Personale

Le mie vacanze: prima settimana

Credetemi, quest’anno è stato veramente massacrante: ho studiato come un’ossessa, ho dato una quantità abnorme di esami, ho lavorato in biblioteca a lungo e scruopolosamente, ho faticato per sei mesi sul mio Saggio Maledetto. In quest’ultimo mese ero stanca, affaticata: letteralmente distrutta.
E poi, finalmente, sono andata in vacanza.

Il primo giorno di vacanza l’ho passato a pulire, lavare, e cucinare. Ho preparato la valigia per il viaggio; ho cucinato per i miei genitori che sarebbero passati a prendermi l’indomani; ho stirato i vestiti lavati che mi sarebbero serviti al mio ritorno; ho pulito i pavimenti e spolverato i mobili in modo da poter chiudere la casa lasciandola in condizioni decenti. Ho faticato come una mula per tutto il giorno e sono collassata all’una di notte, giusto in tempo per spalmare la gelatina al limone sulla mia torta-gelato e poi buttarmi a letto.

Il secondo giorno di vacanza l’ho passato in viaggio per Torino. E a parte che ho rischiato davvero di passarlo interamente in viaggio, nel senso che sull’autostrada c’era un traffico pazzesco, quando sono arrivata, (distrutta), a Torino, mi aspettava una cena con un amico di famiglia, il quale se n’è andato di casa nostra a mezzanotte.
Quando, a mezzanotte e cinque, più morta che viva sono stata colta da vaghezza di accendere il portatile per scaricare le e-mail, ho avuto il piacere di scoprire che il mio portatile è defunto.

Il terzo giorno di vacanza l’ho passato a fronteggiare una crisi isterica, del tipo “ommisericordiaaiuto, tutti i miei documenti sono nel portatile defunto e ho dimenticato a Pavia la chiavetta coi backup, e comunque a me serve, e subito, un altro portatile, perché in questo mese di vacanza devo assolutamente scrivere tutti quei miliardi di articoli che ho promesso al lavoro!”.
Nel terzo giorno di vacanza, di mattina, mi sono scolata tre litri di camomilla per fronteggiare il dramma.
Nel terzo giorno di vacanza, di pomeriggio, ho girato quattro centri commerciali per cercare un portatile di rimpiazzo, (prima che iniziasse agosto, io partissi per il mare, e i negozi chiudessero).
Nel terzo giorno di vacanza, di sera, mi è venuta la febbre ma ho fatto finta di niente.

Il quarto giorno di vacanza l’ho passato in Monferrato a casa di mia nonna, che peraltro non avevo più visto da quando aveva rischiato la vita per un embolo ai polmoni. Insomma: anche con la febbre, la visita era d’obbligo.
Nel viaggio d’andata ho sofferto il mal d’auto; nel pranzo in Monferrato ho dovuto mangiare cibi pesanti e unti; nel viaggio di ritorno è stato un miracolo se non ho rimesso.

Il quinto giorno di vacanza è stato complessivamente tranquillo perché sono rimasta a casa: e, certa che nulla di male potesse più accadermi, alle nove di sera mi sono messa davanti alla televisione per guardare Lost.
Mentre guardavo Lost una zanzara è entrata nella mia stanza, ed è ammirevolmente riuscita a pungermi nell’unico centimetro quadrato del mio corpo in cui niente deve anche solo sfiorarmi.
Il risultato è che adesso ho un piede gonfio in maniera abnorme, sono sotto cortisonici, e per arrancare dalla mia stanza al bagno ho bisogno delle stampelle. (No, non sto scherzando).

Ora: io sono contenta di essere in vacanza, perché il riposo fa bene, ritempra lo spirito, eccetera eccetera.
Ma, viste le premesse, avrei una richiesta: cortesemente, sarebbe possibile tornare a Pavia, far finta di niente, e continuare a lavorare per tutto agosto?

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...