Pillole di Storia

[Pillole di Storia] Il Governo ci chiede di fare shopping per Natale

L’idea di base era quella di vietare per legge i regali di Natale. O meglio: di incentivarli eccome, a patto che i regali rientrassero nelle tipologie di dono consigliate dal Governo.
Le tipologie di dono consigliate dal Governo erano, per la cronaca, i buoni del tesoro.

Non me ne intendo di economia, ma mi pare una cosa comprensibile: si era nel 1918, e gli Stati Uniti stavano cominciando a sentire il peso del prolungato impegno nella guerra mondiale. Si erano chiesti sacrifici a tutti i cittadini: c’erano stati i giorni-in-cui-non-si-mangia-carne, quelli-in-cui-non-si-mangia-il-pane; c’era stato un calo del benessere, c’erano stati i primi lutti fra le famiglie… e la gente aveva affrontato tutto con gran filosofia. Si trattava palesemente di una situazione di emergenza, si trattava ormai di stringere i denti per lo sprint finale; e se il Governo chiedeva di fare qualcosa – beh – la si faceva punto e basta.
Ma la richiesta di far trovare sotto l’albero, la mattina di Natale, tanti bellissimi buoni del tesoro da consegnare nelle mani dei bimbi di sei anni… beh: quella, era stata semplicemente troppo.

Troppo per i genitori, troppo per i civili in genere; troppo – insopportabilmente troppo – per tutti i negozianti. Che infatti avevano dato origine a una protesta di massa, e avevano ottenuto di far virare il regolamento verso una linea più moderata. Onde evitare lo spreco di risorse umane nella produzione di inutili cianfrusaglie, si era imposto ai cittadini di fare regali di Natale che fossero anche utili. Dunque, sì ai vestiti, ai cesti di cibarie, e così via dicendo; no alla chincaglieria inutile, con l’unica eccezione dei giocatoli da regalare ai più piccini.
Sembrava, in effetti, una buona soluzione: l’economia continuava a girare, ma si evitava che intere fabbriche (ri)cominciassero a produrre soprammobili, invece di palle da cannone.

Sennonché, c’era un secondo problema: avete presente la ressa nei centri commerciali attorno al 20 di dicembre? Con tutti i ritardatari che si affrettano a mettere nel carrello un pacchettino da regalare di lì a poco?

Una bolgia del genere ha ben due conseguenze:
1) induce i commercianti ad assumere commessi stagionali (sottraendoli alla fabbrica che produce palle da cannone);
2) provoca un vero ingorgo nel sistema dei trasporti, fra pacchi regalo che vengon spediti per posta e nuovi stock di materiale che vanno trasportati urgentemente dai magazzini alle vetrine.

Se ne discusse a lungo, eh. Non sto scherzando.
I quotidiani dell’epoca lo chiamavano “il caso Santa Claus”; e la problematica angosciò i politici per gran parte dell’estate.
E poi, improvvisamente, qualcuno ebbe l’idea.

Per evitare questi problemi, si poteva semplicemente far così: imporre alla nazione di diluire lo shopping natalizio nei mesi di settembre, ottobre, e novembre. Fate pure i vostri regali, ma acquistateli in anticipo: si evita la ressa dell’ultimo secondo, e si evita di creare disservizi ai trasporti. Lo shopping di massa non sparisce, ma si fa più fluido e controllato.

Ed è così che – mentre la guerra imperversava – sui muri delle città statunitensi apparivano (e giuro che non è una bufala) dei poster come questo.

E voi?
Cosa mi raccontate?
Li avete già comprati, i regali di Natale?

16 thoughts on “[Pillole di Storia] Il Governo ci chiede di fare shopping per Natale

  1. N.B. Lo so che a Natale 1918 la guerra mondiale era praticamente già finita (e quindi teoricamente non c’erano più ostacoli allo shopping selvaggio, finanze permettendo); ma nell’estate del ’18, quando era stato fatto questo regolamento, non lo si sapeva ancora ;-)

    Peraltro il Presidente degli Stati Uniti fu molto criticato anche perché, mentre negli USA si diffondeva la Spagnola, lui continuava a insistere perché la gente si precipitasse a fare shopping (e radunare centinaia di persone potenzialmente infette in piccoli luoghi chiusi se non ce n’è reale bisogno, beh, forse non era il massimo delle idee). Ma più della prevenzione, potè Babbo Natale ;-)

  2. Mi verrebbe da dire: “quando lo Stato si interessa troppo dei fatti privati dei cittadini!” :-)

    Non ho ancora comprato regali specificatamente per Natale, ho un cassetto con dentro un po’ di carabattole acquistate d’impulso, si potrebbero definire, parafrasando, “regali in cerca di padrone”.

