Perché la Maddalena divenne prostituta? Ce lo spiegano cinque leggende medievali

La devozione popolare verso santa Maria Maddalena? È ovviamente molto antica – e non potrebbe esser diversamente, per un personaggio che viene citato direttamente nei Vangeli. E tuttavia, c’è una data che segna a buon diritto uno spartiacque per quanto riguarda la devozione popolare tributata alla santa peccatrice; e quella data è il 1059, anno in cui un monaco dell’abbazia borgognona di Vezelay scoprì delle reliquie che furono immediatamente identificate come quelle della Maddalena.
Negli anni successivi, la Francia assistette ad altri ritrovamenti miracolosi (il più celebre è probabilmente quello del 1279, che portò alla luce altre reliquie conservate nella cripta della chiesa provenzale di Saint-Maximin), ma furono i fatti del 1059 a far crescere esponenzialmente la devozione popolare tributata alla santa di Madgala.

Perché, ovviamente, il ritrovamento delle reliquie diede a tutti i fedeli una spalla su cui piangere (o sulla quale pregare, meglio ancora): i pellegrini si mettevano in viaggio per poter vedere quei preziosi resti; i devoti che sostavano presso la tomba della santa venivano ricolmati di mille grazie; i malati erano oggetto di guarigioni miracolose. Se la Maddalena era già una santa amata, dopo il 1059 lo divenne ancor di più: la devozione nei suoi confronti fece il boom e divenne particolarmente popolare in terra di Francia (dove si riteneva che la donna avesse passato gli ultimi anni della sua vita, evangelizzando la popolazione locale). E, diciamolo pure: è abbastanza facile conquistare le simpatie popolari, quando si è una santa con una storia così potente e sfaccettata, che parla di peccato e di redenzione.

***

I Vangeli sono piuttosto parchi di informazioni sulla Maddalena, limitandosi a descriverla come una delle donne che furono presenti alla sua crocifissione; Luca 8,1 ci dice anche che la santa di Magdala s’era messa alla sequela di Cristo dopo esser stata liberata da sette demoni… ma, formalmente, non sappiamo altro circa la donna che per prima fu testimone della resurrezione.
Rapidamente, però, s’affermò nella tradizione cattolica l’abitudine di identificare nella Maddalena anche la sorella di Marta e Lazzaro, nonché la peccatrice innominata che aveva raggiunto Gesù nella casa di Simone il Lebbroso per ungergli i piedi con olio di nardo, pochi giorni prima della sua Passione.  

I Vangeli non esplicitano quale fosse esattamente la natura del peccato di cui s’era macchiata la donna (per quanto lo sdegno generale lasci facilmente pensare a qualcosa di molto scandaloso e impuro); quando all’indemoniata di Luca 8,1, non sappiamo nemmeno se la poverina conducesse una vita particolarmente irregolare. E tuttavia, s’affermò in breve tempo la consuetudine di guardare a Maria di Magdala come a una penitente che, in passato, s’era macchiata di gravi peccati sessuali: una lettura che sarebbe facile attribuire a una certa misoginia, ma che in realtà fu probabilmente influenzata anche dalla brutta fama che aveva, all’epoca, la città di Magdala. Così come oggigiorno Las Vegas è nota per i casinò e Amsterdam per i suoi quartieri a luci rosse, nel primo secolo di era cristiana la città di Magdala faceva parlare di sé per le numerose prostitute che vi esercitavano: e fu così che alla Maddalena fu data la colpa di aver praticato il mestiere più antico del mondo.

Evidentemente, trascorsi così infamanti rendevano la santa un esempio prezioso per tutte le peccatrici in cerca di riscatto: gli agiografi e i predicatori citarono ampiamente la Maddalena per sottolineare la misericordia del Signore – e, già che c’erano, sfruttarono la sua storia anche sotto forma di cautionary tale, per mostrare alle ragazze i mille pericoli che derivano da una vita men che temperante.
Ovviamente, nessuno conosce le vere circostanze che indussero la donna a peccare per la prima volta; ma gli autori medievali – ormai lo si è capito – non si turbavano per così poco e iniziarono a lavorare di fantasia, dando origine a una vasta serie di leggende agiografiche volte a rispondere alla domanda: perché la Maddalena finì col darsi alla prostituzione?

