Come viveva una prostituta nel Medio Evo?
Il primo quartiere a luci rosse? Fu fondato a Montpellier nel 1285: e questa fu una netta cesura nella storia della prostituzione medievale.
Read More…Storia e Folklore
Il primo quartiere a luci rosse? Fu fondato a Montpellier nel 1285: e questa fu una netta cesura nella storia della prostituzione medievale.
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I Vangeli sono piuttosto parchi di informazioni su Maria di Madgala, ma questo non scoraggiò gli agiografi medievali. Che, trasformando la storia della Maddalena in una cautionary tale per ragazzine, lavorarono disinvoltamente di fantasia per cercare una risposta alla domanda annosa: quale fu l’evento che la spinse a peccare?
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Parrebbe, all’apparenza, nulla più che una preghiera. Tutt’al più, un incantesimo, perché alcuni dei testi che lo riportano ne fanno un uso che è decisamente magico.
Ma la formula del Peperit potrebbe aver avuto una funzione molto più pratica di quanto potremmo immaginare.
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In effetti, è una domanda curiosa (e per alcuni, tristemente attuale): come si faceva quando non esisteva il latte il povere e la madre, nonostante gli sforzi, non riusciva proprio ad allattare? O, peggio ancora, era morta di parto?
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La cosa veramente stupefacente di questa storia è che di Isobel Gowdie conosciamo tutto e niente.
Sappiamo in che modo divenne strega, quali fossero le basi della magia che praticava, le armi che usava, i nomi delle sue compagne, le formule che recitava; ma non sappiamo nemmeno in che anno sia nata.
Di persone jellate, nella Storia, ne ho incontrate tante, ma la povera Catharina Schmid si guadagna con decisione il primo posto nella mia top five di casi umani.
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Tutto iniziò in maniera piuttosto innocente, con una “semplice” accusa di omicidio plurimo premeditato.
A dirla tutta, i figliastri di Alice Kyteler non avevano il minimo interesse nel dimostrare che la loro matrigna era una strega. Il loro bisogno era ben più urgente: dimostrare che la donna era un’assassina seriale, che andava messa nelle condizioni di non nuocere.
Variamente noto col nome di stigmata, witch’s mark o (soprattutto) devil’s mark, il marchio del diavolo era originariamente un elemento dall’aspetto anomalo che, se rinvenuto sul corpo della presunta strega, poteva fungere da ulteriore indizio della sua colpevolezza. Ma qual è la genesi di questa idea, e soprattutto perché si diffonde?
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Chi è davvero sant’Olga di Kiev, e perché gli Ucraini hanno piazzato la sua statua davanti al Ministero degli Affari Esteri?
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Nulla, a oggi, si è conservato del monastero di Dalheim, in Germania.
Nulla, all’infuori di alcuni scheletri appartenuti alle monache che, nel Medioevo, hanno animato quella comunità. E l’analisi di uno di questi resti ha portato alla luce un dettaglio a dir poco sorprendente.