Pillole di Storia

[Pillole di Storia] La moda in tempo di guerra

Prima che alle donne venisse la fissazione che, salvo freddo intenso, bisogna andare in giro a gambe nude (esponendo in questo modo al pubblico ludibrio cosciotte cellulitiche e venuzze bene in vista), la santa abitudine di indossare i collant velati era una vera e propria regola di stile, per le signore di buona famiglia.
Non solo i collant tengono la gamba al caldo, (e scusatemi se è poco): hanno una funzione modellante, mimetizzano la ricrescita dei peli; danno un bel colorito sano alla gamba pallida… che, salvo abbronzatura intensa, è una di quelle parti del corpo che tendono a rimanere antiesteticamente bianche.
Non capisco la fissazione delle donne di oggigiorno, che sembrano aver indetto una specie di campagna contro i collant effetto nudo: “mai e poi mai”.
I collant effetto nudo, dal mio punto di vista, sono un’irrinunciabile e santa invenzione – e sentirei molto la loro mancanza, se un improvviso evento bellico mi impedisse di procurarmeli.

La guerra. I razionamenti.
Certo: durante la Seconda Guerra Mondiale, la gente tendeva perlopiù ad angosciarsi per la difficoltà a trovare il pane, la verdura, la benzina, e così via dicendo…
…ma ognuno ch’ha i suoi problemi: e le signore più eleganti erano giustamente disperate, di fronte all’impossibilità di comprarsi un paio di collant nuovi di zecca. Il nylon era severamente razionato: veniva usato in un’infinità di modi a scopi di bellici… e quel poco che restava non poteva certo esser sprecato a confezionar calze alle signore.

E quindi?
Come conciliare i duri diktat della moda, che ordinava “collant sempre e comunque”, con la materiale incapacità di procurarsene un paio nuovo?

Beh… con l’inventiva.

Sempre per la serie “Storia per immagini” (sottotitolo: so’ oberata dal lavoro, e non riesco a far di meglio), ecco a voi due foto autentiche scattate negli Stati Uniti durante gli anni della guerra.

A sinistra: una commessa di Max Factor (così dicono) mostra alle sue clienti come usare l’eyeliner per emulare la cucitura sul nylon dei collant. A destra: una donna americana usa un apposito fondotinta per scurire la sua gamba, e dare quindi l’impressione di star indossando collant velati.

8 thoughts on “[Pillole di Storia] La moda in tempo di guerra

  1. Non lo sapevo….. *stupita*
    L’inventiva femminile non conosce limiti e anch’io soffrirei a dover far a meno di qualche oggetto.
    Ho l’età da “tinta forzati dei capelli” e con i prodotti di oggi e la qualità sarebbe difficile tornare indietro se vogliamo parlare di qualità.
    Ma il sano piacere di farsi belle rimane, forse perfino aumenterebbe per tingere di colore giornate altrimenti grigie.
    Non oso pensare alle due signore sotto la pioggia…

    1. Non oso pensare alle due signore sotto la pioggia…

      LOL, non ci avevo proprio pensato… :-DDD

      A parte quello… sì: penso anch’io che io ci terrei ancora di più a farmi bella, in periodi drammatici tipo appunto una guerra in corso. Penso che sarebbe anche un modo per non darla vinta alle disgrazie… come dire: possono succedere anche le peggiori cose, ma io non mi lascio abbattere e vado comunque avanti con la mia vita.
      Sono scemenze, eh; ma son quelle scemenze che ti danno forza…

    1. A me stupisce tantissimo, (in positivo!), la capacità di queste donne di arrangiarsi anche nelle piccole cose. Ché, okay, se mi dici che ci si arrangiava a preparare il pane con ingredienti di basso livello, o cose del genere, non stento a crederci. Ma non avrei mai e poi mai pensato di vedere signore che si arrangiavano a truccarsi le gambe in piena guerra… eppure, l’inventiva non ha proprio limiti… :-)

  2. Mi ha colpito il particolare di Max Factor, così sono andata su google e ho scoperto che questa casa cosmetica è nata nel 1909! Non so perché mi faccia così strano pensarlo.
    Per il resto, io ormai in inverno porto solo pantaloni e quindi il collant è un indumento che praticamente non uso… le poche volte che indosso una gonna o un vestito metto il collant in microfibra coprente (non i leggins! Mi picco di non avere neanche un paio di leggins nel mio armadio!). Tuttavia fino a qualche anno fa, ai tempi del liceo per es., indossavo il collant carne e sicuramente lo preferivo rispetto al suo “fratello” velato scuro. Concordo con te sulla finezza e comodità del collant carne, però dai, passi la riga di eyeliner, ma tutta quella spennellata di fondotinta sulle gambe penso che non me lo sarei mai dato!!!

  3. Quando hai detto “salvo freddo intenso” ho pensato “salvo trovarsi a 8000 m nell’Himalaya”…
    Scoprirsi ora è di moda, meno mistero :P

    Daniele

    1. Ma se scoprirsi è di moda, io posso ancora ancora capire l’accorciare la lunghezza delle gonne (ché poi, già lì… non è che tutte possano permettersi una minigonna. Ma ammettiamo pure).
      Ma che è tutto ‘sto astio verso le calze trasparenti?? Non ti fanno sembrare meno scoperta; ti fanno solo sembrare più carina (modellando la gamba, nascondendo le imperfezioni, ecc)…!

      Mode stupide… bah… >.>

      1. Io amo le calze trasparenti ma purtroppo non le sopporto, mi viene un’allergia. Quelle rare marche che le fanno con materiali naturali, provocano l’allergia al mio portafoglio. Fai un po’ te… :(

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