In un saggio titolato Apostle to the Apostles. The Complexity of Medieval Preaching about Mary Magdalene, Larissa Juliet Taylor ne raccoglie un buon numero. Ad esempio:

1) È tutta colpa del consumismo!

Secondo una leggenda medievale di cui non conosciamo l’autore, ma che a giudicare dalla diffusione fu popolare in tutta Europa, Maria Maddalena era andata in sposa a un ricco possidente che tuttavia l’aveva lasciata vedova dopo pochi anni di matrimonio.
Ricca ereditiera nel fior della giovinezza, la Maddalena avrebbe facilmente potuto condurre una vita agiata, se avesse avuto un minimo di cervello. Ma ahilei, così non era: accecata da quell’improvvisa ricchezza che s’accompagnava a un’inattesa libertà, la donna iniziò a spendere a tutto andare, dandosi a una vita di lussi. Incapace di gestire oculatamente il suo patrimonio, e forse anche malconsigliata da qualche amico interessato, la Maddalena finì col dilapidare la sua eredità nell’arco di pochi anni. Tentò a quel punto di trovare un nuovo marito, ma nessuno era disposto a mettersi in casa una donna così notoriamente spendacciona; determinata a mantenere quel tenore di vita cui ormai era abituata, la Maddalena decise infine di perseguire l’unica via che le parve percorribile: trasformarsi in una prostituta d’alto bordo e vivere a spese dei suoi clienti.

2) Un po’ di terapia non le avrebbe fatto male, poveretta

Secondo il Digby Play, un dramma sacro di cui si conserva copia in un manoscritto cinquecentesco della Bodleiana, Maria Maddalena viene trascinata nel gorgo del peccato a causa della depressione che la coglie a seguito della morte dell’amatissimo padre Sirius. Non è la miseria a minacciare la giovane orfana, ché i soldi di per sé non scarseggiano: a pesare più di ogni altra cosa è la solitudine totale, il desiderio di un po’ di calore umano, l’impossibilità di farsi stringere in un abbraccio di cui si avrebbe tanto bisogno. Giorno dopo giorno, la ragazza affonda in uno stato di prostrazione psicologica sfruttando il quale Satana ha gioco facile nel convincerla a darsi alla prostituzione per colmare il suo bisogno d’affetto. Dopo tutto, l’amore si può vedere e comprare: o così almeno sussurra al suo orecchio, suadente, il tentatore.

3) Attenti a non far finire le vostre figlie in un brutto giro!

Secondo Michel Menot (+ 1518 ca.), predicatore francescano, i guai di Maria di Magdala iniziano sì nel momento in cui la ragazza rimane orfana – ma non esattamente per le stesse ragioni narrate nel Digby Play. Se, nel dramma sacro, era stato il diavolo a trascinare la ragazza sulla via del peccato, nelle prediche di Menot la giovane Maddalena è vittima di tre personaggi diabolici ma decisamente molto umani. Affidata a tre amici di famiglia verso cui il defunto padre nutriva una fiducia evidentemente mal riposta, Maria Maddalena viene lentamente traviata da quei loschi personaggi che non solamente vogliono trasformare in prostituta la loro protetta: vogliono anche essere i suoi primi clienti. Drammaticamente, avranno successo, trasformando la Maddalena in una vittima innocente, prima ancora che in una peccatrice.
In effetti, la predicazione di Michel Menot insisteva frequentemente su questo tipo di messaggio: agli occhi del francescano, i principali responsabili del disordine sessuale erano quasi sempre gli individui di sesso maschile – che, cedendo alla lussuria incontrollata e facendo leva sulla loro superiorità economica, spingevano al peccato donne che fino a quel momento avevano condotto una vita impeccabile.

