Babbo Natale & co. · Tradizioni e folklore

Il Natale di Tante Airie

Tante AirieDeve il nome a quello della buona contessa Henriette (o Ariet) di Montbeliard, che in quella zona era passata alla Storia per la sua generosità, sul finir del Medio Evo.
Oppure – non c’è accordo fra gli storici – il suo nome è un adattamento del latino “aeria”, “divinità dell’aria”.
Fatto sta che tante Airie, incurante del dibattito onomastico che la circonda, continua ogni anno a portare regali ai bimbi buoni, in quelle zone della Francia dalle parti di Besançon.

Occielo: ormai, la globalizzazione ha fatto quello che doveva, e la multinazionale “Babbo Natale & co” si è imposta anche in quelle zone, cancellando rapidamente la leggenda di tante Airie. Però, studi storici dimostrano che il molte aree della Francia, fino al pieno dopoguerra, la figura di tante Airie la faceva ancora da padrone: nel 1945, molti bambini francesi non avevano idea di chi fosse Babbo Natale, e ricevevano i regali dalla buona vecchietta a cavallo del suo asinello bianco.

Un po’ fata, un po’ Befana, un po’ dea buona dell’Inverno, tante Airie ricopriva lo stesso ruolo che in altre regioni ha Santa Lucia. A bordo del suo asinello bianco, vagava nei paesi alla ricerca di bambini buoni: e a costoro, in una notte imprecisata del periodo natalizio (“imprecisata” nel senso che poteva variare da zona a zona) lasciava un piccolo regalo. Un pensierino, spesso qualche dolcetto – un regalo umile, insomma. Da vecchierella.

Tante Airie fa parte di quella vasta schiera di personaggi che, fino a qualche tempo fa, affiancavano Babbo Natale nel suo ruolo di “portatore di doni”. Sono personaggi che pian piano stanno cadendo del dimenticatoio, e che pure sono interessantissimi… ragion per cui mi piacerebbe, in questo Calendario, far due parole anche su di loro.

Alcuni sono personaggi tratti dalla tradizione cristiana: San Nicola, i Tre Re Magi, Gesù Bambino, Santa Lucia.
Altri sono personaggi con origini pagane, o che comunque sono più legate al tema dell’inverno che a quello della natività di Cristo. Ché i giorni di Natale sono un tempo forte anche solo per la luce che ritorna pian piano dopo il solstizio d’inverno – e quindi, storicamente, molti popoli hanno cominciato a festeggiarli anche solo per queste ragioni.

Tante Airie sta esattamente a metà fra l’antica figura pagana e la dolce nonna casa e Chiesa.
Nelle notti attorno a Natale, Airie vaga per i paesi a bordo di un asinello bianco, alla ricerca dei bambini buoni. Come nel caso di tutti gli altri portatori di doni (Babbo Natale, Befana, & co.) anche Airie è timidissima, e scappa via se sente su di sé lo sguardo curioso di un bambinetto.
Ma se non è osservata, allora penetra in qualche modo nell’abitazione (attraverso le finestre, dice qualcuno; calandosi giù da caminetto, dice qualcun altro; passando dalla porta senza tante storie, soggiunge qualcuno dotato di grande senso pratico), e… lascia doni ai piccini che dormono.
Preferisce le case dove regna l’ordine, la pulizia, e la mamma è una brava massaia che potrebbe specchiarsi nei suoi pavimenti. Se la casalinga è proprio un angelo del focolare, talvolta può capitare che l’ammirazione di tante Airie raggiunga vette così elevate da lasciare un regalo anche alla padrona di casa, nonostante sia già adulta, soprattutto se non ha ancora figli (o se i suoi figli diventati grandi son già andati via di casa).
Ed è abbastanza raro, se ci pensate, trovare un portatore-di-doni che lascia regali anche agli adulti.

Protettrice delle famiglie povere, a patto che siano composte da poveri volenterosi che “si meritano” un aiuto, Airie assume di tanto in tanto anche le sembianze di una specie di divinità benevola. Non è “santa”; ma se lo fosse, si direbbe che compie anche piccoli miracoli.
Dopo qualche secolo a sentirsi raccontare in chiesa le leggende agiografiche di Sante buone, probabilmente ha deciso di prendere ispirazione.

Affezionata soprattutto ai panettieri e alle lavandaie (corre voce che anche lei svolgesse questi lavori, da giovane), tante Airie diventa idrofoba quando qualcuno, dopo aver ricevuto aiuto da lei, non manifesta un minimo di gratitudine. A quel punto può veramente perdere il controllo e prenderti a scudisciate in faccia – e, allo stesso modo, è rigorosa e insofferente nei confronti di quei bambini che non ubbidiscono alle mamme.
E anche in quel caso, son dolori: un po’ come il Krampus, Airie può picchiare i bimbi cattivi, o prenderli a frustate. In epoca più recente, ha preso anche l’abitudine di far crescere lunghe orecchie da asinello sulla testa di quei bambini che, mandati a scuola con tanti sacrifici, non si impegnavano a studiare.
Santa donna, tante Airie.

Non si sa da dove venga, cosa faccia, dove abiti, e se abbia avuto marito e figli.
Semplicemente, tante Airie c’è. Nonnina affettuosa e misteriosa benefattrice con chi lo merita, può diventare un’inflessibile pedagoga (per bambini piccoli, ma anche per donne adulte che non fanno il loro dovere in casa!) quando ritiene che ce ne sia bisogno.

Mandata in pre-pensionamento nel secondo dopoguerra con l’arrivo di Babbo Natale, tante Airie comincia in questi anni ad essere riscoperta, perlopiù a scopo turistico. Capita, di tanto in tanto, che in alcune città francesi si tengano “processioni” natalizie in cui Airie compare con il suo asinello Marion, a fianco di figuranti travestiti da Babbo Natale.

Qui, la vedete in una processione che si è tenuta qualche anno fa a Montbeliard.
E, onestamente: non vi sembra una dolce, cara, nonnetta?

Tante Airie -  © Denis Bretey - Ville de Montbéliard

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