Babbo Natale & co.

Chi lo ama, chi lo odia

Per rendersene conto,basterebbe anche solo un’occhiata ai commenti al post di ieri: ora come ora, Babbo Natale si è attirato la simpatia della stragrande maggioranza della popolazione. I detrattori (spesso irriducibili) sono molto pochi, e si perdono nella marea di sostenitori entusiasti…
…ma quindi, in chiusura di questo calendario, ci si potrebbe chiedere: chi è che ce l’ha con Babbo Natale?
Chi è che, potendo, se ne sbarazzerebbe seduta stante?

Beh: fra i più accaniti detrattori di Santa Claus c’è (stata) – che vi piaccia o no – la Chiesa. E, in particolar modo, la Chiesa Cattolica dell’Europa del dopoguerra.
Poracci, i vescovi cattolici degli anni Cinquanta. Bisogna anche capirli. Avevano passato tutta la loro vita a raccontare ai ragazzini che i doni di Natale arrivavano loro per mano di Gesù Bambino (o di vari Santi)… e poi, improvvisamente, si trovano fra le scatole questo vecchiaccio panzuto e totalmente laicizzato, che non ha nessunissimo legame, ancorché tenue, con il sacro.
Come sapete, io detesto l’uso di Gesù Bambino come portatore di regali alla Vigilia di Natale; ma i vescovi europei del dopoguerra non condividevano questa mia opinione.

Gli attacchi a Babbo Natale fra gli anni Quaranta e Cinquanta, perlopiù da parte cattolica (ma non solo), son così numerosi da non poter neanche esser contati. Ve ne cito solo alcuni.
1940, Île-de-France: un curato di Clichy-sous-Bois sente (precocemente) l’esigenza di appendere alla porta della chiesa una quartina contro père Noël, e in gloria di Gesù-Bambino-che-porta-i-doni. Proteste delle madri, che si lamentano col vescovo.
1951, Tolosa: il vescovo locale abbraccia la linea che, in buona sostanza, sarei felice di far mia, e ammonisce i fedeli in questo modo: “non parlate di Babbo Natale, per la semplice ragione che non esiste e non è mai esistito”. “Mettete dei regali nelle scarpe dei vostri figli, ma non ditegli che è Gesù Bambino che scende dal camino per portarli: non è vero. Ciò che bisogna fare è dare gioia intorno a voi, perché il Salvatore è nato”.
Stesso anno, Digione: il clero protestante e il clero cattolico si mettono d’accordo per cospirare l’assassinio di Babbo Natale, (giuro), a seguito del quale il vecchietto rossovestito viene arso vivo sulla piazza, nel pomeriggio del 23 dicembre. Come avrebbe commentato l’indomani un giornale locale,

ieri pomeriggio Babbo Natale è stato impiccato all’inferriata del duomo di Digione, e arso pubblicamente sul sagrato. La spettacolare esecuzione si è compiuta sotto gli occhi di parecchie centinaia di fanciulli dei patronati. Era stata fissata con il consenso del clero, che aveva condannato Babbo Natale quale usurpatore ed eretico. L’accusa è di aver paganizzato la festa di Natale dopo essersi insediato come un parassita occupando sempre più spazio. Gli si imputa soprattutto s’essersi introdotto in tutte le scuole pubbliche, dalle quali, invece, è stato scrupolosamente bandito il presepe.

1958, Copenhagen: un reverendo protestante dissuade i suoi fedeli dal dare offerte a un’associazione di beneficienza (!), che raccoglieva fondi mediante la vendita di oggettistica natalizia recante l’immagine di Santa Claus. “È l’immagine di un goblin pagano”, aveva detto il reverendo ai fedeli riuniti in chiesa: “dovreste rifiutarvi di comprarli. Trovate un altro modo, per dare soldi all’associazione”.

Tutte fissazioni di religiosi svirgolati?
Beh, probabilmente no.
Mentre le Chiese americane accettavano di buon grado la presenza di Santa Claus (di cui del resto avevano seguito e accompagnato la graduale evoluzione: non se l’erano trovato già “pronto” e “impostato”, come effetto collaterale del piano Marshall), erano molti anche gli psicologi che alzavano la voce contro il vecchio con la barba bianca. Critiche in tal senso erano state molto numerose, e tutte sulla linea di “dire bugie ai bimbi non è bello”. La più famosa, per molti anni, è stata la vera e propria campagna anti-Babbo-Natale portata avanti Brock Chisholm, uno psichiatra canadese che… beh… all’epoca, non era proprio un Signor Nessuno. Era il direttore dell’OMS.
E, dall’alto del suo ruolo, giocava duro contro Babbo Natale: “in sé e per sé è una cosa da nulla, ma questo mito pericoloso sviluppa eccessivamente nel bambino la credulità e l’irresponsabilità”. E se lo diceva l’OMS…