4) Tutto cominciò con una tinta per capelli

Mettiamola così: se le parole di Michel Menot suonano così moderne da sembrarci quasi femministe, altrettanto non si può dire delle omelie di san Bernardino da Siena.
Secondo il teologo francescano, la lenta discesa nel peccato della Maddalena cominciò quando la ragazza, dodicenne, cedette per vanità al consiglio di una amica che le aveva suggerito un rimedio per schiarirsi i suoi capelli. E davvero non ce ne sarebbe stato il bisogno, ché la giovanissima Maddalena poteva vantare una chioma meravigliosa, bruna e ricca di sfumature. Fu, dunque, per pura vanità che la ragazzina cedette al sogno frivolo di poter diventare bionda: i suoi capelli, effettivamente, si tinsero del color dell’oro, ma ormai il destino della Maddalena era segnato. Da una ragazza che si fa la tinta a dodici anni, che altro aspettarsi se non un futuro di totale depravazione sessuale?

5) La ship agiografica che spiega tutto e non può mancare

La più sorprendente tra tutte le leggende agiografiche sorte attorno alla Maddalena viene citata en passant da Iacopo da Varagine (che però si sente di smentire questa ricostruzione dei fatti). La donna si sarebbe data alla prostituzione per sanare un disperato bisogno soldi e d’affetto al tempo stesso, col cuore straziato da un evento oggettivamente traumatico: l’esser stata mollata dal suo promesso sposo nel bel mezzo della cerimonia nuziale.
La vicenda, già di per sé abbastanza intrigante, assume sfumature da telenovela nel momento in cui aggiungo il dettaglio per cui il fidanzato della Maddalena era niente meno che san Giovanni evangelista (!). In una scena veramente degna di una soap, fu Gesù stesso a interrompere la cerimonia, facendo irruzione nella sala del banchetto e chiamando a sé il suo futuro discepolo al grido di “vieni e seguimi!”.
Abbastanza comprensibile che, dopo questo shock, la povera Maddalena sia uscita di testa; meno comprensibile, secondo me, che si sia messa nonostante tutto alla sequela di Cristo, ma chissà: magari, l’aveva fatto inizialmente con l’intenzione di sputargli nella minestra. A sfregio.

Iacopo da Varagine, citando questa leggenda, ci tiene a sottolineare la sua scarsa attendibilità, il che potrebbe anche sembrarci a prima vista un inconsueto esempio di correttezza filologica da parte dell’autore. Ma non illudiamoci troppo: la ragione per cui Iacopo da Varagine si sente di screditare la leggenda di cui sopra risiede nel fatto che – a suo dire – è noto a tutti come la ex di san Giovanni fosse rimasta casta per tutta la sua vita, mettendosi a sua volta al seguito di Gesù e diventando amica intima e confidente di Maria Vergine.
E, a questo punto, io alzo le mani (non prima di aver messo agli atti che voglio una fiction brutta sulla complessa vita amorosa di san Giovanni apostolo. Questa storia è una soap che si scrive da sola).

***

Tutto cambiò assai rapidamente nella seconda metà del Cinquecento. Certo: la devozione nei confronti di Maria Maddalena continuò ad esistere (e ci mancherebbe); e tuttavia, il popolino cominciò a guardare con occhi diversi la santa di Magdala.
Le benevole leggende che tendevano a discolpare la giovane peccatrice sparirono rapidamente, in concomitanza con quello che Larissa Juliet Taylor definisce “un cambiamento generalizzato nel modo di guardare alle donne, alla sessualità e alla prostituzione, che ebbe luogo nelle prime decadi del XVI secolo, forse in conseguenza alla crescente paura della sifilide”. In un’epoca in cui le prostitute non si limitavano a essere occasione prossima di peccato, ma si trasformavano in veri e propri vettori di contagio potenzialmente in grado di sterminare tutti i loro clienti (e le loro mogli), nessuno sarebbe stato disposto ad alleggerire la responsabilità morale di una donna che, consapevolmente, accettava di trasformarsi in untore prezzolato.

Ma, soprattutto, fu la Riforma protestante a determinare un netto cambiamento nel modo in cui si guardava alla figura di Maria di Magdala. A differenza di quanto fecero con altri santi, i Protestanti non poterono certo negare l’esistenza storica della Maddalena, che del resto è citata nei Vangeli; e tuttavia, poterono certamente criticare tutte le fantasiose fanfiction agiografiche che erano sorte sul suo conto. E infatti lo fecero, criticando (non a torto) la palese assurdità di certe storielle, che finirono rapidamente con l’essere accantonate anche in area cattolica. La sensibilità popolare, del resto, stava gradualmente cambiando: nell’età del Rinascimento e della Controriforma, shippare una love story tra la Maddalena e san Giovanni apostolo ambientata nei prequel dei Vangeli sembrava (non a torto) qualcosa di veramente medievale.

