La triste storia Wilhelm von Jülich e di un incantesimo drammaticamente mal riuscito
Sembra un aneddoto degno di un romanzo di Terry Pratchett, e invece è Storia vera!
Read More…Storia e Folklore
Sembra un aneddoto degno di un romanzo di Terry Pratchett, e invece è Storia vera!
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Siamo a Vardø, nella contea del Finnmark, Lapponia norvegese; siamo nell’anno 1663, nel mezzo di una caccia alle streghe su larga scala. E, come sempre in questi casi, il panico serpeggia.
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Una storia così intricata da mandare in sollucchero ogni storico. A Zagurramurdi abbiamo tutto: un villaggio isolato all’ombra di un monastero imponente, una popolazione in preda alla psicosi, e (forse) persino una diagnosi medica capace di spiegare le morti per stregoneria.
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Su questa bella danza rinascimentale è stato detto tutto e il contrario di tutto (e, diciamolo pure: la sua storia sembra esser fatta apposta per creare confusione). Qui è dove provo a fare il punto della situazione su questa antica “danza della pioggia” in salsa friulana
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Con il dettaglio che gli elfi, ovviamente, non esistono. Ovviamente, i papisti invece sì.
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La cosa veramente stupefacente di questa storia è che di Isobel Gowdie conosciamo tutto e niente.
Sappiamo in che modo divenne strega, quali fossero le basi della magia che praticava, le armi che usava, i nomi delle sue compagne, le formule che recitava; ma non sappiamo nemmeno in che anno sia nata.
Di persone jellate, nella Storia, ne ho incontrate tante, ma la povera Catharina Schmid si guadagna con decisione il primo posto nella mia top five di casi umani.
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Tutto iniziò in maniera piuttosto innocente, con una “semplice” accusa di omicidio plurimo premeditato.
A dirla tutta, i figliastri di Alice Kyteler non avevano il minimo interesse nel dimostrare che la loro matrigna era una strega. Il loro bisogno era ben più urgente: dimostrare che la donna era un’assassina seriale, che andava messa nelle condizioni di non nuocere.
Variamente noto col nome di stigmata, witch’s mark o (soprattutto) devil’s mark, il marchio del diavolo era originariamente un elemento dall’aspetto anomalo che, se rinvenuto sul corpo della presunta strega, poteva fungere da ulteriore indizio della sua colpevolezza. Ma qual è la genesi di questa idea, e soprattutto perché si diffonde?
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Due giovani donne, due perplessi inquisitori e una misteriosa “Signora del Gioco”. Sullo sfondo, una Milano di fine Trecento in cui tutto sta cambiando.
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