O Radix Jesse! L’albero genealogico di Gesù Bambino

L’addentellato biblico, ovviamente, era quel celebre passo (11, 1-2) del libro di Isaia, laddove il profeta annunciava:

Un rampollo uscirà dal tronco di Jesse, un virgulto spunterà dalle sue radici. Riposerà sopra di lui lo spirito del Signore, spirito di sapienza e di discernimento, spirito di consiglio e di fortezza, spirito di conoscenza e di timore del Signore.

A chi era riferita questa profezia?
Ma naturalmente a Gesù stesso, discendente di quel re Davide che proprio dal patriarca Jesse aveva avuto i natali. E che non dovesse esistere dubbio alcuno sull’interpretazione da dare alle parole di Isaia, fu cosa confermata in più d’una occasione dagli autori dei libri del Nuovo Testamento. Nell’Apocalisse (22,16) leggiamo ad esempio:

“Io, Gesù, ho inviato il mio angelo che attestasse a voi quanto concerne le chiese. Io sono la radice, la stirpe di Davide, la stella lucente del mattino”.

E anche san Paolo, nello scrivere ai cristiani di Roma, sottolineava (15, 12) come la venuta di Gesù portasse a compimento le profezie fatte dagli antichi:

E ancora Isaia dice: Verrà il germoglio della radice di Jesse e colui che sorge a dominare le nazioni: le genti spereranno in lui.

L’immagine fu ripresa con frequenza anche dai padri della Chiesa, da Tertulliano in poi, che basandosi sul testo latino, là dove si legge “egredietur virga de radice Jesse”, ebbero modo di giocare sull’assonanza tra il termine virga, cioè il virgulto dell’albero, e il termine virgo, cioè la Vergine Maria. Agli autori cristiani dei primi secoli, piacque insomma il leggere in questo gioco di parole una specie di prefigurazione della miracolosa nascita virginale di Gesù. Probabilmente nulla più d’una coincidenza, però suggestiva ed efficace; tanto più che era stato lo stesso Isaia a profetare, in un’altra occasione (7, 14), che l’Emmanuele sarebbe nato da una vergine.

Nell’arco di pochi secoli, queste due profezie entrarono a buon diritto nella liturgia dell’Avvento. In particolar modo, la suggestiva immagine di Gesù come virgulto germogliato dall’albero di Jesse fu riproposta nella O Radix Jesse, una delle antifone maggiori che ancor oggi, come nel Medioevo, accompagnano la preghiera dei fedeli nei giorni che precedono il Natale.

***

Riproposto insistentemente dalla liturgia e dalla predicazione, il tema dell’albero di Jesse finì inevitabilmente con l’attirare l’attenzione degli artisti e dei miniatori, i quali cominciarono a ispirarsi a questa suggestiva immagine per impreziosire i loro lavori. Il più antico esempio giunto fino a noi di una rappresentazione grafica dell’albero di Jesse è conservato all’interno del Codex Vyssegradensis, un manoscritto boemo del 1086 forse creato nello scriptorum del monastero di sant’Emmeramo a Ratisbona. Nella pagina che precede l’incipit del Vangelo di Matteo, vediamo il buon Jesse nell’atto di sormontare un alberello che gli spunta da sotto i piedi. Virgula de Iesse p(ro)cedit splendida flore, recita una scritta posta al di sopra della scena, sottolineando come il virgulto di Jesse sia destinato a portare frutti meravigliosi. Sui rami dell’albero, stanno appollaiate sette colombe con tanto d’aureola, a sottolineare la seconda parte della profezia: quella che parlava dei doni dello spirito che avrebbero arricchito quel virgulto destinato a nascere.  

Vyšehrad Codex, folio 4v
Vyšehrad Codex, folio 4v

Nel libro che ha recentemente dedicato alla Tree of Jesse Iconography, e dal quale traggo tutte le informazioni per questo articolo, la storica Susan Green sottolinea a più riprese quanto sia stata incredibilmente rapida l’evoluzione di questo tema iconografico, a partire dalla sua prima attestazione. Nell’arco di pochissimi anni (…e in un’epoca storica in cui, per ovvie ragioni, la genealogia era una cosa molto importante), gli artisti sembrarono lasciarsi suggestionare dalla possibilità di ricreare su carta l’albero genealogico di Gesù. In fin dei conti, l’operazione pareva fondata: non era forse stata la Bibbia stessa, a definire il Salvatore come l’ultimo germoglio di un albero che affondava le sue radici in un passato nobile e lontano? E in un’epoca in cui ogni uomo dal sangue blu ci teneva a farsi confezionare un albero genealogico, era forse ammissibile che il Re dei re restasse privo di un simile strumento?

No di certo. E dunque, combinando l’immagine arborea offerta da Isaia con il passaggio del Vangelo di Matteo che elenca la genealogia di Gesù, gli artisti medievali si misero al lavoro e diedero il via a una vasta produzione di… letterali alberi genealogici a tema cristologico.
Alberi genealogici che, a tratti, assumono forme vagamente comiche agli occhi di noi moderni. Gli artisti del pieno medioevo optarono per una rappresentazione piuttosto letterale della profezia di Isaia: vale a dire, cominciarono a raffigurare il povero Jesse che se ne dormiva quieto (…o rassegnato?) mentre un gigantesco tronco di legno prendeva vita da dentro il suo corpo, tipo Alien, squarciandogli il ventre e/o altre parti anatomiche.