***

Sono passati cinquant’anni, ma (isolate) (e irriducibili) voci critiche continuano a levarsi, di tanto in tanto, contro Babbo Natale.
C’è chi lo osteggia per ragioni pedagogiche: secondo alcuni, mentire ai propri figli non è giustificabile in alcun modo; secondo altri, Babbo Natale sarebbe un personaggio diseducativo perché indurrebbe i figli ad avere aspettative irrealistiche, ed eccessivamente alte, circa i regali che vogliono a Natale. Per la serie: “non importa se papà ha perso il lavoro e stiamo tutti quanti con le pezze ai piedi: io pretendo la playstation e pianto capricci se non mi arriva, perché tanto me la regala il magico Babbo Natale; cosa c’entrano i nostri soldi?”.
Molto vicine a questa posizione sono le critiche di chi lo osteggia in quanto simbolo del consumismo: il Natale dovrebbe essere un evento frugale improntato alla decrescita e/o alla sacralità del giorno, a seconda che il detrattore sia un no-global o un cristiano. In ogni caso, le decine di regali affastellati sotto l’albero sono il sintomo di un’economia malata e/o una incresciosa distrazione dalla festa religiosa – quindi, abbasso Babbo Natale e sì al decluttering (o alle preghiere).
E poi, last but non least, c’è chi ce l’ha con Babbo Natale in quanto “reo” di aver rubato il Natale a Gesù Bambino. Ad alcuni di questi detrattori i regali di Natale andrebbero anche bene, se solo fossero portati dal Bambin Gesù o da altri Santi (non so a voi, ma a me ha colpito l’inciso con cui il cardinal Scola, pochi giorni fa, definiva Babbo Natale “il fattorino di Gesù Bambino”. Per dire. Di certo non è una critica al Babbo, anzi!, ma è una frase che io non direi mai). Altri, invece, vedono Babbo Natale (e tutto il suo contorno) come una pericolosa paganizzazione di una festa religiosa: ad esempio, sulla Torre di Guardia (che mi ritrovo periodicamente in buca) mi è capitato più e più volte di leggere articoli assolutamente contrari a Babbo Natale & co.

Anche da parte cattolica, ancor oggi, Babbo Natale deve fronteggiare un certo numero di detrattori. Sebbene la Chiesa non abbia ovviamente espresso una posizione ufficiale, non sono stati pochi i sacerdoti che – anche negli ultimi anni – hanno alzato la voce contro il bonario vecchio panzuto. Pare che proprio in questi giorni stia passando momenti difficili il parroco di S. Efisio in Oristano, reo di aver spiegato ai bimbi che Babbo Natale non esiste;  ma che dire del famoso monsignor Maggiolini, vescovo di Como, che qualche anno fa aveva portato alle lacrime alcuni bambini della sua Diocesi svelando loro che Babbo Natale non esiste, e nemmanco la Befana?

***

E poi, naturalmente, ci sono i sostenitori di Babbo Natale.
Quelli che tirano in ballo “la magia dell’infanzia”; quelli che fanno studi su un campione di 500 bambini e traggono la conclusione che nemmeno uno di loro si è sentito “ingannato” o “tradito” o “arrabbiato” con i suoi genitori, nel momento di scoprire che Babbo Natale non esiste. Ci sono quelli che sostengono che tanto, ormai, il consumismo c’è in ogni dove, e non è che Babbo Natale possa acuire chissà quanto questo problema; ci sono quelli secondo i quali il Natale è fatto anche di regali sotto l’albero e di Babbo Natale e di ghirlande; e privare di tutto questo i propri figli è una mossa ideologica un po’ fine a se stessa.
Anche da parte della Chiesa, numerose sono le voci che si levano a favore di Santa Claus: oltre al già citato cardinal Scola, che dire di monsignor Coletti… così amico del vecchio panzuto da annunciare pubblicamente – gulp! – di essere lui Babbo Natale?

Negli Stati Uniti (dove, appunto, Babbo Natale si è sviluppato gradualmente, e non si è imposto nel dopoguerra con una certa brutalità) la posizione delle varie Chiese è ancora più tranquilla. A parte gli isolati casi di alcune sette protestanti, quasi tutti i religiosi sono concordi nell’affermare che, tutto sommato, Santa Claus non è poi così malaccio. E che anzi: sotto un certo punto di vista, potrebbe quasi essere provvidenziale.

