Carla Ronci, non la conoscevo (cioè: non conoscevo proprio Carla Ronci in generale, adesso mi hai incuriosita e vado a documentarmi :-)
      In compenso… conosco abbastanza bene la fantastica Turris Eburnea (o meglio: conosco bene, ma per vie traverse, uno dei preti che se ne occupa). In effetti trovo che sia un’iniziativa bellissima, meriterebbe quasi di essere ancor più diffusa: le sfilate di moda come mezzo di catechizzazione sono un’idea fenomenale, secondo me. (Anche se, in questo clima di fobia dei preti (:-D), possono dare edito a situazioni surreali… io una volta ho trovato questo post su Yahoo Answers, e mi sono cappottata dal ridere – per non piangere!).
      Scherzi a parte… sì, la Turris mi piace molto. E se vi capita di leggere di una sfilata nella vostra città, vi consiglio di andarci perché è proprio bella. Merita.

      L’unica cosa che mi rode è che i bellissimi vestiti degli stilisti della Turris non vengano poi messi in commercio :-DD
      Chiaramente lo capisco, è un movimento religioso e non una catena di moda; però…
      …uffa: io li voglio! :-PP

      1. Eggià, come ho fatto a non pensare al fatto che, essendo tu originaria di Torino, potevi aver sentito parlare della Turris!

        Io l’ho conosciuta alla presentazione agli animatori dell’Oratorio Estivo 2007, dove hanno fatto una brevissima sfilata. So che è stata anche oggetto di una puntata di “A Sua immagine”: farò una ricerchina e posterò il link.
        Quanto a Carla, credo che le dedicherò un post quanto prima.

      2. L’intervista di A sua immagine, in realtà, mi aveva delusa un po’: secondo me, non era riuscita a centrare bene il punto. Poi c’era stata una lunga scenetta abbastanza surreale, perché il presentatore voleva sentirsi dire che alla Turris anche le ragazze grasse possono sfilare come modelle, perché l’anoressia e bla bla bla, e continuava a insistere con domande in merito. E la povera modella che in quel momento era intervistata non sapeva più come rispondere, proprio non riusciva a farglielo capire che alla Turris non si fanno solamente passerelle e che le ragazze molto grasse sono occupate più sensatamente in altre attività “di backstage”: hanno sprecato un sacco di tempo prezioso a sviscerare questo argomento, che in effetti presenta un altissimo contenuto pastorale, devo dire :-D
        In compenso, qualche mese fa anche il Timone aveva dedicato un articolo alla Turris: quello era già meglio ;-)

        Eh, io conosco bene uno dei sacerdoti che si occupa del movimento; quand’erano fidanzati, invece, i miei genitori frequentavano abbastanza stabilmente le sfilate (ma non il movimento; andavano lì solo da “spettatori”). Per loro, era anche un modo per passare assieme il pomeriggio in un posto caldo senza spendere soldi, a guardar cose carine :-P

        (A margine: ma la vogliamo fare una ola a mio padre, che a ventidue-ventitré anni accompagnava mia mamma ALLE SFILATE DI MODA, povero martire?)
        (Secondo un mio amico, mio padre andava alle sfilate di moda solo ed esclusivamente per guardare le modelle :-DD)

  4. certo che lovvo te e il tuo blog. Trovo piuttosto offensive le formule dubitative. Se no la prossima volta non mi reincarno e son fatti tuoi.
    io in realtà non potrei vestirmi davvero modest, perchè non sopporto le spalle coperte e il collo troppo chiuso, in estate ma non solo, non metto neanche il collo alto d’inverno perché mi da il soffoco.
    Detto questo, per me essere ben vestita vuol dire essere
    1- a mio agio
    2- essere appropriata alla situazione, per cui certe scollature abissali in gennaio e in ufficio mi fanno un po’ ridere, né più né meno che i ragazzini a scuola con le braghe che calano.

    Però un po’ gli americani li invidio, perché non è facilissimo da noi trovare abiti che siano la via di mezzo fra sciacquetta e mianonna. In attesa di avere l’età da mianonna vorrei comunque vestirmi carina pur’io.

    Ah, io non trovo che mettersi seducenti per il marito voglia per forza dire calze a rete e boa di piume. Ci sono molte cose seducenti, senza forzare il proprio modo di essere – io mi imbarazzerei anche adesso dopo 5 anni di matrimonio, è proprio carattere.

    1. Però un po’ gli americani li invidio, perché non è facilissimo da noi trovare abiti che siano la via di mezzo fra sciacquetta e mianonna. In attesa di avere l’età da mianonna vorrei comunque vestirmi carina pur’io.