Bible Historiale, folio 175r
Bible Historiale, folio 175r

Poiché nel Medioevo la gente era assai pragmatica e i monachelli non si turbavano per così poco, esistono addirittura delle esilaranti rappresentazioni che (…devo dire, non senza una certa logica) hanno tutta l’aria di voler rappresentare l’albero di Jesse come una specie di miracolosa estensione degli organi genitali del patriarca biblico. Aehm.

De bello Judaico (Bayerische Staatsbibliothek Clm 17404), folio 1r

Entro la metà del XV secolo, tuttavia, si era ormai consolidata l’iconografia che vedeva il buon Jesse sonnecchiare inconsapevole mentre un gigantesco tronco prendeva corpo dal suo cuore ergendosi verso il cielo. I rami dell’albero, così alti da sfiorar le nuvole, ospitavano quasi sempre colombe delicate a rappresentare i doni dello Spirito preannunciati dalla profezia. Ma ovviamente le colombe non erano le uniche ospiti dei rami: come in ogni albero genealogico che si rispetti, le fronde erano abbastanza spaziose da accomodare gli antenati di Cristo, così come elencati dal Vangelo di Matteo.

Non sempre è facile dare un nome a tutti i volti – e non sempre, per ragioni di spazio, l’artista riusciva a includere nel suo disegno tutti i personaggi citati da Matteo. Sicuramente sempre presenti e facilmente identificabili sono re Davide, spesso raffigurato nell’atto di suonare l’arpa, e il saggio Salomone, che indossa quasi sempre un turbante voluminoso. A puntale dell’albero, per così dire, se ne stava la vergine Maria che tiene in braccio il divino bambinello: la radice di Jesse ha davvero portato frutto; la profezia è davvero giunta a compimento.

Épistolier à l’usage d’Amiens, folio 104v

In un’epoca in cui le nostre case si riempiono di decorazioni varie fin dai primi di dicembre (e in cui è abitudine comune decorare in salotto un letterale albero di Natale!), resta per me un insondabile mistero: ma perché nessuno ha mai pensato di sfruttare a scopo decorativo questa immagine bellissima e antica, che – a ben vedere – è associata al periodo di Natale da prima ancora che venissero inventati il presepio e il candelabro dell’Avvento?!
Misteri della fede (è proprio il caso di dirlo): sono ragionevolmente convinta che, se qualcuno si lanciasse nell’impresa commerciale di creare alberi di Jesse da vendere come decorazioni natalizie, l’operazione potrebbe suscitare un certo interesse. Ma incredibilmente sono ben poche le iniziative che hanno tratto ispirazione da questo tema.
Meno male che c’è Alessandra Ferrarese. Perché, se volete mettervi in casa vostra un piccolo alberello di Jesse fai da te, lei è decisamente la persona giusta a cui rivolgersi.

Quando Alessandra, storica dell’arte e illustratrice per professione, mi ha parlato per la prima volta del progetto che aveva in mente, sono rimasta così entusiasta che è stato davvero un onore dare il mio piccolissimo contributo alla causa con il post che avete appena letto, per inquadrare storicamente il fenomeno.

Quello creato da Alessandra non è, di per sé, un albero di Jesse alla maniera medievale. Creato inizialmente per i ragazzini di cui è catechista, è più che altro un percorso per l’Avvento che si compone di tante cartoline di piccole dimensioni raffiguranti alcuni degli antenati di Gesù, a partire da Adamo. A parte, altre cartoline con immagini tratte dalle antifone maggiori dell’Avvento. Pronte per essere ritagliate e appese a mo’ di decorazione sul vostro albero di Natale (o dove ve pare), le cartoline sono belle e delicate, nello stile che Alessandra ci ha già abituati ad amare attraverso i suoi canali social.

Siccome a Natale siamo tutti più buoni, Alessandra ha anche deciso di regalarvene un paio, per stuzzicare la vostra curiosità. Potete ottenere le cartoline con Davide e Jesse sottoponendovi alle regole canoniche dei freebie, così come le trovate espresse su Instagram e Facebook. Il resto delle decorazioni, per chi vorrà, potrà essere comprato a parte sull’e-shop di Alessandra.

3 risposte a "O Radix Jesse! L’albero genealogico di Gesù Bambino"

  1. DarkMiryam

    Dal momento che quest’anno non potremo fare l’albero di Natale in casa (abbiamo adottato un “cagnolino” molto ingombrante e con la delicatezza di un elefante in cristalleria) credo che opteremo per un albero di Jesse. Se usiamo un manichino e lo impaliamo in sopra citata guisa in giardino, tutto sommato dovrebbe risultare spettacolare.

    Scherzi a parte, non conoscevo questa storia, né ero a conoscenza di questi pittoreschi alberi genealogici.
    E ammetto di non aver nemmeno mai sentito l’antifona di “O radix Jesse”, e sì che di messe di Natale me ne sono fatte tante.

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    1. Lucia

      “Se usiamo un manichino e lo impaliamo in sopra citata guisa in giardino, tutto sommato dovrebbe risultare spettacolare”

      Ma LOL! 😂😂
      E’ molto alla Tim Burton in effetti, avrebbe un perché nei suoi film 😂

      “O Radix Jesse” in realtà non viene cantata a Natale, dovrebbe essere (se ho fatto bene i conti) l’antifona che viene cantata all’inizio della Messa del 19 dicembre. Fa parte di un ciclo di antifone che vengono cantate, una al giorno, nei giorni che vanno da 17 al 23 dicembre: insomma negli ultimissimi giorni dell’Avvento, prima della vigilia di Natale 🙂

      https://it.wikipedia.org/wiki/Antifone_maggiori_dell%27Avvento

      Qui ci sono anche tutte le altre, nel caso volessi sbirciare 😀

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