Insomma: entro la fine del Cinquecento, il culto della Maddalena s’era assestato su quelle stesse linee che conosciamo ancor oggi. Dopo un avventuroso intermezzo medievale, la santa di Magdala era tornata a essere una peccatrice penitente senza troppi grilli per la testa, determinata a scontare le sue colpe con una vita ordinata e temperante. In fin dei conti, è in questa accezione che la ricorda attualmente la cattolicità: e per chi volesse festeggiare la Maddalena con un dolce che la tradizione le ha dedicato, rimando al blog di Mani di Pasta Frolla che oggi vi propone la ricetta dei Magdalenenstriezeln. Quelle dita che un tempo distribuirono carezze impudiche, e si trovarono poi ad asciugare lacrime cocenti di pentimento, e mille volte mille si intrecciarono in preghiera, avendo l’onore infine di sfiorare i piedi di Gesù e di preparare il suo corpo per la sepoltura; quelle dita si trasformano, nella tradizione gastronomica tedesca, in piccoli dolcetti oblunghi. Sono, per l’appunto, i Magdalenenstriezeln: una prelibatezza estiva tutta da gustare.


Per approfondire, Mary Magdalene in Medieval Culture, a cura di Peter Loewen e Robin Waugh, edizioni Taylor and Francis (2014), da cui appunto è tratto il saggio di Larissa Juliet Taylor che ha ispirato questo articolo

15 risposte a "Perché la Maddalena divenne prostituta? Ce lo spiegano cinque leggende medievali"

  1. Ago86

    Sbaglio o fu san Gregorio Magno il primo che identificò Maria Maddalena con la sorella di Marta e di Lazzaro?

    P. s. La città famosa per i casinò è Las Vegas.

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    1. Lucia Graziano

      😳
      Come mi sia potuto uscire “Los Angeles” me lo spiego solo con i 36 gradi in camera 🤣 Grazie mille, correggo subito!

      E, sì, per quanto ne so io, fu proprio Gregorio Magno il primo a identificare la Maddalena con la sorella di Marta e Lazzaro e anche con la pubblica peccatrice dell’olio di nardo. Ignoro se per caso si stesse rifacendo a una tradizione già esistente (non ne ho proprio la più pallida idea), ma sicuramente fu lui a renderla famosa 🙂

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    2. Lucia Graziano

      Ecco, leggevo poco fa (su Wikipedia, vabbeh, non questa grande fonte, ma insomma) che Gregorio Magno diede impulso e diffusione a una tradizione che in realtà non era tutta farina nel suo sacco ma era già diffusa in Oriente.
      Relata refero, ma insomma… 🙂

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  2. Pingback: Come viveva una prostituta medievale? – Una penna spuntata

    1. Lucia Graziano

      Eh, chiedilo a Gregorio Magno 😅

      Diciamo che sicuramente nell’identificazione ha pesato il fatto che il vangelo di Giovanni descriva l’unzione con l’olio di nardo come un gesto fatto da Maria di Betania, mentre invece Luca, Matteo e Marco lo attribuiscono una peccatrice non meglio precisata. Senza essere una esperta di filologia biblica, ma andando così a naso, posso ragionevolmente immaginare che qualcuno abbia fatto due più due e detto “AHA! Ma allora Maria di Betania era una pubblica peccatrice!”, e da lì sia nato tutto.

      Leggevo comunque che non sono solo i Protestanti a rigettare l’identificazione tra la Maddalena e la ex-prostituta. Mi sembra di capire che anche gli Ortodossi scindano i vari personaggi (Maria Maddalena, Maria di Betania e l’adultera ex-prostituta salvata dalla lapidazione).

