Il pastore battista che inventò le agenzie di viaggi

Si chiamava Thomas; Thomas Cook. Era nato a Melbourne, in Inghilterra, e se fosse vissuto ai nostri tempi sarebbe stato, verosimilmente, un blogger. La prima parte della sua vita, Cook la trascorre infatti a comporre volantini e pamphlet per far conoscere al mondo le piccole curiosità e le grandi bellezze del Cristianesimo.

Era nato in una famiglia battista, il nostro Thomas; e se fosse vissuto ai nostri tempi, l’avrei visto bene seduto al suo computer, impegnato a digitare un qualche post per il suo fantastico blog cristiano.
Fatto sta che Thomas Cook era nato nel 1808; e, in assenza di Internet… bloggava su carta. Viaggiava come un pazzo, su e giù per l’Inghilterra, per distribuire i suoi volantini a chiunque li accettasse e per predicare la meraviglia di essere Cristiani. A forza di predicare, pregare, scrivere e convertir la gente, il nostro Thomas pensò bene che, a quel punto, tanto valeva farsi prete.
E così, nel 1828, all’età di appena vent’anni, il nostro amico divenne ufficialmente un ministro battista.

Nella piccola chiesa in cui fu inviato come “parroco”, era particolarmente vivace e attiva una comunità di fedeli che aderiva con entusiasmo al Movimento per la Temperanza. Nato nelle comunità puritane dell’America del Nord, e poi diffusosi a macchia d’olio in tutti i Paesi protestanti, il Movimento per la Temperanza predicava l’astensione totale da ogni tipo di bevanda alcoolica; in primo luogo, per frenare la piaga dell’alcolismo; in secondo luogo, per rigenerare moralmente l’intera società. A Thomas Cook, evidentemente, l’ideale di fondo non dispiacque affatto… e quindi, il giovane pastore aderì con entusiasmo al Movimento. E dunque… altri volantini, altre prediche, altri post ante litteram per predicare l’importanza di astenersi dalle bevande alcooliche.

Che c’entra il turismo con tutto questo, mi chiedete?
Beh… c’entra, c’entra eccome: perché Thomas Cook, da bravo pastore che si prende cura del suo gregge, decise a un certo punto che poteva essere carino organizzare una vacanza per tutti gli aderenti al Movimento della Temperanza.

Sì, insomma.
Una piccola vacanza. D’estate. Niente di che. Una gita di un giorno.
Uno di quei momenti di svago, che ti servono per staccare dopo un anno di fatica.
Una di quelle cose che adesso facciamo tranquillamente, perché basta salire in macchina, accendere il Tom-Tom, fermarsi in un autogrill per fare una sosta all’ora di pranzo, e poi arrivare, in pieno relax, nella hall dell’albergo, dove ci attende una stanzetta che abbiamo prenotato a mezzo e-mail.

Nell’Inghilterra di inizio Ottocento, però, organizzare una vacanza non era mica così scontato…
“Organizzare una vacanza” richiedeva, appunto, una certa dote organizzativa: se molti rinunciavano a un viaggetto di piacere non era per mancanza di denaro… ma perché non avevan voglia di stressarsi ulteriormente. Pensate alla difficoltà di organizzare una vacanza senza disporre di una connessione a Internet e senza potervi affidare a un’agenzia di viaggi.

Ecco: il nostro Thomas Cook, nell’Inghilterra di inizio Ottocento, pensò bene di organizzare… un’agenzia di viaggi.
Assolutamente determinato a portare i suoi “parrocchiani” di Leicester in gita nella vicina Loughborough, sondò il terreno per capire se l’affare fosse interessante. Poi, prese contatti con la direzione delle ferrovie. Riuscì a stipulare un accordo in base al quale vendere la vacanza ai suoi “parrocchiani” con un pacchetto all inclusive: bastava pagare un tot., per avere garantito il biglietto andata/ritorno, il cibo già pronto da consumarsi durante la vacanza, e tutto quanto potesse servire a un turista lontano da casa. Era il primo viaggio organizzato della Storia dell’umanità: non bisognava più dannarsi per trovare alloggio, procurarsi il cibo, o caricarsi le valige in spalla dalla stazione fino all’albergo. Bastava mettersi nelle amorevoli mani di una vera e propria agenzia di viaggio: non c’era nient’altro da fare che pagare… e aspettare che qualcuno si prendesse cura di te.
Il tutto, in totale riposo… e in pienissimo relax.

