Cose cristiane

Lo shopping con Maria

Abiti

Carini?
Che ne dite?
Tutti vestiti normalissimi che si trovano comunemente in commercio: ho pescato le immagini a caso dai siti delle catene di abbigliamento da cui mi servo abitualmente. (No, okay. Evidentemente non sverno nei negozi di vestiti da sposa, ma proprio in questo periodo c’è una mia amica che lo sta facendo).
Tutta roba normalissima che magari avete anche visto in vetrina e che potreste tranquillamente decidere di comprare, per rinnovare il guardaroba. Vestiti che – immagino – non vi causerebbero particolari scompensi, se li vedeste addosso a qualche ragazza.

Embeh, io adesso vi faccio una domanda.
E se li vedeste addosso alla Madonna, ‘sti vestiti?

No, sul serio, seguitemi: non voglio risultar blasfema.
Se Gesù, invece di incarnarsi duemila anni fa, avesse deciso di nascere ai nostri giorni, e se quindi la Madonna fosse una giovane ragazza del 2013… voi ce la vedreste, mentre va a spasso con questi abiti?
Con le minigonne corte corte, i leggings usati come pantaloni, le bretelle della biancheria che spuntano fuori dalla canotta, e gli skinny jeans super-aderenti che lasciano poco all’immaginazione? Indosserebbe un abito scollato, senza maniche, e con tante trasparenze, per dire “sì” a San Giuseppe?
Sceglierebbe questo look, la Vergine, se vivesse ai nostri giorni?

La domanda è abbastanza spiazzante – e, no, non me la sono inventata io.
L’interrogativo (sorprendente, mordace, volutamente provocatorio) è stato sollevato nel lontano 1954 in una sfilata di moda organizzata da una scuola superiore cattolica di El Paso, in Texas.
A esser presenti fra il pubblico seduto in sala, ci sarebbe stato da sgranare gli occhi: invece di presentarsi come santerelline casa-e-chiesa, le ragazze della scuola calcavano la passerella in abiti moderni… addirittura “ultra-moderni”, come li avevano definiti gli organizzatori della sfilata.
Niente di eccessivo, eh: tutti modelli che si potevano trovare comunemente sul mercato; non stiamo parlando di travestimenti da porno-shop. Ma insomma: scollature un po’ più profonde, abiti più attillati, taglio un po’ più “ammiccante”… o qualsiasi altra cosa prevedesse la moda “ultra-moderna” del Texas degli anni ’50, quantomeno.
Roba ggggiovane, da gente cool.

E mentre le ragazze sfilavano nella scuola cattolica di El Paso, una loro compagna di casse, in veste di presentatrice, esponeva al pubblico i pregi e le peculiarità di questo o quel particolare look… invitando gli spettatori a immaginarsi quel vestito sul corpo della giovanissima Maria Vergine, “mentre va a fare shopping nel centro commerciale di Nazareth”.

Uh.
La Madonna che fa shopping.

Ma certo che sì, calcava la mano la presentatrice: la Madonna era senz’altro una giovane ragazza ben inserita nella società dell’epoca. Avrà senz’altro avuto le sue amiche, i suoi hobby, i suoi gusti in fatto di stile: sicuramente andava al mercato, faceva shopping con piacere, si faceva aiutare dalla mamma per imparare nuovi modi per fissare il velo… Solo perché sei la Madonna, non vuol mica dire che conduci una vita completamente fuori dal mondo.
Doveva anche essere una ragazza graziosa, la Vergine; magari era anche proprio carina. Può anche darsi che, come diceva la presentatrice, “molti occhi si soffermassero a contemplare la bellezza riservata, ma al tempo stesso calamitante, di quella giovane ebrea, mentre lei… uhm… aspettava il suo turno, alle casse di quel centro commerciale della Nazareth prima di Cristo”.