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    2. Ago86

      Ho dato un’occhiata ad un dizionario biblico (Spadafora), e tra le altre cose riporta quanto segue:

      La Chiesa latina, al 22 luglio, celebra la solennità di s. M. Maddalena (o Magdalena), accomunando nella Liturgia i vari testi ora citati; rispecchia così la sentenza affermatasi tra gli Occidentali con S, Gregorio Magno che vede indicata ovunque una sola e medesima donna.
      Ma gli stessi PP. Latini anteriori espressero sentimenti diversi e i PP. greci ammisero tre donne distinte (V. Holzmeister, in VD, 16 [1936] 193·8); come ritengono comunemente i moderni esegeti: i testi evangelici, infatti, «nel loro senso naturale sono contrari all’unità » (M.- J. Lagrange, in RB, 21 [WI2] 204 ss.; s. Luc., p. 236). Già A. Calmet (sec. XVIII) affermava dei suoi contemporanei che i dotti scartavano 1’opinione di s. Gregorio; pur identificando (cf. Belser, Murillo) M. di Bethania con M. Maddalena, egli distingueva entrambe dalla peccatrice.

      […]

      L’unificazione partì da Lc. 8, 2: l’ossessa M. di Magdala fu considerata una peccatrice (cf. s. Girolamo, PL 22, 588); e la si avvicinò all’innominata e se ne fece una sola persona, confondendo ossessione e vita peccaminosa. Quanti ritennero l’unità dell’unzione (Lc. 7; Io. 12) o in virtù dell’inciso (Io. 11, 2), identificarono M. di Bethania con la peccatrice innominata. Non restava quindi che confondere M. di Bethania e M. di Magdala e la cosa fu facilitata dall’identico nome. L’autorità di s. Gregorio per la Chiesa latina valse a far diventar comune questa opinione fino al sec. XVIII.

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      1. Lucia Graziano

        Grazie anche da parte mia, Riccardo!

        Leggevo (sempre fonte Wikipedia) che nel 1969 papa Paolo VI dovrebbe aver chiarito (non so bene in quale forma esattamente) che anche in seno al Cattolicesimo la lettura che accosta la Maddalena alla prostituta è più che altro una convenzione, una tradizione, ma nulla più. Ciò nonostante, la tradizione di parlare della Maddalena come una prostituta non è mai venuta meno, per ragioni di abitudine.

        Per caso il dizionario biblico dice qualcosa anche su questo? In effetti sarebbe curioso leggere i termini esatti con cui si era espresso Paolo VI, prima o poi mi metterò a cercare 😉

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      2. Ago86

        No, purtroppo il dizionario biblico non dice nulla a riguardo perché risale al 1963 (ne ho una versione .pdf), ma leggendo l’interezza della voce esclude ogni fondamento possibile all’identificazione, e sostiene che la lettura del testo esclude che si tratti di una stessa donna.

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        1. Lucia Graziano

          In effetti, da una veloce ricerca su Google, mi sembra di capire che sono sostanzialmente i Cattolici gli unici rimasti a portare avanti questa doppia/tripla identificazione (ché poi… ok, i testi accademici mettono le mani avanti e dicono quello che giustamente riporti tu, ma diciamo che la predicazione e la pastorale insistono ancora molto sull’idea di prostituta redenta).

          Mi pare di capire che né gli Ortodossi né i Protestanti dipingano la Maddalena in questi termini (ma, appunto, parlo di cose lette su Google, non ho approfondito).

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  3. Emilia

    Effettivamente gli sceneggiatori delle fiction e dei film ultimamente realizzati su Maria Maddalena avrebbero potuto prendere spunto da qui, anziché inventarsi amicizie con la Madonna o amorazzi con generali romani, fatti che non si riscontrano in nessun testo che la riguarda, né apocrifo né leggendario né compreso nel Canone delle Scritture.

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    1. Lucia Graziano

      Ma in effetti sì. Io lo dico sempre: le agiografie medievali fornirebbero ottimo materiale per un sacco di fiction e telefilm – e di diversi generi, per di più! Dal romanzo rosa, al dramma romantico, alla saga fantasy, ci sarebbe davvero materiale per tutti i gusti. Sarebbe un tema da esplorare, anche non necessariamente in ottica di apostolato eh! 🙂

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