Giovanni Cassiano: il santo che fa il malocchio
Non sembra avere un’aria poi così malevola, il povero monachello che vedete qui sopra: nevvero?
Eppure, il povero san Giovanni Cassiano gode d’una fama ben sinistra, nel folklore russo…
Storia e Folklore
Non sembra avere un’aria poi così malevola, il povero monachello che vedete qui sopra: nevvero?
Eppure, il povero san Giovanni Cassiano gode d’una fama ben sinistra, nel folklore russo…
La storia presenta molte somiglianze con le leggende nostrane sui “ponti del diavolo” maledetti da Satana. Ma, in Italia, la leggenda ha un lieto fine; nei Balcani, la situazione era assai più complicata.
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Di persone jellate, nella Storia, ne ho incontrate tante, ma la povera Catharina Schmid si guadagna con decisione il primo posto nella mia top five di casi umani.
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Era una festa importante, nel Medioevo, quella dell’Annunciazione. Una festa molto più sentita di quanto non sia oggi, epoca in cui consideriamo il 25 marzo una ricorrenza esclusivamente religiosa. In passato, a questa data s’associavano mille altri valenze: era, a tutti gli effetti, il giorno in cui si celebrava l’inizio della primavera.
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Nata negli USA negli ultimi scorci degli anni ’70, la moda è esplosa a partire dagli anni Duemila. Ormai, oltreoceano, è un fenomeno di costume, e pian piano si sta facendo strada anche nel vecchio mondo.
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L’Europa intera patì la fame durante le due guerre mondiali, ma (giocoforza) il Regno Unito lo fece in modo tutto speciale.
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“Il 26 agosto, alle ore 15, darai alla luce un figlio destinato a grandi cose”.
Inizia così, con la profezia di un sacerdote, la storia di Francesco: un bambino così tanto eccezionale da aver lasciato sgomenta persino l’inquisizione.
Stando a certi scatti divenuti virali sui social, i cieli di Kiev mostrano in questi giorni i segni di una speciale divina protezione.
Sembra di essere negli anni della Grande Guerra, quando avvistamenti di questo tipo erano all’ordine del giorno, sui campi di battaglia.
Distrutto da un bombardamento che colpì la cattedrale di Reims nel 1914, l’angelo che presidiava il portone nord della chiesa divenne rapidamente simbolo di tutti gli orrori della guerra. Questa è la sua storia, dolce come una fiaba.
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Tutto iniziò in maniera piuttosto innocente, con una “semplice” accusa di omicidio plurimo premeditato.
A dirla tutta, i figliastri di Alice Kyteler non avevano il minimo interesse nel dimostrare che la loro matrigna era una strega. Il loro bisogno era ben più urgente: dimostrare che la donna era un’assassina seriale, che andava messa nelle condizioni di non nuocere.