E io, ciò detto, vi ripeto la domanda. Ma se invece di esser nata a Nazareth qualche anno avanti Cristo, la Madonna fosse vissuta – chessò – nella New York dei nostri giorni… secondo voi, come si vestirebbe?
Quali abiti sceglierebbe, questa giovane ragazza, per valorizzare (giustamente) la sua grazia e la sua bellezza, senza però essere volgare o provocante, o senza offendere il Creatore quando si reca nella Sua casa?
Se la Madonna dovesse piombarci in casa fra capo e collo a chiederci in prestito qualcuno dei nostri vestiti, (“voglio fare un giro in incognita per vedere com’è diventato il mondo!”)… troverebbe capi di suo gradimento, nel nostro guardaroba? O troverebbe forse degli abiti che, sotto sotto, la metterebbero in imbarazzo (perché troppo scollati, troppo corti, troppo aderenti, o vattelappesca)?

Niente male, la provocazione che era stata fatta a quel gruppo di ragazze della scuola cattolica di El Paso. Se la Madonna vivesse ai nostri tempi e fosse – chessò – la nostra compagna di banco, la vicina di casa, la collega di scrivania, o la commessa al supermercato… come si vestirebbe? Cosa penserebbe dei nostri abiti? Sceglierebbe il nostro stesso look?
Per andare a un appuntamento con San Giuseppe, si vestirebbe come mi vesto io quando esco col mio ragazzo?
Per andare a Messa la domenica, userebbe volentieri quegli stessi abiti che metto anch’io… o inorridirebbe al solo pensiero?

No, sul serio: se ci pensate, è un interrogativo mica da poco.
Provate, se siete donne, a fare questo esperimento: domani mattina, prima di uscire, guardatevi allo specchio e ditevi “la Madonna se li metterebbe, i vestiti che ho addosso oggi?”.
Ad esempio, il maglioncino che avevo addosso ieri mattina forse forse sarebbe stato leggermente troppo scollato, per i gusti della Vergine.

Come sapete, quello della modest fashion, come la chiamato i cristiani negli Stati Uniti, è un tema che mi sta particolarmente a cuore. Ne avevo già parlato su questo blog – qui ed anche qui – e il tema del pudore femminile, anche nella scelta dei capi con cui vestirsi, è una cosa che, come si suol dire, “sento molto nelle mie corde”.
E l’immagine della Madonna che fa shopping con le amiche mi è sembrata troppo bella per non riproporla – soprattutto adesso, in tempo di saldi.

Proviamo a fare un gioco, se abbiamo intenzione di approfittare degli sconti per comprare un vestitino nuovo?
Nel camerino, davanti allo specchio, proviamo a chiedercelo. Così, per gioco. (Ma anche per davvero).
“Se la Madonna fosse al posto mio… se lo comprerebbe, questo abito?”.

14 thoughts on “Lo shopping con Maria

  1. Sì, è davvero divertente (e stimolante) la domanda. Però io penso anche a San Giuseppe… non me lo vedo andare oggi all’appuntamento con Maria col cavallo dei pantaloni fino a metà coscia mostrando a tutta Nazareth l’elastico e il colore delle sue mutande o ostentando tatuaggi e piercing… insomma penso che un certo buon senso nell’abbigliarsi debba valere per entrambi i sessi.
    Per quanto mi riguarda, penso che in linea di massima, modestamente ( ;-) ), la Madonna non avrebbe molto da ridire, potrebbe anche trovare di suo gradimento qualche mio outfit (come si dice oggi…). Ma non è questione di religione, per me (cioè ho una sorella molto credente che però mette minigonne e pantaloncini corti allegramente e non le danno un’aria volgare perché comunque la sua personalità è esuberante e più “castigata” sembrerebbe un po’ innaturale, per dire), ma più di mio carattere e anche di comodità. Voglio sentirmi a mio agio quando vado in giro e poi preferisco che ad attirare l’attenzione sia più il mio sorriso che non le mie gambe. Però in estate le canottierine colorate le metto (non in dipartimento, però… ecco non capisco certe ricercatrici o addirittura docenti che vanno con le spalle tutte scoperte all’università, io non ce la faccio!), qualche gonnellina pure, insomma dipende dall’occasione, dal contesto e anche dalla mio stato d’animo pazzerello che a volte mi prende e ben venga… L’importante per me è che dietro al look modesto ci sia una reale modestia, altrimenti è solo ipocrisia e preferisco le nudità sincere in mostra. Poi non so, ammetto che qualche volta un po’ di vanità c’è, magari mi metto qualcosa di un po’ più “osé” (relativamente al mio stile) e mi fa anche un po’ piacere sentirmi ammirata ma non vivo per questo…

