Venerdì 13 e altri giorni sfortunati
Come e perché si sviluppa in una società la credenza che certi giorni siano jellati?
E soprattutto, con quale criterio una popolazione stila un elenco di giorni nefasti?
Storia e Folklore
Come e perché si sviluppa in una società la credenza che certi giorni siano jellati?
E soprattutto, con quale criterio una popolazione stila un elenco di giorni nefasti?
Messa così, sembrerebbe una storiella comica, se non fosse che il fenomeno raggiunse dimensioni tali da impensierire persino gente molto seria – tipo che Benjamin Franklin, per fare un nome famoso.
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‘sti pazzi s’erano inventati dei letterali manuali di seduzione che promettevano di insegnare le mosse giuste per far cadere ai tuoi piedi ogni tipo di donna.
Vuoi mica che tralasciassero i manuali per chi voleva scrivere la Perfetta Lettera d’Amore?
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Ebenezer Scrooge aveva un cuore così freddo che trasudava gelo ovunque egli andasse: “la sua bassa temperatura se la portava sempre addosso”, scrive Dickens, “al punto che l’ufficio diventava gelido al suo ingresso persino nei giorni canicolari”.
Una abilità notevole, non v’è dubbio. Una abilità di cui però, col passar dei secoli, s’è persa la portata: sì, perché (si potrebbe chiedere il lettore moderno) in effetti che caspita è un giorno canicolare?
“Sarebbe meglio se smettessi di cantare”, scriveva nel 1292 Guiraut Riquiet scuotendo il capo di fronte alle nuove mode letterarie che avevano stravolto l’antica idea di amor cortese: “nessun mestiere è meno stimato a corte della bella arte del poetare; ormai, la gente preferisce gustare atti frivoli e ascoltare storielle scandalose”.
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Operetta unica nel suo genere, composta sottoforma di dialogo tra il monaco e due amici, “L’amicizia spirituale” di Aelred di Rievaulx è un libretto delizioso che consiglio veramente a tutti per la sua delicatissima dolcezza.
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Nel Medioevo, non si viaggiava se non per cause di forza maggiore: pellegrinaggi, campagne militari, inderogabili viaggi di lavoro e poco altro.
Lo sanno anche i bambini, no? È quello che ci insegnano anche a scuola, no?
Beh ecco: in effetti no. Non proprio.
Se siete uomini e siete coniugati, vi siete inginocchiati nel momento clou in cui avete chiesto “vuoi sposarmi?”.
Se l’avete fatto, sappiate che avete ricalcato il gesto che Lancillotto compì davanti a Ginevra e che mille cavalieri dopo di lui hanno ripetuto di fronte alla loro signora: quella che per noi è solo una tradizione galante, per un uomo medievale era un gesto dal valore simbolico fortissimo.
E qui bisogna fare una premessa: nel Medioevo, esisteva un confine molto labile tra “devozione in senso stretto”, “pratiche terapeutiche che facevano affidamento sull’intercessione dei santi” e “attività che noi oggi definiremmo al limite del superstizioso, come la creazione di amuleti dalle presunte proprietà soprannaturali”.
Gli amuleti per le partorienti dedicati a santa Margherita d’Antiochia sono un esempio perfetto, in questo senso.
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In effetti, la questione merita un approfondimento: se l’adulterio è disonorevole e peccaminoso, perché i testi di amor cortese pullulano di amori clandestini?
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