Anch’io mi sono fatta contagiare dal Journaling, l’ultima moda per la donna (cattolica) 2019

Se non sapete di che cosa sto parlando, con ogni probabilità non siete donne attorno ai trent’anni, e/o non frequentate abitualmente donne in quella fascia d’età.
Sì, perché tra le signorine e le neo-signore, impazza ultimamente la moda del Journaling, che poi sarebbe un termine ad effetto per descrivere il vecchio e caro concetto del “tenere un diario”.

Con buona pace di quegli uccellacci del malaugurio che, a inizio secolo, piangevano prematuramente la morte della scrittura, pare proprio che scrivere non sia mai andato così tanto di moda come in questi giorni. Grazie ai social, tutti noi ci siamo abituati a scrivere e fotografare e consegnare ai posteri una radiocronaca in diretta della nostra giornata. (Se interessa approfondire la riflessione su questi temi, qui ne parlavo più diffusamente, di ritorno da una interessante conferenza).
Dagli oggi e dai domani, a quanto pare è tornata di moda, recentemente, anche la cara vecchia pratica del tenere un diario di carta. Oggidì ne troviamo in commercio di tutti i tipi, ed esistono addirittura dei diari che, invece di essere una tabula rasa di fogli bianchi, arrivano a noi con una struttura preordinata che dovrebbe accompagnarci nella scrittura e favorire la riflessione.

Ecco: direi che il journaling che va tanto di moda tra le donne cristiane d’oggidì è grossomodo questo. Schizzi, appunti, preghiere e riflessioni, scritte su degli appositi supporti creati proprio a quel preciso scopo.
Da appassionata di scrittura (e di cartoleria!) quale sono, non potevo lasciarmi scappare l’occasione di provarne qualcuno. Casomai potesse interessare, ecco dunque la mia opinione su alcuni dei Journal più popolari, unita a qualche consiglio su prodotti che, a mio parere, in Italia non hanno ancora la fama che meritano.

Salmi per il Bible Journaling. Leggi, prega, crea
(edizioni Elledicì)

salmi bible journaling.indd

Questo è probabile che lo conosciate in molte, se non altro perché lo si trova anche sugli scaffali delle Paoline. E mi dispiace di distruggere il mito di tanti, ma io andrò controcorrente: non m’è piaciuto proprio per nulla.
Di base, si tratta di una raccolta di salmi, stampati in un libro con margini molto larghi. In questi margini, tu dovresti scarabocchiare, colorare, appuntare col lettering (o, insomma, mettere su carta, in modo artistico ed esteticamente gradevole) ciò che ti suggerisce via via la lettura meditata dei suddetti salmi. In alcune pagine, sono già presenti alcune tracce di disegno-tipo, che basta colorare, quando sei a corto di ispirazione.
La Elledicì accosta questo tipo di lavoro a quello degli amanuensi che miniavano i manoscritti, e io non faccio fatica a immaginare che l’esercizio possa essere effettivamente proficuo per gli individui con una vena artistica molto spiccata, che riescono ad esprimere le loro emozioni attraverso i colori, l’arte e il disegno.
Il problema è che io non sono una di queste persone, e, se disegno, mi concentro sul disegno. Col cavolo, che riesco a pregare mentre coloro.
Se siete di quelli che si rilassano con gli album dei mandala, può darsi che questo libretto faccia per voi; in caso contrario, evitate di perderci soldi.

(…se poi devo essere sincera al cento per cento, devo anche aggiungere che, per me, il Bible Journaling è stato un grosso “meh” anche per ragioni meno soggettive. È una pratica bellissima, se piace, ma ritengo che vada comunque assunta a dosi omeopatiche… e possibilmente a stomaco pieno (cioè: evitando di farne il nostro unico, o principale, modo di approcciarci Bibbia). Sul blog dell’ottima Phylicia Masonheimer trovate alcune interessanti osservazioni su quella che lei definisce la “mentalità da Bible Journaling”. Phylicia è una protestante non-denominazionale, quindi non lo dice in questi termini, ma io ho l’impressione che il Bible Journaling possa (non sempre: potenzialmente) favorire un approccio alla Bibbia un po’ troppo protestante. (E un po’ troppo autoreferenziale, soprattutto).

Grazie. Il mio quaderno della gratitudine
(edizioni L’Airone)

grazie quaderno della gratitudine

Di questo, vi recensisco la versione che io a casa – ma i Gratitude Journal (letteralmente: Diari della gratitudine) sono fortunatamente molto diffusi. Ed è una fortuna per davvero – ché sono deliziosamente bellini e confortanti, se usati con passione.

Di per sé, si tratta di quadernetti che, attraverso un percorso guidato (es. costringendovi a compilare delle liste, a rispondere a delle domande, a riflettere su certi temi) vi aiutano a focalizzare tutte quelle cose per cui dovreste essere grati, nella vostra vita. Il mio , ad esempio alterna citazioni motivazionali a liste da compilare (es. ‘scrivi le ricette il cui sapore ti riporta alla mente ricordi dolci di cui esser grata’) a veri e propri esercizi da svolgere lungo la giornata (es. ‘oggi poniti l’obiettivo di complimentarti con il tuo prossimo tutte le volte che ne hai occasione’). La prospettiva, in questa specifica edizione, è assolutamente laica, sebbene di tanto in tanto facciano capolino tra le pagine termini come “preghiera” e “rendere grazie a Dio” (soprattutto quando il libro cita pensieri di terzi). Purtuttavia, anche un approccio laico può essere utile per il credente al fine di mettere a fuoco tutto ciò che nella vita gli è stato dato (non certo dal karma, ma da Qualcuno di ben preciso).

