calendariodellavvento2010 · Vite di Santi e Beati

[30] Il biancospino di San Giuseppe

Wichern raccontava storie ai suoi bambini, abbiamo detto, per prepararli al Natale in maniera coinvolgente.
Immagino che dovrei far lo stesso, in questa “ghirlanda dell’Avvento” bloggheresca e virtuale.
E allora vi racconto una storia. Una storia religiosa. Una storia natalizia. Una storia che parla di… Giuseppe; e che quindi è il mio premio per il Cappellaio Matto, vincitore del mio quiz per Ognissanti.
È una storia bella, lo sapete? Ed è una nuova puntata di

Ma che sant’uomo!

ovverosia

Tutto quello che non volevate sapere sui Santi,
e che men che meno avreste osato chiedere


Ormai era già sera, quando venne Giuseppe di Arimatea. Era un uomo ricco, il quale era diventato pure lui discepolo di Gesù. Egli andò da Pilato e gli chiese il corpo di Gesù. E Pilato ordinò di lasciarglielo prendere.
Allora Giuseppe prese il corpo, lo avvolse in un lenzuolo pulito, e lo mise nella sua tomba; quella che si era fatto preparare per sé, scavata nella roccia. Poi fece rotolare una grossa pietra davanti alla porta della tomba, e se ne andò.

Suvvia, ammettetelo: dopo più di cinque anni, riesco ancora a sorprendervi. Non ve lo aspettavate proprio, un flash di Gesù crocifisso nel bel mezzo di un Calendario dell’Avvento.
Eppure… eppure, Giuseppe d’Arimatea, il ricco uomo che mise a disposizione di Gesù Cristo il suo sepolcro, ha molto a che vedere con il Natale. Per cui, seguitemi fiduciosamente e non preoccupatevi per la mia salute mentale: sembrerà strano ma non sono impazzita (per stavolta).

Di Giuseppe d’Arimatea, obiettivamente, si sa assai poco. Le uniche informazioni certe sono quelle che ci derivano dai quattro Vangeli: Giuseppe era un uomo ricco, membro del Sinedrio, che ammirava Cristo e ne seguiva gli insegnamenti (in segreto, però: per paura di ritorsioni). Con il permesso di Ponzio Pilato, provvide alla sepoltura di Gesù: accompagnato da un certo Nicodemo depose il corpo dalla croce e lo ricompose con tutti gli onori, e alla fine lo collocò nel suo sepolcro.
Punto.
Tutto il resto, è leggenda; epperò, è leggenda estremamente affascinante – che va benissimo, come racconto di Natale!

Il povero Giuseppe, secondo la tradizione, si attirò involontariamente l’ira degli Ebrei, per quella sepoltura regale che aveva riservato a Cristo. Improvvisamente scomparve, e tutti lo diedero per morto: i suoi figli piansero per lui; e poi smisero di portare il lutto; e poi si sposarono ed ebbero degli altri figli, e anche gli altri figli crebbero e misero su famiglia. Nel frattempo, a Gerusalemme, l’aristocrazia era corrotta e il malgoverno dei procuratori aveva raggiunto livelli intollerabili: nel 66 dopo Cristo scoppiò la rivolta, brutalmente sedata da una serie di campagne volte a (ri-)sottomettere i giudei al potere imperiale. Nella primavera dell’anno 70, Tito Flavio Vespasiano stava assediando Gerusalemme per sconfiggere definitivamente i rivoltosi: quand’ecco che, creatosi un varco nelle mura della città, fu annichilito dalla sorpresa nel trovarsi davanti niente popò di meno che un povero vecchietto, che era rimasto imprigionato per degli anni nell’intercapedine di un muro.
Il vegliardo era proprio San Giuseppe d’Arimatea, murato vivo dagli Ebrei una quarantina d’anni prima, e finalmente tornato alla libertà grazie al caso fortuito.

