Personale

Prima di perdersi

L’ho incontrata per la prima volta quando avevo tre mesi: le nostre nonne ci portavano a prendere l’aria buona ai giardinetti.
Non so cosa facesse lei a tre mesi, ma io, a quell’età, avevo come unici hobby il piangere e il vomitare.
Sì, insomma, non ero nelle condizioni più adatte per instaurare amicizie di lunga durata.

L’ho reincontrata quando avevo tre anni: lei stava costruendo castelli di sabbia in riva al mare, con le sue sorelle.
Cercando di darmi un tono e di non inciampare nelle mie stesse gambe, io ho puntato con molta decisione la sua sorella maggiore, e… le ho chiesto di sposarmi.
Quando lei mi ha risposto di no, brutta maledetta, ho chiesto la mano della sorella di mezzo.
Quando pure lei mi ha dato due di picche, mi sono proposta come amante per la loro mamma.
Quando la loro mamma ha ribadito la sua fedeltà al marito, io ho stramaledetto quella odiosa famiglia e ho giurato a me stessa che nulla avrei più avuto a che fare con loro.

No, così, giusto per dire.

All’età di tre anni, avevo proposto nozze lesbiche a tutte le donne della sua famiglia – e lei, l’avevo proprio schifata.

Ci siamo reincontrate quando avevo sette anni, ed ero in nuce l’esatta antitesi della donna che sarei poi diventata. Oltre a battermi per i matrimoni gay, infatti, avevo all’epoca strane idee sul sacerdozio femminile.
Sì, insomma: da grande, volevo fare il prete. E avevo incredibilmente trovato in lei un’altra pazza disposta a darmi corda.

A sette anni, le bambine normali giocano con le Barbie. O leggono un libro di fiabe. O si fingono principesse.

Noi due, ci incontravamo tutti i pomeriggi per giocare a dir Messa.

L’estate successiva, avevamo preso coscienza del nostro essere femmine, e quindi ci eravamo trasformate in suore. Segno significativo di questo intenso periodo di fervore cristiano, la nostra abitudine di salutarci, da brave suore, con il saluto dei religiosi.
Il che va benissimo, se stai giocando per i fatti tuoi nell’intimo della tua cameretta. Ma inizia a diventare già un po’ più inquietante, se, incrociando al mercato la tua amica di otto anni, urli come una indemoniata “SIA LODATO GESU’ CRISTO!!!”. (E ti senti pure rispondere a tono).

L’anno dopo, eravamo in una fase di odio-amore (più odio che amore, direi). Buttandomi su di lei come un bisonte impazzito, io le ho conficcato in pieno stomaco una spranga di ferro; dal canto suo, lei mi ha sollevata di peso e mi ha scaraventato con violenza su un cactus.
Non riesco purtroppo a ricordare in che ordine si siano verificati i due accadimenti, peraltro, ma continuo in ogni caso a sostenere che una di noi avesse le sue ottime ragioni.

Considerate queste premesse, è stato con grande sollievo che i nostri parenti hanno realizzato, alcuni anni più tardi, che noi due c’eravamo perse di vista. Andando avanti di questo passo, del resto, il cementarsi della nostra amicizia avrebbe prodotto come unico risultato il nostro internamento in una clinica psichiatrica, (o all’obitorio).

E invece, sciaguratamente, due anni fa io e Ginevra ci siamo ritrovate.
E io non vedo l’ora di riabbracciarla e magari anche prenderla a sprangate un’altra volta,  la mia Amica Ritrovata che oggi festeggia il suo compleanno.

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