      Ooooh, quant’è vero.
      Esempio concreto: a me piacciono i vestitini. Tanto.
      Mi piacciono i vestitini estivi, colorati, leggeri, svolazzanti… quelli lì, insomma. Peraltro sono giovanili, si addicono alla mia età, quindi ci tengo proprio ad averli nel guardaroba.
      Bene: causa progressiva consunzione dei vestitini estivi che avevo indossato nel quinquennio precedente (alcuni stavano proprio cominciando a rovinarsi), negli ultimi due anni ho cominciato a cercarmi qualche altro vestitino nuovo.
      Oh: un incubo!!.
      Complice il fatto che d’estate fa anche caldo, erano TUTTI senza maniche, oppure vertiginosamente scollati, oppure improponibilmente corti, o cose di questo genere. Alla fine sono miracolosamente riuscita a trovare qualche cosa di mio gusto, ma è stata veramente un’impresa: se me lo raccontasse un altro, non crederei. Un pomeriggio mi son girata TUTTA e dico TUTTA la Coin senza trovare UN singolo vestito che facesse al caso mio. Assurdo!

      Però qualcosa si trova. Ad esempio all’Upim (che adoravo; adesso ha chiuso sia a Pavia che a Torino, e sono ancora in lutto). O alla Conbipel. O da Benetton, in parte (più per l’inverno che per l’estate).
      Ecco: in questi posti qui (a cercar bene) sono sempre riuscita a trovare cose carine, giovanili, adatte alla mia età, e “modeste”.
      Non per far pubblicità a questi marchi, ma per dare un consiglio pratico a quelle povere disgraziate che si trovano nella stessa situazione di me un anno fa. Ero così disperata che avrei volentieri accettato consigli in merito :-D

    2. Ah: circa la difficoltà di trovare una via di mezzo fra sciacquetta e mianonna, si potrebbe aprire tutto un capitolo a parte sugli abiti da sera, e anche sugli abiti da sposa (da quel che vedo passando davanti alle vetrine di un negozio di abiti da sposa che c’è a Pavia).
      Ma… @__@
      Sono TUTTI, e dico TUTTI, senza maniche. Nel migliore dei casi, han le spalline; sennò t’arrangi, e speri che stia su da solo. Scollature vertiginose. Sul davanti, e anche sulla schiena.
      Ma io dico… @__@

      Lasciamo da parte la modestia: anche solo a livello pratico, non è che un vestito simile stia bene proprio-proprio a tutte! Io, ad esempio, sto molto meglio con le maniche; una mia amica mi faceva notare che lei, sulla schiena, ha un sacco di punti neri, e magari non è il caso di andarli a sfoggiare al gran galà.
      Io ho un abito da sera degli anni Settanta, ereditato da mia zia, che mi sta benissimo e che mi valorizza veramente. (Mezze maniche, linea morbida, moderata scollatura a cuore).
      Con un abito da sera di quelli che vanno di moda adesso, non solo sarei immodesta: sarei anche, banalmente, brutta! :-S

  5. Gli uomini, tutti gli uomini, classificano le donne secondo la bellezza. Punto. La Middleton è bella, quindi può vestirsi in qualunque modo. Qualunque.
    Ho visto su FB una pagina in cui un tale proponeva festeggiamenti per “l’anniversario della scoperta in mondovisione” del sedere della sorella, Pippa Middleton. E’ bastato un abitino bianco aderente mentre reggeva lo strascico. Niente di sfacciato. Ne ha parlato mezzo pianeta.

    C’è una minoranza diciamo “ruspante” (la butto lì, un 10%) che genuinamente preferisce una che mette in mostra generosamente. E c’è una minoranza insignificante di cui faccio parte, meno dell’1% direi, che apprezza una che si veste modestamente proprio per questo motivo.

    Ma tutti gli uomini “ammirano” (la bellezza percepita, come che sia esposta o nascosta, ma più si vede e più attira l’attenzione), e in misura variabile, vogliono che la propria donna sia meno scoperta delle altre.

    Le ragazze invece sono fessacchiotte in genere, e si sentono “a posto” solo adeguandosi alla moda, quindi in tempi moderni si piacciono più spogliate, senza sapere perchè.

    http://www.imdb.com/title/tt0111233/
    mi ricordo vagamente di aver visto questo film: lei non riesce ad avere una relazione, perchè legge nella mente, ed è disgustata da quello che pensano gli uomini.
    Rimpiango gli anni da ragazzino in cui mi rimproveravano continuamente di non aver notato una bella figliola che era testè passata nei paraggi. La peer pressure mi ha riprogrammato (eppure sono un bastian contrario), ora tendo a notare.

    Che fare per la moda? Aspettare che passi questa epoca decadente. Ci sarà sempre la malizia, ma non le esagerazioni odierne.

    1. Gli uomini, tutti gli uomini, classificano le donne secondo la bellezza. Punto. La Middleton è bella, quindi può vestirsi in qualunque modo. Qualunque.