    Avevo pensasto, per la parte femminile della famiglia a qualche accessorio in lana o cotone, fatto da me . . . ma ogni giorno c’è un “emergenza” nuova e per fare queste cose bisogna stare fermi in casa, con le mani e la testa concentrati solo su quello, almeno per un paio d’ore al giorno! Non più “tempo libero” ma un vero e proprio impegno.

    Alla fine ho pensato, a tanti bei buoni (tipo banca del tempo, da quel che ho letto) per prestazioni future da fruire nel prossimo anno!
    Leggerò attentamente tutti i commenti che arriveranno e prenderò spunti! :-)

    Comunque, anch’io dico bando agli sprechi e alle cose inutili, ma poi, come sempre: predico bene e razzolo male! ;-)

    Ciao, R

  3. Non solo ho già comprato ma ho anche già consegnato il regalo di Natale ai miei :-P
    (gli serviva la tv nuova decoderata e così io e mio fratello abbiamo colto l’occasione :-))

  4. Ah, fosse per me….
    Dovrebbero metterli ancor oggi ‘sti manifesti, sì!
    Dovrebbero costringerci!

    Ohibò… Perchè devo sempre ridurmi all’ultimo momento?!
    Già lo so che lo farò anche quest’anno, sì!

    Ma se ci fossero stati questi manifesti…

    1. Ma ci credi che io in genere li faccio a luglio?
      Approfitto dei saldi estivi, oppure delle vacanze al mare (dove ci sono un sacco di negozietti carini che vendono cose un po’ fuori dal comune).

      Perché ridursi all’ultimo momento?
      Suvvia!
      Esci di casa, e vai a comprare il primo dono!

      Non procrasticare: DO IT NOW!

      :-PPP

  5. Io/noi (come famiglia) siamo abbastanza a posto, con i regali di Natale.
    Non posso descriverveli tutti perché alcuni dei destinatari leggono il mio blog, ma posso darvi qualche idea (visto che Vogliadichiacchiere chiedeva consigli :-P)
    In un negozietto di Pavia piccolo e delizioso, ho scoperto che esistono dei caffè aromatizzati. Tipo, caffè alla mandorla, caffè alla nocciola, caffè alla vaniglia, e così via dicendo.
    Ne ho comprata una piccola selezione per alcuni parenti, accompagnadola da altri “accessori” carini che ho trovato in giro. Nel negozio di Pavia, ho comprato dei cucchiaini per il caffè fatti di biscotto: tu mescoli lo zucchero col cucchiaino, e poi te lo mangi. In una panetteria di Torino ho visto giusto oggi delle tazzine da caffè fatte di cioccolato (tu ci bevi il caffè e poi lo mangi), e quasi quasi le compro per regalare un servizio da caffè vero e proprio :-DD
    Trovo che regalare cibi particolari per Natale sia comunque una buona idea: il classico cesto col pandoro e la bottiglia di spumante no, lo trovi anche al supermercato; ma se riesci a trovare qualcosa di originale, perché no? Peraltro non ingombra neanche casa (dopo che l’hai mangiato).

    Poi ho regalato alcuni libri, e avrei anche intenzione di fare prossimamente un post di consigli di lettura/regalo per quanto riguarda i libri sul Natale da regalare ai bambini (ne ho trovati di bellissimi!!).

    Poi – non per far pubblicità a una marca, ma le ho trovate davvero carine – ho comprato un paio di confezioni regalo dalla Bottega Verde. La cosa bella è che con dieci euro riesci già a comprare una confezione molto graziosa, presentata bene, e che in genere contiene “qualcosa in più” rispetto al solo shampoo e bagnoschiuma. In alcune confezioni c’è uno shopper, in altre c’è una spugna, in altre puoi conservare il cestino di plastica che può essere riutilizzato… insomma, hanno tante cose graziose, di tutti i prezzi (anche da uomo) :-)

  6. Comprati o comunque già trovati.
    Ma solo per la mia bella, che ha pensato bene di nascere a Dicembre quasi a Natale e a fidanzarsi con me sempre a Dicembre ma poco dopo Natale.
    3 date in una manciata di giorni.
    Se non mi muovo per tempo rischio la pelle.
    Per tutti gli altri, Artigiano in Fiera. Non perdo nemmeno tempo a pensarci, una giornata e trovo tutto.

