Cose cristiane · Lifestyle cristiano

Cinque letture per fidanzati cattolici

La scusa per questo post è che tra un po’ è San Valentino, e, se siete a corto di idee per l’immancabile regalo, fate ancora in tempo a passare in libreria e farvi arrivare qualcuno di questi libri. All’atto pratico, penso che questi consigli di lettura in realtà gioveranno ai preti, più che ai fidanzatini– nel senso che questi titoli potrebbero essere di grande aiuto non solo a chi si sta preparando al matrimonio per i fatti suoi, ma anche a chi deve organizzare un corso prematrimoniale.
Comunque sia, in un caso o nell’altro… letture che, secondo me, potrebbe valer la pena di mettere nella propria wishlist!

Breve catechesi sul matrimonio
Antonio Maria Sicari, Jaca Book, € 12,00

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Il libro esce per la prima volta nel 1990, la versione che ho io ne è l’undicesima ristampa: basta solo questo a dare l’idea di quanto il volumetto sia diventato un classico, che peraltro credo sia immancabile nella biblioteca di ogni buon curato.
So che è la base di tanti corsi prematrimoniali, e, in effetti in quelle cento pagine c’è tutto, esposto con chiarezza e con convinta fermezza (…il che non è poco, di questi tempi).
Gli faccio un unico appunto, che però mi sembra di una certa importanza: il libro esce appunto nel 1990 e da allora va incontro a un mucchio di ristampe, ma NON a una riedizione aggiornata. In certi passaggi, è obiettivamente un po’ datato: liquida divorzi e convivenze come fenomeni di costume tutto sommato abbastanza marginali (LOL), e, laddove parla di paternità responsabile, mostra una inammissibile ignoranza su dispositivi come Persona e LadyComp, che nel ’90 non esistevano ma adesso sì, e sarebbe decisamente il caso che una catechesi sul matrimonio li menzionasse.

Questo è un difetto non da poco, che però si fa completamente perdonare a fronte delle ultime venti pagine del libro, che sono un CAPOLAVORO: una conversazione tra l’autore e don Giussani, che è capace di raggiungere vette elevatissime. Elevatissime, più che altro perché non siamo di fronte a un prete che si mette a fare l’omelia agli sposi (il che in molti casi è garanzia di scontate ovvietà) ma al contrario siamo di fronte a due preti che parlano di matrimonio per i fatti loro. Producendo perle come ad esempio questa, veramente da incastonare:

Deve avvenire che un [religioso] vergine provi una santa invidia davanti a certe coppie di sposi. Come gli sposi devono prima o poi avere nostalgia della verginità cristiana.

Vale 12 euro già solo questa riflessione.

La spiritualità familiare. Frammenti di riflessione
Giovanni Moioli, Edizioni In Dialogo, € 11

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È stato (assieme a quello di Sicari e ad un paio di altre letture) uno dei testi che erano stati suggeriti a me e al mio fidanzato quando abbiamo iniziato la preparazione al matrimonio.
Il libro di Moioli lo consiglio, ma con le pinze, nel senso che io l’ho trovato estremamente arricchente… nella misura in cui buttava qui e là qualche provocazione su cui riflettere.
Sia chiaro: Moioli è stato un sacerdote (e teologo) milanese con idee assolutamente ortodosse. Sapendo questo, lo si legge con rinnovato piacere, perché il suo libro non è una serie di affermazioni da introiettare facendo supinamente “sì sì” con la testa. Al contrario, contiene una serie di domande lasciate aperte e di osservazioni che provocano necessariamente una riflessione.

