Solo gli stupidi festeggiano Capodanno il 1° gennaio: parola di Aelfric il Grammatico
La data giusta per scambiarsi gli auguri di buon anno? Indubbiamente il 21 marzo, secondo questo abate del X secolo.
Read More…Storia e Folklore
La data giusta per scambiarsi gli auguri di buon anno? Indubbiamente il 21 marzo, secondo questo abate del X secolo.
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Una veloce pennellata di folklore romano, a margine di un San Silvestro che non scorderò facilmente.
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Chi ha letto il mio libro potrà forse ricordare di aver già incontrato il “Compost et kalendrier des bergers”, un almanacco cinquecentesco che, nella finzione letteraria, dichiarava di essere stato scritto sotto la dettatura di un pastore illetterato ma non per questo ignorante, anzi profondo conoscitore delle leggi della natura e della magia.
Sapeva anche fare oroscopi, questo mago-pastore? Beh, naturalmente, anche se (naturalmente!) li faceva a modo suo!
Con ogni probabilità, ripeterò cosa ormai nota nel dirvi che “Carol of the Bells”, il canto natalizio, altro non è che l’adattamento in lingua inglese di una canzone popolare ucraina.
Ma fidatevi, questo articolo non si chiude così: ci sono molte altre cose interessanti che possono essere dette riguardo questa canzone!
Le tre carole natalizie che probabilmente non conoscevi (e che comunque non avresti di certo voluto conoscere, mannaggia a me) ma che comunque potrebbero in ogni caso costituire una interessante variazione sul tema per il pranzo in famiglia di domani
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E non solo: nel 1950, Eleanor Roosevelt visitò i suoi uffici per assicurarsi che anche il povero Babbo Natale avesse potuto beneficiare degli aiuti economici stanziati dall’UNRRA per la ricostruzione post-bellica della Finlandia. Sì, davvero!
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In fin dei conti, nulla grida “buone feste” quanto un papa che, la mattina di Natale, provvede diligentemente a dare fuoco ai festoni sul colonnato di Santa Maria Maggiore!
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Nella notte tra il 4 e il 5 dicembre 1495, il Tevere raggiunse un livello di 16,88 metri sull’idrometro di Ripetta: fu una delle alluvioni più disastrose della storia di Roma. E quando la piena finalmente si ritirò, lasciando alle sue spalle una città ormai in ginocchio, si premurò di congedarsi con un sinistro omaggio per la Città Eterna: il cadavere di un mostro.
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Un falso storico creato alla metà del Seicento nel tentativo di riconquistare privilegi ormai perduti: la strana storia di Carlo Magno, di un’abbazia e di una minacciosa schiera di non-morti.
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In occasione dell’uscita del suo “Il principe di Roma”, il regista Edoardo Falcone spiegava che “fin dalla più tenera età (e questo testimonia evidentemente un’infanzia abbastanza discutibile) ero fissato con San Giovanni Decollato, di cui si parla nel film. Ed è vero che in questa chiesa venivano seppelliti i condannati a morte di Roma, e che c’è tutta una serie di leggende intorno”.
È vero eccome!
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