    Khayr-Al-Dincheavevafattounaccountsplindersolopercommentareblogche dopoqualchemesestannomigrandoinwordpressechehafattounaltroaccount solopercommentareglistessibloguffa.

    1. Sto crollando dal sonno e adesso scappo a dormire, ma già solo la tua firma meritava di ricevere un commento-encomio (e una pacca sulle spalle di solidarietà) seduta stante :-D

      Toh, anche io ho una amica il cui fidanzato ha compiuto gli anni, festeggiato Natale e iniziato la loro storia a pochi giorni di distanza. Certo che dev’essere un bello stress, provvedere a tre regali così importanti nell’arco di una settimana o giù di lì ;-)

      Artigiano in Fiera… uuuhh! Me ne parlano tutti benissimo dicendo meraviglie: non ci sono mai andata (anche perché non è proprio comodissimo), ma mi state incuriosendo :-)

  7. mmmmm…. dunque io ho cominciato a comprarli ma quest’anno sono regali poverissimi davvero. NOn posso permettermi un bel niente soffocata da bollette, diminuzioni di stipendio, rate, figliola che cresce…

    1. Beh, ma mica bisogna necessariamente spendere chissà che, per fare un regalo bello ed azzeccato!
      Io trovo che, molte volte, una confezione carina o una idea adatta (nel senso di un regalo scelto proprio per il destinatario, perché combacia coi suoi gusti) sia mille e diecimila volte più importante del prezzo :-))

  8. Mi ricordo un film dove si parlava dei problemi legati ai regali di Natale in America negli ultimi anni di guerra, era abbastanza carino perchè parlava di tutte le fabbriche che erano state convertite per scopi bellici… Bene, detto questo, dilatare i regali è una buona idea se ne devi fare tanti oppure se vuoi proprio essere originale, il che non guasta mai, sti panettoni hanno stufato proprio :P

    Io come ogni anno faccio veramente subito, cioè non li faccio (e non li ricevo), non so se sono l’unico (forse le ragazze tendono a tenerci di più?) ma dopo diversi anni di fila disastrosi, in cui ci scambiavamo tazze, candele, oggetti improbabili, libri orrendi, ecc… tutte cose da buttare (nella raccolta differenziata eh!) tra amici stretti abbiamo smesso, e tra amici non stretti è naturale non tenerci più di tanto quindi niente, mentre tra parenti non abbiamo proprio iniziato mai :P
    Facile!

  9. A me piace tanto fare i regali, però sta diventando davvero un salasso, soprattutto se ci si butta sull’abbigliamento. Spendere un occhio per qualcosa che dopo 15 giorni (a volta anche meno) lo trovi alla metà è davvero sciocco.

    Gli altri anni di solito avevo già comprato qualcosa, ma quest’anno sono in ritardo.
    Tra i miei regali preferiti assolutamente ci sono i libri, sia farli che riceverli, perchè è un regalo facile da fare, non costano un occhio e fanno sempre piacere.
    Sono abbastanza contraria a spendere tanto anche perchè secondo me si perde il vero significato del Natale, che non è scambiarsi regali stratosferici.

    Cmq è davvero buffo vedere che alla fine la storia si ripete sempre, momento di crisi = invito a spendere e a far girare la moneta ^_^

    1. Ripeto: io i regali li faccio tipicamente durante i saldi estivi (escludendo i capi di abbigliamento per ovvie ragioni) (ma un paio di volte m’è capitato di comprare ai saldi di febbraio degli accessori (tipo sciarpe e guanti) da regalare a Natale dell’anno successivo, giuro, non sto scherzando).
      Perché altrimenti è vero, rischia di diventare un salasso vero e proprio! Oppure ci si ritrova a comprare un regalo a caso giusto per fare in fretta e per non spendere troppo, quando magari uno avrebbe piacere di riuscire a scegliere il regalo giusto per la persona giusta (senza dover rendere un rene).

      I libri sono un bellissimo regalo, ma io ho paura a regalarli per una banalissima ragione: spesso, non ho modo di sapere se il destinatario ha già letto il libro!! Anobii è una benezione in questo senso (ha pure la lista desideri!), ma altrimenti evito: un libro doppio è la cosa più inutile in assoluto!

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