      Mh.
      Ma quello che mi domandavo io: a parità di bellezza, è così automatico che la Middleton in pantaloncini corti attiri e affascini di più della Middleton col tailleurino?

      Lo chiedo anche perché, qualche tempo, fa mi è capitato di assistere a una scenetta abbastanza strana.
      Premessa: nel mio ex-liceo, dove torno spesso per attività varie, c’è l’abitudine di incorniciare e appendere in un corridoio tutte le foto di classe delle classi che si sono diplomate negli ultimi anni.
      Un giorno, mentre stazionavo in quel corridoio durante l’intervallo dei licei, ho notato due ragazzi del primo anno, quindicenni, che si divertivano a fare commenti sulle ragazze ritratte nelle foto di classe. ‘sti poveretti non hanno realizzato che a due metri da loro c’era una di quelle ragazze, e quindi sono tranquillamente andati avanti nel loro gioco mentre io li spiavo di sottecchi. (So’ curiosa, oh! :-D)
      Bene: nella nostra foto di classe, noi ragazze ci eravamo coordinate per avere un look molto formale (tailleur nero). In altre classi, le ragazze avevano optato per un look molto più casual (es. jeans e camicetta).
      La cosa che mi ha colpito, è stata questa. La classe che ha riscosso maggiori approvazioni è stata la mia, seguita a ruota da un’altra classe dove le ragazze si eran vestite elegantine. Le classi in cui le ragazze adottavano un look “da tutti i giorni”, mediamente, hanno riscosso un minor successo. La cosa surreale è stata quando i due adorabili fanciulli hanno commentato che a me, tutto sommato, una bottarella me l’avrebbero data… mentre invece s’è aperto un dibattito circa l’eventualità di darla a una ragazza che adesso è famosa, e ha pubblicato un calendario sexy O_o
      (Evidentemente non l’hanno riconosciuta, poteri del trucco)

      OVVIAMENTE questa top-model è MOLTO più bella di me, e anche di un sacco di altre ragazze che i due tipi hanno apprezzato. E non è nemmeno che lei fosse rimasta male in foto o che “noi elette” fossimo rimaste particolarmente bene, voglio dire.
      E allora mi son domandata: ma è possibile che sia stato l’abbigliamento, a giocare questo effetto?
      Perché io e le mie compagne eravamo tutte vestite per benino, tailleurino elegante e scarpe col tacco e contesto formale e bla bla bla. L’icona sexy aveva jeans e maglietta, e stava divinamente, ma uno di quei ragazzi ha commentato “ma di queste ne vedi un mucchio, per strada: non è niente di che!”.

      Possibile che sia stato il tailleur ad avere questo effetto?
      (La seconda classe più “gettonata” aveva le ragazze in camicia bianca e cravattino).
      Possibile che dipenda dal vestito elegante?
      Mi ha stupita perché davo per scontato che due quindicenni maschi ormonosi giudicassero il corpo, più che il “contenitore” (o che, quantomeno, preferissero abiti aderenti e cose simili).
      Eppure… o sono io ad aver beccato due mosche bianche (e può anche darsi, eh!); oppure, un abbigliamento elegante (molto coprente, e niente affatto sexy) fa comunque un certo effetto :-\

    2. Ah: peraltro, dopo qualche tempo, ho anche fatto la controprova, nel senso che m’è capitato di dover interagire con quei ragazzi lì.
      Fisicamente, sono meglio adesso che nella foto di classe (ho un taglio diverso, ho cominciato a truccarmi, ecc.). Dal punto di vista dell’abbigliamento, quel giorno avevo un banalissimo maglione di lana, niente di che.

      Embeh: quando mi hanno vista dal vivo, i due tipi non mi hanno filata manco di striscio (cioè: si vedeva benissimo che non mi trovavano per niente interessante, zero assoluto, non gli ero affatto saltata agli occhi).

      Ma che davvero?. Bisogna rivalutare il potere sexy di un tailleur castigatissimo? :-D

      1. ho parlato di bellezza percepita. La singola foto dice e non dice. Una volta su di una rivista avevo visto una foto di Sandra Bullock, che trovo molto attraente; eppure, pensandoci bene, bastava non sapere che si trattava di lei, e quindi giudicarla solo dalla foto, perchè apparisse bruttissima! Eppure era tutto un discorso di espressività facciale, l’abito non c’entrava niente.

        In quel caso, poi, pesa anche il passaggio di età. Una molto bella da donna matura, poteva essere insignificante da ragazzina a scuola. Dipende.

        L’abito elegante dà una impressione positiva. Persino quando è castigato. E soprattutto ad un quindicenne che dà un valore esagerato all’apparenza adulta, che desidera.