    1. Verissimo, bisognerebbe anche cominciare a farsi delle domande sul look di San Giuseppe… perché è vero che certi abitini provocanti sono più frequenti sulle ragazze, ma cominciano a vedersi in giro certi vestiti per maschi, che… ehm…… :-S
      Giusto qualche settimana fa ho visto dei jeans da uomo che erano completamente (e volutamente) scoloriti tutt’attorno al cavallo dei pantaloni, e SOLO lì: in pratica era come mettersi una freccia fosforescente che puntava sulle parti intime… ma roba da matti: al confronto, le mutande che spuntano fuori dai pantaloni sono una cosa castigatissima! :-S
      In effetti, fino a qualche tempo fa, il problema del pudore, per i maschi, quasi non si poneva… ma mi sa che ormai dovranno cominciare a preoccuparsene anche loro.

      Vero: qui in Italia, la scelta di vestirsi in maniera più o meno “coperta” non è poi così tanto legata alla religione. In America (lo so perché mi diverto a leggere molti blog di cristiani americani) invece è proprio una questione religiosa: accostano i jeans a vita bassa alla castità prematrimoniale, alla purezza di pensiero, e così via dicendo.
      Secondo me, non hanno tutti i torti.
      Nel senso: io non mi vesto “con pudore” solo perché sono cattolica, ma penso che una brava cattolica dovrebbe comunque stare attenta ad evitare certi eccessi.
      Soprattutto quando è in chiesa, aggiungo: io in chiesa vedo un sacco di ragazze giovani (che senz’altro sono cattolicissime, visto che vanno a Messa ogni domenica) che portano degli abiti che mi lasciano quantomeno un po’ perplessa, soprattutto se portati in chiesa, appunto. Minigonne cortissime o leggings usati al posto dei pantaloni, con solo la giacca sopra; cose del genere. Non so se è un problema mio che son particolarmente fissata (può anche darsi, eh), ma una minigonna in chiesa mi sembra decisamente fuori luogo, per molteplici ragioni. Forse, da parte di sacerdoti e catechisti, un pochino di “educazione al pudore” in tal senso potrebbe anche essere fatta. (Da noi, al liceo – scuola cattolica – l’avevano fatta eccome e secondo me han fatto benissimo).
      Stesso dicasi per i vestiti da sposa, ché io vedo entrare in chiesa (!) delle spose (!) con vestiti scollatissimi e senza maniche che mi sembrano proprio fuori luogo in una chiesa. So di parroci che sono molto categorici in tal senso (e secondo me fanno benone) e dicono chiaramente che, ad esempio, senza coprispalle non entri proprio… però so anche di sacerdoti che “fanno correre”, magari per non sembrar troppo bacchettoni.
      Ecco: secondo me, se anche in Italia si dedicasse qualche minuto del catechismo a riflettere su questi temi (come pare che in America succeda già), forse forse male non farebbe :-)

  2. Per dirla con un luogo comune : l’abito non fa il monaco, ma .. spesso lo rappresenta! Mia madre diceva sempre che una vergine in un camion di militari resterà sempre una vergine, come una donna senza morale (e non parlo di puttane, perché sono forse più morali di tante altre donne “oneste”) resterà sempre tale in un convento di frati!