Questa, per inciso, è anche la mia posizione: non avendo mai creduto in Babbo Natale, non sento la particolare esigenza di tramandare il mito a eventuali figli futuri; ma, ove mai dovessi decidere di farlo, Babbo Natale avrebbe tutto il mio sostegno entusiastico. Babbo Natale, e non Gesù Bambino.

Come commenta Claudio Corvino analizzando la reazione delle Chiese statunitensi all’avvento di Babbo Natale,

le autorità ecclesiastiche si resero conto presto che Santa Claus poteva ben difendere la figura di Cristo da ogni sorta di influenza profana. La tendenza a commercializzare le feste era diventata insopprimibile, e il Babbo Natale americano poteva fare da schermo, e ben si adattava allo spirito secolare della ricorrenza. La sua figura poteva essere utilizzata in pubblicità, come decorazione dei grandi magazzini e per i messaggi promozionali, senza per questo offendere i sentimenti religiosi.

O senza fare pericolose commistioni fra il Natale consumistico e il Natale sacro di Dio che si dona al mondo, aggiungo io: Babbo Natale, secondo me, aiuta a tener meglio distinte le due cose.
Proprio per il suo carattere totalmente laico, Santa Claus mi sembra paradossalmente adatto a far risaltare il lato religioso della festa: da una parte c’è Gesù che nasce, e la Messa di mezzanotte, e il racconto dei Vangeli, e il momento di preghiera; dall’altra parte c’è Babbo Natale, che non c’entra un fico secco, e che proprio per questo – secondo me – non rischia (troppo) di mettere (eccessivamente) in ombra la natività di Cristo, vero fulcro del Natale.

Insomma: se non si fosse capito, a me sta simpatico, Babbo Natale.
Ritengo che si possa vivere benissimo anche senza credere al vecchio panzuto; ma, in ogni caso, a me simpatico eccome.
Ed è con questa ultima – significativa – immagine del mio Calendario dell’Avvento, che io vi mando un forte abbraccio augurandovi di cuore

un sereno, santo, e gioiosissimo Natale

"Every Knee Shall Bow", Gaye Frances Willard
“Every Knee Shall Bow”, Gaye Frances Willard

8 thoughts on “Chi lo ama, chi lo odia

  1. Grazie per gli auguri che ricambio. Complimenti per Una penna spuntata e gli interessanti contributi su Babbo Natale. Segnalo che su Studi Cattilici di una quindicina di anni fa Victor Garcia Hoz, pedagogista, pubblicava un articolo con consigli ai genitori su come spiegare ai figli la tradizione spagnola dei regali portati dai Re Magi, inglobando se stessi fin dall’inizio nella scelta e consegna dei regali, anche per prevenire una delusione che potrebbe coinvolgere anche il dubbio sulle vere verità della fede trasmesse ai figli…lo trovai interessante e utile.
    Don Andrea

  2. A me piace molto la figura di Babbo Natale perchè mi fa pensare al sentimento di affetto per gli altri, pur essendo una figura laica e sempre più associata al consumismo, resta sempre una figura positiva…

    Tantissimi auguri a te Lucia, grazie per questo bel calendario dell’avvento, e auguri a tutti di un sereno Natale :)

  3. Personalmente Babbo Natale non mi hai mai causato alcun problema, tranne per quando dissi ad una mia compagna di classe che secondo me non esisteva e una delle suore della scuola elementare in cui andavo disse che per questo ero una stupida. (manco avessi detto che non esisteva Dio, forse Suor Benedetta con l’età aveva iniziato a confondere le due cose, non so)
    Quello sì che è stato un trauma…
    Ecco, mentire ai bambini non sarà una bella cosa, ma gli adulti lo fanno constantemente, e li fanno anche mentire (esempio: “rispondi tu al telefono, tesoro, e dì che i tuoi genitori sono usciti”), quindi direi che una bugia “magica” non è una brutta cosa.
    INSULTARE i bambini… ecco, quello sì che non va. -_-“

  4. Satan Claus (Babbo Natale è l’anticristo). Sempre parsa inquietante la sua risata baritonale. E poi si noti, non lo si vede mai in volto: è sempre un eco, mentre in controluce prende a frustate le sue renne volanti. Porti i regali ai bambini e l’unico tuo momento di gioia è maltrattare delle povere bestie? A ognuno le sue perversioni: la cosa davvero sospetta è un’altra. Nei misteri medievali, quella stessa risata – O ho, o ho! – è interiezione precipua di Satana e dei demoni. Ad un tratto tutto prende senso: entra dal camino, tra le fiamme e il fumo; punisce i peccatori con il carbone; lo accompagnano creature munite di corna; si veste di rosso. La sua vittoria più grande: aver scalzato Cristo nel giorno stesso della sua nascita. Pensateci.

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