Insomma, un librettino carino che io sfoglio con piacere quando sono in vena di una coccola emotiva. Non dico che sconvolgerà il vostro approccio alla fede o che sia la migliore in assoluto tra le preghiere di lode che possiate fare… ma è bellino e colorato e vezzosamente femminile. È un regalino grazioso che potete fare o potete farvi.

Prayer Journal
(edizioni Log Corner)

prayer journal log corner

Mettere per iscritto le proprie riflessioni in un “quaderno di spiritualità” è la pratica più vecchia del mondo, e potreste anche farmi notare che si può fare benissimo anche su un normale quaderno A4, senza stare a inseguire quelli chiccosi con la copertina ad hoc.
Verissimo: però, il Prayer Journal ha avuto, su di me personalmente, un effetto molto positivo, perché è strutturato in modo tale da costringerti a riflettere secondo uno schema pre-impostato (e molto valido, secondo me).

Il punto di partenza è una lettura spirituale (a tua scelta; io, di solito, scelgo il Vangelo del giorno, o un passo che mi ha colpito nella liturgia delle ore. Più raramente, una citazione da un qualche libro che sto leggendo). Da lì, il Journal ti accompagna aiutandoti a sviluppare la tua riflessione in tre momenti diversi e ben distinti: “attraverso queste parole, il Signore mi insegna che..”, “dunque Gli sono grata per…”, “di conseguenza, la mia preghiera è…”.

Mi direte che non ci va una scienza a inventarsi uno schema di preghiera simile a questo. È vero: ma l’essere costretta a incasellare i miei pensieri entro questa struttura a me è stato di grande aiuto. Quando, in passato, scrivevo diari spirituali ‘a mano libera’, finivo spesso con l’assecondare l’emozione del momento producendo lunghe recriminazioni sui mali del mondo o della vita, oppure riflessioni che, alla fin fine, erano sì valide.. ma un po’ ripiegate su se stesse. Non sempre riuscivo a meditare e a rendere grazie e a chiedere allo stesso tempo. Amo, invece, il modo in cui il Prayer Journal scandisce la mia preghiera, dandole il giusto equilibrio tra tutti gli elementi che dovrebbero esserci. Prendersi il tempo per pregare per iscritto, poi, facilita tantissimo l’introspezione (almeno su di me). La grafica così deliziosamente graziosa, non dico che aiuta… ma male non fa.

The Happiness Planner
(edizioni Brandmentalist LLC)

happiness planner

L’Happiness Planner l’ho scoperto per caso grazie a un banner pubblicitario di Facebook – e, dopo un attimo di perplessità, è stato amore a prima vista. Come nel caso del Gratitude Journal, questa non è, in sé e per sé, una pubblicazione di natura spirituale – ma certamente può diventarlo, se chi lo compila ha un occhio di riguardo per il trascendente.

Sul sito Happiness Planner ne trovate versioni differenti (tra cui una traduzione in Italiano): potete scegliere tra formati giornalieri o settimanali, optare per la classica agenda annuale 12 mesi gennaio-dicembre o preferire invece una versione non datata, che iniziate voi nel periodo che più vi aggrada senza esser legati al calendario. Io vi illustro cosa contiene la mia agenda: innanzi tutto, un planner settimanale in cui tu sei invitata ad appuntare… solo ed esclusivamente le cose belle. E già quello, devo dire, è un esercizio carino, perché nella frenesia delle nostre giornate super-impegnate non è così scontato fermarsi a riflettere su quali sono state, nel concreto, le nostre piccole gioie del giorno.
Ma non finisce qui: perché, alla fine di ogni settimana, l’Happiness Planner ti impone di fare il punto della situazione compilando una serie di liste: quali sono stati i momenti più belli di questa settimana? Quali sono stati i momenti più brutti e le sfide più pesanti da affrontare? Su una scala da 1 a 5, quanto ti senti felice/tranquilla/in salute, alla fine di questi sette giorni? C’è qualcosa che hai imparato di te e che prima non sapevi?

Non sembra, oh, ma: , io ho imparato delle cose nuove, grazie a questa agendina. In un periodo in cui mi sembrava di impazzire perché l’impressione globale alzandomi al mattino era “in questi giorni non me ne sta andando bene una”, il mio Happiness Planner mi ha aiutata a visualizzare – nero su bianco – che in realtà la fonte di stress, gira e rigira, era solo una, e che invece esistevano numerose aree della mia vita in cui potersi rifugiare per ritrovare quiete e serenità. Minimo minimo, è stato un esercizio che mi ha aiutata a rimettere in prospettiva le mie magagne del momento; in certi casi, non dubito che possa diventare uno sprone per tagliare certi ponti e prendere certi provvedimenti, laddove è possibile, nei confronti di quelle cose che sono causa di negatività.