    L’eleganza e la modernità nel vestire non sta solo nell’abito e nei centimetri di stoffa, in quel che mostra ed in quel che cela, ma in chi lo porta e come lo porta.

    Direi che la Madonna oggi vestirebbe abiti pratici e semplici, perché si sà la semplicità è già mezza eleganza!!! Nel vestire bisogna tener conto del luogo e della destinazione d’uso, come insegna la Carla in guardaroba perfetto, queste regole devono sempre esser tenute conto: certo non andresti al Polo Nord in costume da bagno o all’Equatore in tuta da sci, come non andresti in fabbrica a lavorare in vestito da sera od a scuola in pigiama.

    L’esporre ed il proporre mette a nudo non solo la pelle, ma anche la mancanza di sicurezza. Chi è sicuro di se stesso sta bene vestito anche con il saio….

    1. Uhm, riguardo all’ultimo passaggio sono un po’ incerta… le persone insicure di se stesse e del proprio corpo sono quelle che non si scoprono, di solito…

      1. Uhm, io invece concordo abbastanza con Renata.
        Secondo me, un conto è essere insicuri del proprio corpo, nel qual caso ovviamente ti copri il più possibile, è un conto è essere insicuri di se stessi come persona.
        Non so, faccio un esempio banalissimo: ci va già un certo “coraggio” ad andare al primo appuntamento con quel ragazzo che ti piace tanto, mettendosi una bellissima camicia abbottonata fino all’ultimo bottone e dei graziosi pantaloni larghi, a vita alta. Per dire.
        Sicuramente, una camicetta scollatissima e dei pantaloni super-super-aderenti possono aiutarti, uhm, a “fare colpo” in maniera più immediata (ovviamente se il fisico ti aiuta in questo, sennò è un’arma a doppio taglio :-P) (e se stai puntando quel tipo di ragazzo che si lascia influenzare da queste cose).
        Ma per dire.
        Lo so che sembra un luogo comune, ma io conosco davvero tante ragazze che – potendoselo permettere perché hanno un bel fisico – tendono a nascondersi dietro a un bel corpicino, perché non si sentono poi così sicure della loro [simpatia / carattere / cultura / ecc.]
        Da un certo punto di vista è anche comprensibile, voglio dire: c’hai un corpo da urlo, e una personalità, invece, sulla quale non ti senti sicura al 100%… chi te lo fa fare, di non puntare su quella cosa che sicuramente riscuoterà l’approvazione di tutti?
        Entro certi limiti è pure giusto (se c’hai ‘na qualità la valorizzi, è ovvio); ma ovviamente, oltrepassare questi limiti è… molto triste, come dire.

        Conosco personalmente una ragazza che ha avuto un’infanzia difficile, ha un carattere oggettivamente insopportabile, ha uno spasmodico bisogno di amore che però non riesce a soddisfare (anche perché le sue tecniche di corteggiamento sono qualcosa di assimilabile allo stalking), e la poverina, fallito ogni altro tentativo, cerca di trovare la sua anima gemella pubbliccando su Facebook le sue foto NUDA.
        Ma proprio NUDA.
        Si fa le foto nuda (o semi-nuda) con l’autoscatto, e cerca di catturare l’attenzione della gente almeno così, visto che contando sul solo suo carattere non ci riesce. Questa è chiaramente insicurezza, (o disperazione, o tutte le due le cose con un prevalere però di insicurezza, perché volendo ci sarebbero mille altri modi di rimettersi in gioco senza levarsi il reggisseno).