Comprensibilmente desideroso di ampliare i suoi orizzonti (vorrei vedere voi, dopo quarant’anni passati dentro a un muro!), Giuseppe d’Arimatea si riposò per qualche giorno, e poi decise di andarsene un po’ a spasso per il mondo. Sbarcato in Inghilterra su consiglio dell’Arcangelo Gabriele, andò a Glanstombury e ci costruì una chiesa: un bel giorno, passeggiando nel giardino dell’abbazia, piantò a terra il suo bastone… che miracolosamente prese vita e fiorì, trasformandosi in un biancospino splendido. Ed effettivamente, il cosiddetto “biancospino di Glastombury”, che cresce per l’appunto nei dintorni di Glastombury, ha una caratteristica speciale, che lo rende diverso da tutti gli altri biancospini del pianeta. I normali biancospini fioriscono nella tarda primavera; la varietà Monogyna Praecox, popolarmente detta “biancospino di Glastombury”, fiorisce nella tarda primavera, e poi rifiorisce una seconda volta, nei giorni di Natale.
Miracolo? Volontà divina? Visti i presupposti, era facile immaginarlo: e comunque, avere fiori freschi nel giorno di Natale era qualcosa di troppo straordinario, per lasciarlo passare inosservato!
E così, pian pian, il biancospino entra a buon diritto nel novero delle decorazioni che non possono mancare in una ghirlanda natalizia. Per tutto il Medio Evo, un rametto di biancospino in fiore – raccolto proprio lì, dal “miracoloso” albero che sorgeva nei pressi di Glastombury – veniva consegnato solennemente al re d’Inghilterra, la mattina del 25 di dicembre. Fu solo nel 1649, per volontà politiche, che la “miracolosa” pianta fu abbattuta brutalmente: decapitato Carlo I, e proclamata la repubblica, Oliver Cromwell fece tagliare in segno di spregio quel povero biancospino, simbolo degli omaggi che ogni anno venivano tributati al re, e ai suoi parenti.

L’Inghilterra repubblicana, come ben sapete, ebbe vita alquanto breve. Di lì a qualche tempo, ristabilita la monarchia, l’opera di restaurazione toccò addirittura il biancospino poverello – che ovviamente non riuscì a risorgere miracolosamente dalle sue ceneri, ma che semplicemente fu onorato con una sorta di lapide tombale. Se andate a Glastombury, e passeggiate fra i resti della sua abbazia, ancora oggi potrete vedere un cippo che indicava il luogo in cui sorgeva il biancospino. Il biancospino di San Giuseppe.
Poco più in là, ancora al giorno d’oggi, sorge un altro, timido, alberello. Lo fece piantare il re, una volta ritornato in patria: e grazie a quel piccolo alberello, la tradizione natalizia, ancora oggi, si ripete.
Di qui a qualche settimana, la mattina di Natale, la regina Elisabetta entrerà nella sua sala da pranzo e siederà alla tavola reale, riccamente decorata.
E proprio lì, davanti al suo piatto, troverà un piccolo ramoscello di biancospino… appena arrivato da Glastombury, come da antichissima tradizione.

15 thoughts on “[30] Il biancospino di San Giuseppe

  1. Non c'è proprio nulla da fare, no. I Giuseppe sono sempre i meglio!

    La credenza intorno al biancospino di Glastonbury era talmente forte, che gli Inglesi lo utilizzarono infatti come banco di prova per verificare la fondatezza del nuovo calendario gregoriano (In Inghilterra introdotto relativamente tardi, a metà del '700).
    Un cronista narra che un bel gruppetto di gente si recò in cima alla collina di Glastonbury la Notte di Natale del 1752 e non vedendo fiorire il biancospino non esitarono un minuto di più a considerare illegittimo lo slittamento di ben dodici giorni indietro che il nuovo calendario aveva avallato.
    Doh, son cose, eh!

