Personale

Pierino

Incredibile a dirsi, ma la professoressa in questione mi giura che sia tutto vero.

Pierino arriva a scuola alle sette e cinquanta del mattino: sta correndo come un pazzo per il corridoio, e si legge pura disperazione nel suo sguardo.
“Professoressa! Professoressa!”, esordisce il quindicenne frenando bruscamente davanti alla sua insegnante. “La prego! La supplico! Ho bisogno di un favore!”.
Pierino è tutto rosso, accaldato per la corsa, ed è visibilmente terrorizzato. La professoressa gli lancia una occhiata vagamente allarmata, e annuisce condiscendente: “ma certo, dimmi tutto – come posso aiutarti?”.
“Professoressa! La prego! Posso usare il computer della sala professori?”, è la sconcertante risposta.
La professoressa tace per un istante, inarcando platealmente le sopracciglia. “Ehm… no”, si sente scivolare fuori dalle labbra, in tono un po’ spiazzato.
Pierino sbarra i suoi occhioni, e fissa la donna con la stessa espressione che deve aver utilizzato Cesare nel guardare Bruto alle Idi di Marzo. “Professoressa! La prego! E’ un’emergenza!”.
La professoressa apre la bocca per parlare, ma la richiude dopo qualche secondo senza aver detto nulla. “Usare il computer della sala professori, è un’emergenza?”, domanda infine molto lentamente.
SÌ! La prego! Devo assolutamente connettermi a Internet!”.
Se non fosse per il sincero terrore che si legge nel suo sguardo, la professoressa avrebbe una gran voglia di prendere a sberloni quel deficiente. “Questo è un Liceo, non un Internet Point, nel caso non te ne fossi accorto”, precisa in tono gelido.
“Professoressa, la prego, lei non capisce!”. E’ con vago senso di disagio che la donna si accorge che Pierino ha le lacrime agli occhi: “io ho bisogno di connettermi a Internet, lei non può capire, è una questione di vita o di morte, deve aiutarmi, sono disperato…”.
Ed è disperato per davvero, quel ragazzo, porcaccia la miseria. La professoressa inizia a spaventarsi per davvero: siamo a Napoli, e il ragazzino è il rampollo di una famiglia molto influente. E’ pieno di cose orribili, che possono succedere a Napoli alle famiglie molto influenti: oddio, e se la Camorra gli ha sequestrato un parente? Magari questo poveretto ha bisogno di Internet per comunicare con un boss mafioso…
Sentendo il battito del cuore accelerare impercettibilmente nel suo petto, la professoressa si china su Pierino e gli posa una mano sulla spalla. “Pierino. Andrà tutto bene. Ma adesso devi dirmi cosa ti è successo: lo vedo che hai paura, e ti voglio aiutare, ma non posso farlo se non mi spieghi…”.
“Professoressa, è che ieri sera ero al cellulare con la mia ragazza”, sbotta lui con le lacrime agli occhi: “è a letto con l’influenza, e allora io le ho detto: domani mattina quando accendi il computer vai sul mio blog, c’è una sorpresa per te”.
La professoressa aggrotta impercettibilmente le sopracciglia: no, forse non c’entra la Camorra. “Okay. E allora?”.
“No, professoressa, è che io volevo mettere sul mio blog una fotografia di noi due che ci baciavamo, così poi lei la vede ed è più contenta”, ansima lui tutto d’un fiato. “Ma devo assolutamente connettermi a Internet per cancellarla, è un’emergenza, ci metto solo un secondo, LA PREEEEGOOO”.
La professoressa sbatte le palpebre per alcuni interminabili istanti, sforzandosi disperatamente di far lavorare il cervello. “Scusami, Pierino, ma non capisco il problema. Perché adesso la vuoi cancellare?”.
“Professoressa, era tardi, avevo sonno!”, grida Pierino fra i singhiozzi. “La prego, mi aiuti, ero stanco e ho sbagliato foto: ho messo quella in cui baciavo la mia altra ragazza!”.

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