Una di quelle che più mi hanno colpito: posti ovviamente gli insegnamenti-base contenuti nel catechismo, fino a che punto può la Chiesa insegnare a Tizio e Caia come vivere il loro specifico matrimonio? Noi non imporremmo mai a un certosino di adottare lo stesso stile di vita di un frate francescano (si tratta di due carismi profondamente diversi!). Ma allora, perché molto spesso scendiamo nel dettaglio insistendo che Tizio e Caia improntino la loro vita matrimoniale sull’esempio di quella di Sempronia e Mevio, che sono una coppia così ben rodata e poi hanno scritto quella testimonianza così toccante?
Tutti i matrimoni sono diversi, e non è detto che il modello che funziona per Sempronia vada automaticamente bene anche per me – e questo, senza che una delle due sia necessariamente “meno santa” rispetto all’altra. Se esistono tanti carismi per la vita consacrata, perché tendiamo a pretendere che la vita matrimoniale si esprima bene o male nello stesso modo per ogni coppia?

Stimolanti anche le sue punzecchiature sul tema dell’apertura alla vita (niente da eccepire sulla teoria, ma nella pratica c’è un criterio per decidere dove fissare l’assicella tra “genitori prolifici” e “conigli” di papale memoria?). Meraviglioso (o quantomeno molto combaciante con la mia visione del mondo) il modo in cui ridimensiona un po’ tutta quella retorica da corso prematrimoniale per cui ah, il matrimonio, strada per la salvezza, adesso sono custode della tua anima e così via dicendo: sì sì, ma

non riten[iamoci] noi salvatori del mondo. Non siamo i salvatori del mondo, e neppure del coniuge, e neppure dei figli. Il Salvatore del mondo, del coniuge, dei figli, è Gesù Cristo: e nessuno amerà tanto il coniuge e tanto i figli quanto li ama Gesù Cristo.

Rispetto a Breve catechesi sul matrimonio questo è un testo teologicamente più impegnativo (non aspettatevi una lettura leggera), ma sicuramente lo consiglio quantomeno a sacerdoti ed educatori.

Due in una carne. Chiesa e sessualità nella Storia
di Margherita Pelaja e Lucetta Scaraffia, Edizioni Laterza, €18

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Oh cielo: capisco che bisogna essere minimo minimo in una coppia molto rodata, per proporre come regalo di San Valentino un saggio su Chiesa e sessualità nella Storia… ma:
–    se siete appassionati di Storia;
–    se siete a vario titolo interessati al tema;
–    se siete dei religiosi, e sentite il bisogno di saperne di più;
–    se volete essere in grado di rispondere a quelli che “buuuh, la Chiesa brutta e sessuofoba!”;
–    se volete ridere da pagina 1 a pagina 322, imparando un sacco di cose nuove allo stesso tempo;
allora, questo titolo non può mancare nella vostra libreria.

Il libro è lungo ma scorrevole, attuale per molti versi senza però essere un instant book, scientificamente ineccepibile ma divulgativo al tempo stesso, adatto a un contesto accademico ma capace di farti cappottare dalle risate… ma non sono questi i suoi meriti più grandi.
Il merito più grande è quello di essere scritto a quattro mani da due storiche patentate, una delle quali (Lucetta Scaraffia) cattolicissima e praticante, e l’altra (Margherita Pelaja) femminista sessantottina di posizioni ideologiche alquanto diverse dalle nostre, diciamo così.

Da questo strano matrimonio intellettuale nasce un libro che mi pare particolarmente prezioso proprio perché offre incontestabili garanzie di essere oggettivo e super partes, evitando il rischio di argomentazioni “a tesi” sia in un senso che nell’altro.
E vi do questa anticipazione: questo libro super partes scritto al 50% da una femminista sessantottina… vi piacerà un sacco, per il modo in cui delinea il rapporto tra Chiesa e sessualità.

Una sola carne in un solo Spirito: teologia del matrimonio
di José Granados, Edizioni Cantagalli, € 23


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Il libro di Scaraffia e Pelaja è ottimo nel tracciare l’evoluzione del pensiero cattolico sulla sessualità da un punto di vista storico, sociologico, culturale.
Il libro di Josè Granados, dato alle stampe con la collaborazione del Pontificio Istituto Giovanni Paolo II per Studi sul Matrimonio e la Famiglia (mica pizza e fichi…) è fantastico invece nel tracciare l’evoluzione del pensiero cattolico sul matrimonio da un punto di vista teologico.