Sì: tutto sommato è stato un gran bel regalo quello che mi sono fatta – e se avete amiche amanti dei diari e delle agende, ritengo che sia un gran bel regalo anche da fare a terzi. Non a caso l’ho incluso nella lista di queste agende ‘a tema spirituale’: perché come diceva Frassati, la tristezza è una malattia quasi sempre prodotta dall’ateismo… e prendere coscienza della gioia che ti circonda è, a suo modo, un ottimo esercizio, per un cristiano.

18 risposte a "Anch’io mi sono fatta contagiare dal Journaling, l’ultima moda per la donna (cattolica) 2019"

    1. Lucia

      Sono tutti quanti molto molto molto femminili nella grafica, eh XD
      Tutto fiocchetti, fiorellini, fiorelloni, coccinelle…

      Comunque scherzi a parte se clicchi sulla copertina delle varie agende vieni indirizzato sui siti da cui li ho presi io. Il Prayer Journal si trova su Amazon, e forse (FORSE…) spulciando bene puoi trovare anche qualcosa di un po’ meno femminile, quella casa editrice ha millemila pubblicazioni di questo tipo. (Tra cui alcune che non c’entrano un fico secco con la spiritualità ma sono comunque degni di nota, es. il quadernetto dove appuntarsi le password, il calendario dei compleanni e delle ricorrenze da tenere a mente… hanno tante cose carine!)

    1. Lucia

      😀

      Se sopravvivi ai fiorelloni sulle copertine e ai titoli interni scritti con la grafia di una maestrina dell’Ottocento, il contenuto è valido :PPP

    1. Lucia

      🙂

      Sono belline davvero. Per i miei gusti, la migliore è l’Happiness Planner, è quello che consiglierei su tutti gli altri dovendo sceglierne uno. Purtroppo è anche il più costoso :-\

      Comunque diciamo che la scelta è bella ampia… 😉

  1. Fiordicactus

    Ho comprato, poco prima di Natale, uno strano quaderno/diario multiuso.
    Provo a infilarci qualche idea di quelle che hai messo nel post. Tipo leliste, il ringraziare, la felicità e qualche meditazione . . . non solo una cronaca di fatti . . .
    Grazie! Fior

    1. Lucia

      Davvero, prova!
      Anche solo la pratica di elencare ogni giorno le cose felici che ti sono successe o le cose per cui essere grata. Sembra una scemenza, ma sono cose a cui di solito uno magari non pensa, tutto preso dal tran tran della vita, tendiamo a darle per scontate. E invece… 🙂

    1. Lucia

      E pensa che invece spopolano, su Facebook XD

      Di per sé la pratica del Bible Journaling è nata coi Protestanti, poi da qualche anno pian piano si è fatta largo anche tra i Cattolici, prima in America e poi anche qui. Le altre, boh… credo che seguano un po’ la moda del mindfulness e compagnia bella. Fatto sta che ce ne sono a iosa – e sono amatissime della cattoliche, fidati :PPP

  2. Emilia

    Una cosa simile era stata tentata dalle mie parti con l’Agenda Orma, inventata da alcuni giovani e implementata dai commenti al Vangelo curati dai seminaristi del PIME e del Seminario di Milano, con tanto di QR Code per leggere il resto che sull’agenda non era pubblicato.
    Ogni settimana aveva da una parte la pagina per gli appuntamenti, nell’altra dei riquadri su “Come sta il cuore”, ma anche per segnare qualche evento bello, un impegno per la settimana e qualche riga per annotare delle preghiere.
    L’idea, dopo il 2017, non ha più avuto seguito (del resto, anch’io mi ero ripromessa di parlarne sul mio blog, ma poi me ne sono scordata).

    1. Lucia

      Oh, ma che peccato!
      Anche perché io ho l’impressione che negli ultimi due-tre anni la moda di tenere agendine varie abbia fatto il boom (non solo in ambito cattolico eh: penso ad esempio al successo dirompente dei quadernetti di Mr. Wonderful e compagnia bella). Magari, chissà, avessero resistito un po’ di più…

  3. Umberta Mesina

    Non avevo idea che esistessero agende del genere. La pratica del Gratitude Journal sì, avevo notato la sua esistenza quando ho scoperto il Bullet Journaling, ma le pubblicazioni specifiche no. E’ interessante quello che dici dei percorsi da seguire, grazie!

    1. Lucia

      In Americano vanno davvero moltissimo, come si suol dire 🙂
      Ce ne sono di tanti tipi diversi, anche di tipi che io non ho provato e che, anche volendo, comunque è difficile reperire.
      Però devo dire che sono davvero idee valide, almeno alcune!
      Il mio preferito, a distanza di mesi da quando ho iniziato a sperimentarli, continua ad essere il mio Happiness Planner. Soprattutto in quello, a mio modo di vedere, si vede che c’è proprio uno studio dietro per strutturare l’agenda in modo intelligente e tale da favorire l’introspezione. 10+!

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