  3. ti rispondo, però ho quasi cinquant’anni.. ma da sempre il mio look è tale per cui penso che si, anche Maria si vestirebbe così… come una signora dignitosa e seria… (per quanto la domanda risulti strana …)

  4. Chissà perché mi è tornata in mente una scena del film: “Viaggio a Kandahar”. La protagonista fa ritorno in Afghanistan di nascosto, fingendosi per la prima parte del film la moglie di un uomo che viaggia verso Kandahar. A un certo punto, quando stanno facendo una pausa, si avvicina all’uomo in questione con il viso scoperto dicendogli che devono sbrigarsi, e l’uomo in questione si lamenta dicendo che deve mettersi il velo perché altrimenti la gente dirà: “Guarda la moglie di quello, ha tutto di fuori”.
    Tanto per dire che la quantità di pelle che una può mostrare senza essere ritenuta una svergognata varia di paese in paese…
    Considerato che adesso molti degli abiti da te proposti non gridano allo scandalo, penso che non ci sarebbe nulla di strano se una moderna Madonna si vestisse così.

    1. Tanto per dire che la quantità di pelle che una può mostrare senza essere ritenuta una svergognata varia di paese in paese…
      Sì, questo è verissimo :-)
      Io sono estremamente rispettosa di queste differenze culturali, e – poniamo – se fossi a Kandahar, mi metterei il velo senza neanche pensarci due volte, non per me (ovviamente), ma per non urtare la sensibilità delle persone che mi circondano. Allo stesso modo in cui se vado a pranzo con le amiche mi vesto in un certo modo, se vado a Messa magari ci penso due volte prima di mettermi quella gonna che mi arriva a metà ginocchio e ne scelgo una un po’ più lunga, e quando vado in un convento di religiosi faccio un’attenzione maniacale a scegliere vestiti che non possano far intravvedere “troppo” neanche per sbaglio (tipo se ti chini a raccogliere qualcosa ecc.)
      Figurati: tempo fa ho avuto a che fare per lavoro con delle suore lefebvriane, e mi è stato detto che costoro si sentono più a loro agio se le donne hanno una gonna; e allora tutte le volte che andavo da queste suore mi mettevo rigorosamente una gonna longuette, anche se ovviamente non mi son mai fatta scrupoli a mettere i pantaloni in altro contesto :-P
      Quindi è vero, è tutto relativo. Questo non mi disturba, e cerco sempre di adattarmi in maniera da non risultare “offensiva” o provocante, a seconda di dove vado.

      Però.
      Il mio punto è questo.
      E’ vero che è tutto relativo, e che, al giorno d’oggi nella nostra società, nessuno dei vestiti che ho postato sopra grida allo scandalo – però, io non uscirei di casa vestita così neanche se mi pagassero.
      Non so come esprimermi. E’ vero che, “se lo fanno tutti”, la tal cosa diventa all’ordine del giorno e quindi senz’altro da meno nell’occhio. Ad andare in giro in pantaloncini corti negli anni ’30 non avresti fatto una gran figura, adesso puoi farlo tranquillamente e nessuno penserà di te che sei una poco di buono.
      E okay.
      Ma il mio punto è proprio questo. Di tutto quell’abbigliamento che oggigiorno è considerato normale, secondo me ce n’è una buona percentuale che, comunque, provocante lo è in ogni caso. Magari noi non ce ne rendiamo conto, ma lo è.
      Sarà anche vero che ormai ci abbiamo fatto l’abitudine, ma una maglietta scollata resta comunque una maglietta scollata, e una camicia trasparente che lascia intravvedere la biancheria intima resta comunque una camicia trasparente che lascia intravvedere la biancheria intima. Certi abitini da sera sono poco più lunghi di una sottoveste, e indossare questi abiti vuol comunque dire essere abbastanza svestiti.
      Ora: io lo so che certe scelte stilistiche sono diventate normalissime, al giorno d’oggi; ma il fatto che siano normali vuol per forza dire che siano anche giuste e onorevoli e dignitose? Non so.
      (Il mio padre spirituale dice pure che i poveri ragazzi d’oggi fanno anche una comprensibile fatica a mantenersi puri, quando ogni due passi si vedono sbattere in faccia un paio di seni (col push-up); questo non lo so – magari alla lunga ci fanno anche l’abitudine, come dire – ma ad esempio anche questa è un’argomentazione non da poco).
      Per quanto mi riguarda, io mi limito a chiedermi: lo so che è normale e che non si scandalizzerebbe più nessuno; ma davvero io voglio che il tizio che passa per strada possa conoscere il colore della mia biancheria intima? O possa buttar l’occhio sul mio seno se è un maiale che ne ha voglia? O che gli invitati al mio matrimonio passino il tempo a commentare il mio bel sedere, visto che ho comprato un vestito di alta sartoria cucito apposta per enfatizzarmi il lato B?
      No, non voglio, e quindi faccio di tutto per evitare che questo accada. Lo so che è normale andare in giro con certi abiti, e che ormai questi abiti non scandalizzano più (quasi) nessuno… però, io non me li metterei comunque.
      Adesso è anche normale andare a un aperitivo elegantino con una graziosa camicia trasparente che lascia intravvedere il reggisseno che hai sotto; ma io la conformazione della mia biancheria intima la faccio vedere solo a mio marito quando ne avrò uno (e a mia mamma santa donna che mi fa il bucato quando sono in casa ;-P), e grazie tante. Trovo allucinante anche solo pensare che il tizio alla fermata del tram possa venire a sapere che sto indossando un reggisseno a fascia fatto così e cosa. Eppure vestirsi così è considerato normale, eh; io stessa conosco delle ragazze che escono di casa in questa maniera senza farsi il minimo problema, e di certo non pensano di apparire delle poco di buono (e in effetti probabilmente non lo sembrano, agli occhi dei più). Io però non lo farei mai, e mi sentirei davvero violata e “nuda” se mai dovessi farlo.
      Non so se sono riuscita a spiegarmi bene, uhm.