Per amor di onestà: è un libro che parla per l’appunto di teologia. Per quanto non sia in alcun modo un “mattone”, lo consiglio a chi è già abituato di suo a fare letture di un certo spessore: se dev’essere questo il vostro primo impatto con il genere, potreste forse trovarlo troppo pesante. (Forse, eh. O forse no. Ma nel dubbio sfogliatelo in libreria invece di ordinarlo a scatola chiusa, ecco).

In ogni caso, il libro è fenomenale e, scorrendo l’indice, vi renderete conto che c’è davvero tutto: riflessioni teologiche sul matrimonio in sé; storia del pensiero cattolico sul matrimonio nel corso dei secoli (es. quando e perché il matrimonio diventa a tutti gli effetti un sacramento?); storia della liturgia matrimoniale, del suo significato, e della sua evoluzione…
Completo. Bellissimo. Davero. Da non perdere!

Il velo dipinto
film di John Curran, disponibile in DVD

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Il velo dipinto nasce come romanzo a firma di William Somerset Maugham; in Italia lo pubblica Adelphi. In realtà io faccio uno strappo alla regola che il titolo di questo post mi imporrebbe, e, de Il velo dipinto, vi consiglio più che altro la versione cinematografica, con Naomi Watts e Edward Norton diretti da John Curran.
È uno dei rarissimi casi in cui il regista, peraltro prendendosi alcune libertà rispetto al romanzo originale, riesce a migliorare l’opera e financo a darle più spessore. E, credetemi, questo film non scherza, quanto a spessore.

Non vi spoilero niente se non i primi cinque minuti di montaggio: lei, una vanesia ragazzotta della Londra bene di inizio ‘900, sposa sostanzialmente il primo che capita, con l’unica valida motivazione che sua sorella minore ha annunciato il suo fidanzamento, e lei non vuole essere da meno. Il matrimonio non ingrana, e lei finisce a letto col migliore amico di suo marito. Lui lo scopre e non la prende bene, per usare un eufemismo.
Lui è un medico infettivologo, e in una sperduta provincia della Cina imperversa un’epidemia di colera, che sta facendo una strage. In una specie di raffinato suicidio-omicidio, lui decide di partire per la Cina come volontario, trascinando con sé la moglie fedifraga. Il piano è prestare soccorso al governo cinese andando presumibilmente incontro alla morte, ma prendendosi almeno il contentino di portarsi nella tomba anche la maledetta, facendole finire i suoi giorni in un inferno di miseria, escrementi e gemiti di moribondi.
Niente da dire: bel quadretto matrimoniale, eh?

Eppure… prendi una coppia altamente disfunzionale, mettila in una situazione così drammatica da rendere immediatamente chiaro cos’è che vale davvero nella vita; aggiungici per buon conto un convento di suore (le uniche occidentali rimaste nel villaggio colpito dall’epidemia, nonché organizzatrici di una specie di ospedale da campo raccogliticcio in cui si prova a curare i malati alla bell’e meglio)… e abbiamo tutti gli ingredienti per un film che offre davvero una riflessione profonda su cos’è il matrimonio.

Sul serio: guardatelo, il film, se volete qualcosa di romantico-ma-non-stucchevole da vedere col vostro amore.
Ma guardatelo pure se siete dei sacerdoti, se volete il mio consiglio: ché se io fossi un prete, ‘sto film lo farei vedere al primo incontro del corso prematrimoniale – e, secondo me, non sarebbe tempo sprecato.

7 thoughts on “Cinque letture per fidanzati cattolici

    1. Uh, cosa ha combinato? Me lo son perso, credo…

      Comunque sì, pigliatelo, sono convinta che non te ne pentirai ;) Fammi sapere!, ma davvero è uno dei saggi più belli che abbia mai letto, lo consiglio tantissimissimissimo!

      1. Oh guarda: sì, me l’ero decisamente perso!

        Comunque proprio della Scaraffia mi è arrivato oggi un libro, a lungo desiderato, sulla santità femminile… niente da fare, sono una sua fan sfegatata, non sto nella pelle col mio librone nuovo bellissimo :P

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