Ampiamente pubblicizzato dalla stampa locale, il viaggio organizzato da Cook radunò l’esorbitante cifra di 570 (!) villeggianti. Di fronte a un simile successo, non si poteva che mettere in pratica l’antico detto ad maiora: nell’arco di pochi anni, Cook cominciò a organizzare pacchetti turistici sempre più articolati, portando i villeggianti a Parigi, in America, in crociera sul Nilo, o in un vero tour attraverso l’Europa (tappe principali: Bruxelles – Colonia – Strasburgo – Parigi). Era nata la prima industria turistica così come l’intendiamo oggi; ed era nata, per l’appunto, anche la prima agenzia di viaggi della Storia dell’umanità.

…agenzia di viaggi che, per la cronaca, esiste ancora.
Avete presente la Thomas Cook?
Se siete stati in Inghilterra, probabilmente v’è capitato di imbattervi in una delle sue vetrine: pare che sia molto diffusa, oltremanica.

Ecco… “Thomas Cook”.
Non è mica un caso, se l’agenzia di viaggi porta quel nome.

 

10 risposte a "Il pastore battista che inventò le agenzie di viaggi"

    1. Lucyette

      No, stranamente non mi risulta che si sia dedicato a pellegrinaggi e viaggi religiosi in genere…
      Ma d’altra parte adesso mi viene il dubbio: i protestanti ci vanno, in pellegrinaggio? Secondo me, è più una tradizione cattolica…

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      1. ago86

        I protestanti sono in linea di principio contrari ai pellegrinaggi, partendo dall’idea che Dio è presente in ogni luogo allo stesso modo (dimenticando però che gli uomini non sono vicini a Dio e a loro stessi in tutti i luoghi ugualmente). Ciò detto, nella pratica qualcuno in passato ha cercato di fondare un santuario in terrasanta, rivendicando un “santo sepolcro” in un luogo diverso da quello della basilica attuale.

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      2. Lucyette

        °__°
        Davvero?!
        E poi l’hanno costruito, il Santo Sepolcro 2? 😀

        Eh, in effetti non mi stupisce sapere che ancor oggi sono contrati ai pellegrinaggi… voglio dire: che senso avrebbe, dal loro punto di vista?

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      3. ago86

        La notizia la lessi in un libro di Messori, ma non ricordo se “ipotesi su Maria” o “patì sotto Ponzio Pilato?”. In sostanza, un archeologo anglicano disse di aver trovato la vera posizione del santo sepolcro, e lì fece costruire un santuario, che a quanto pare esiste tuttora.

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  1. rosenuovomondo

    Beh interessante. Come è interessante il particolare interesse che molti ministri di culto, anche cattolici, dedicano all’organizzazione di viaggi. Ne ho conosciuti alcuni veramente bravi. Vere agenzie di viaggio davvero. del resto la mia prima gita di cinque giorni a Roma la feci in gioventù proprio col mio parroco!

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  2. Emilia

    Anche in terra ambrosiana c’è stata una figura simile: monsignor Libero Tresoldi, vescovo emerito di Crema (+ 2009). Nel 1969, quand’era Assistente Generale dell’Azione Cattolica diocesana, fondò l’agenzia Duomo Viaggi (messaggio promozional-diocesano: http://www.duomoviaggi.it) , che aveva le sue lontane origini nel Comitato “Pro Palestina e Lourdes”, esistente dal 1905. Io ho usufruito dei suoi servizi per il Pellegrinaggio Diocesano a Torino per la Sindone e per il viaggio a Roma dei giovani ambrosiani per la beatificazione di Giovanni Paolo II, ma presto lo farò di nuovo perché partirò per Lourdes. Sono già emozionata!

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