      1. ma si che ti sei spiegata… ma io credimi nemmeno da ragazza ho mai fatto sapere a quellic he incontro per strada che intimo indosso … credo che volenso, anch eoggi, si possa vestire alal moda e in maniera dignitosa. Davvero

      2. Sì, ci si riesce (io in genere mi vesto “bene”, nel senso che non è che mi infagotti in vestiti da madama di ottant’anni, ma appunto ho degli standard abbastanza “alti”)… però sai che a volte faccio fatica? Soprattutto se cerchi abiti decisamente giovanili in catene low-cost.
        Io ricordo ancora l’estate di due o tre anni fa: mi ero messa in testa che volevo un paio di vestitini estivi di quelli che piaccioni a me – leggeri, giovanili, svolazzanti, a fiorellini, quelle cose da piena estate che ti puoi mettere quando hai vent’anni, insomma. Requisiti minimi: non doveva essere troppo scollato, non doveva essere senza maniche, e la gonna doveva arrivarmi come minimo al ginocchio.
        Oh: ne avessi trovato uno (a prezzo ragionevole)! O_o
        Alla fine poi ce l’ho fatta, ma non so quanti negozi ho dovuto girare per trovare un vestitino come quello che volevo io. O erano cortissimi, o erano senza maniche (e a me non va), o compensavano la lunghezza della gonna con una scollatura troppo profonda per i miei standard.
        Quella volta ho fatto veramente tanta fatica – e non è nemmeno che stessi cercando delle cose trascendentali. E’ possibilissimo, anche oggi, vestirsi alla moda e in maniera dignitosa… però, oggettivamente, non sempre è facile come schioccar le dita (per le giovanissime che comprano low cost).
        Ad esempio so che in America, dove il tema della “modest fashion” è molto più sentito nelle varie Chiese (molto molto molto più che in Italia) (soprattutto in certe Chiese protestanti), le catene di abbigliamento si sono adeguate alla domanda e ci sono intere ditte che producono solo ed esclusivamente abiti alla moda ma “modesti”.
        Tipo questi. E mannaggia, avessimo una cosa del genere anche in Italia questo renderebbe molto molto più facile la ricerca.

        Fermo restando che ci si riesce benissimo anche in Italia, eh – al limite devi girarti qualche negozio in più, ma non è un male ;-))

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