        Ecco, direi che conta molto, specie per una bellezza espressiva, cosa comunica il viso, magari condizionato da una autoconsapevolezza della donna (che si senta disinibita ed in calore od al contrario morigerata ed elegante). Ogni aspetto ha i suoi ammiratori. Ma la percezione può essere condizionata senza rendersene conto.
        E l’acqua cheta, quella difficile, piace a tutti, al contrario della sciacquetta. Sempre, beninteso, che uno pensi di ritrovarci un livello di bellezza adeguato.

  6. Ehm… “Personalmente, trovo che non ci sia niente di più disgustoso dei maschi che, per strada, si girano a guardarti.
    E tutto ciò non vuol (necessariamente) dire “vestirsi da suora”. Infatti. Se sei una suora, i maschi si girano a guardarti. Ti urlano anche commenti, delle volte. O fanno gesti apotropaici (anche se non saprebbero dire cosa sono). E non puoi neanche rispondere come vorresti, perchè potresti scandalizzare i passanti e non sta bene.
    In ogni caso, a Napoli le mie fanciulline, ignorando i consigli -faceva caldo- vagavano con dei… pantaloncini? Slip di jeans sarebbe definizione più esatta. Ovviamente giovani napoletani erano indotti a fare amicizia, e le mie fanciulline erano incapaci di gestire la situazione. Ergo la suora entrava in azione e si assumeva l’onere della conversazione, cercando di fare da cuscinetto tra i baldi giovani e le timide fanciulle… finendo con il rispondere a domande molto profonde tipo “Ma voi suore, tutto il tempo con questo vestito dovete stare? Ma non tenete caldo? Ma se d’estate andate in spiaggia, pure lì ve lo dovete tenere?”. Domande che di sicuro turbavano i loro pensieri da anni.

    1. Adoro i tuoi commenti, Nihil :-D
      Però, aehm – a parziale riabilitazione degli scugnizzi napoletani, ti dirò: l’annosa questione del caldo d’estate turba per davvero i miei pensieri da anni :-D
      No, perché quando ero io ad andare vestita da suora in piena estate (ehm. E’ una lunga storia che puoi leggere qui), io soffrivo un caldo terribile!! Me lo son sempre chiesta: la “tenuta” estiva è di un cotone particolarmente leggero, oppure, comunque, il caldo lo si sente?

      Ma davvero ti urlano commenti??
      Ma insulti generici, o di tipo sessuale? O__o
      Qui a Torino, fra i ragazzini giovani, c’è il simpatico gioco del “suora porta sfortuna”: se vedi una suora devi toccare su una spalla l’amico più vicino urlando “suora porta sfortuna!”, per trasmettergli la jella che la suora gli ha passato. E l’amico farà così con il suo amico, in una specie di reazione domino. Sigh.
      Si usa anche a Firenze?

      Circa le ragazze che si vestono provocantemente e poi non sono in grado di gestire la situazione… si potrebbero scrivere capitoli, ma io mi limito a citare una scena di un (brutto) film che ho visto recentemente, e che m’hai fatto tornare in mente.
      C’è questo film in cui ci sono un angelo e un diavolo che tornano sulla terra, per cercare di accaparrarsi l’anima di un tizio che sta per morire. “Incarnatisi” nelle forme di due giovani ragazze, l’angelo e il diavolo si vestono coerentemente col loro profilo: l’angelo mette colori pastello, gonnelline al ginocchio, golfini ecc.; il diavolo indossa jeans superaderenti, canotte scollate, abiti molto provocanti, ecc.
      Bene: c’è una scena bellissima in cui il diavolo e l’angelo stanno salendo le scale della metropolitana. La diavolessa è qualche gradino avanti, a un certo punto incrocia un gruppo di ragazzi che stanno scendendo, e questi qui fanno apprezzamenti molto volgari e osceni sul suo corpo. Il diavolo s’incavola da morire, e li manda a stendere.
      Qualche gradino indietro, c’è l’angelo. I ragazzacci maleducati la superano senza neanche notarla; sennonché, uno la urta accidentalmente e si ferma per dire “oh: mi scusi, signora!”.
      E si vede che il diavolo è proprio arrabbiato perché lui è stato trattato come un banale oggetto di fantasia erotica, mentre invece all’angelo è stato tributato un certo rispetto.
      Apperò, quanto m’è piaciuta questa scena!

      (Ma per il resto il film è molto deludente, eh: non lo consiglio)

      1. Qui dicono semplicemente “tua!”. L’altro giorno un tizio mi ha gridato “Vattene, vattene, maledetta!” con gran divertimento dei miei alunni e santificazione mia perchè non gli ho risposto “M’impiccio io delle tue scelte di vita, brutto bigotto?”.
        Ci sono vestiti più leggeri, ma fa sempre caldo. In ogni caso io ODIO il caldo e per me l’unica tenuta adatta all’estate è l’ammollo nell’acqua fredda.

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