  2. Quarant'anni dentro un muro a Gerusalemme, e poi per sgranchirsi le gambe una passeggiatina in Inghilterra…
    Se non lo fermavi così dove sarebbe arrivato?

    Diego

  3. Quarant'anni dentro un muro a Gerusalemme, e poi per sgranchirsi le gambe una passeggiatina in Inghilterra…
    Se non lo fermavi così dove sarebbe arrivato?

    Diego

  4. Grazie Lucyette, non sapevo nulla di questa tradizione che si perpetua in Inghilterra. Amo osservare il biancospino, pianta semplice e delicatissima.(Basta sfiorarlache il fiore semina petali) e ad ogni primavera mi incanto a guardare le siepi di questa delicata pianta.  Alla prosssima  lo guarderò con un occhio diverso ricordandomi del tuo racconto su Giuseppe di Arimatea.
    Buon proseguimento di Avvento, carissima!

  5. Grazie Lucyette, non sapevo nulla di questa tradizione che si perpetua in Inghilterra. Amo osservare il biancospino, pianta semplice e delicatissima.(Basta sfiorarlache il fiore semina petali) e ad ogni primavera mi incanto a guardare le siepi di questa delicata pianta.  Alla prosssima  lo guarderò con un occhio diverso ricordandomi del tuo racconto su Giuseppe di Arimatea.
    Buon proseguimento di Avvento, carissima!

  6. Cappellaio, ma questa è meravigliosa: non lo sapevo assolutamente!
    Grazie per questa chicca splendida!!

    Diego, effettivamente… :-P

    diggiu, in effetti il biancospino è un fiore molto bello, nella sua semplicità: concordo!

    Fiordicactus, ehm… beh, grazie! :-)

  7. Cappellaio, ma questa è meravigliosa: non lo sapevo assolutamente!
    Grazie per questa chicca splendida!!

    Diego, effettivamente… :-P

    diggiu, in effetti il biancospino è un fiore molto bello, nella sua semplicità: concordo!

    Fiordicactus, ehm… beh, grazie! :-)

  8. Ahm, ma sicura che non ne avevamo già parlato?
    Vicino casa c'era una volta un piccolo terreno ove ogni anno il giorno del mio compleanno, o poco prima, nasceva un fiore stupendo, arancione e lungo, se non ricordo male, come un grosso mughetto forse, ma non ricordo bene questo. Mai saputo che pianta è! I miei lo andavamo a cogliere sempre, per abbellire casa. Purtroppo ci hanno costruito una casa sopra quel terreno, da allora addio fiori :S

    Sono come Gesùùù XD ghhh

     

     

    Daniele

  9. Ahm, ma sicura che non ne avevamo già parlato?
    Vicino casa c'era una volta un piccolo terreno ove ogni anno il giorno del mio compleanno, o poco prima, nasceva un fiore stupendo, arancione e lungo, se non ricordo male, come un grosso mughetto forse, ma non ricordo bene questo. Mai saputo che pianta è! I miei lo andavamo a cogliere sempre, per abbellire casa. Purtroppo ci hanno costruito una casa sopra quel terreno, da allora addio fiori :S

    Sono come Gesùùù XD ghhh

     

     

    Daniele

  10. Apperò! Mica da tutti, in effetti… :-D

    Uhm, non credo proprio di averne già parlato, sai? Avevo letto questa notizia su un numero di "Medio Evo" (bellissima rivista, per medievisti e appassionati di Medio Evo in generale, peraltro!) che mi era arrivato a casa l'anno scorso dopo Natale, quando avevo già finito il precedente calendario dell'Avvento. Mi ero mangiata le mani perché era una storia molto interessante, mi sarebbe piaciuto molto inserirla… e infatti ho buttato giù questo post qualcosa tipo undici mesi fa: era da secoli che aspettava di esser pubblicato! ;-)

    Quindi, non credo di averne già parlato: fino all'anno scorso, non conoscevo proprio questa leggenda!

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