Babbo Natale & co. · Pillole di Storia

Ma che faccia ha, Babbo Natale?

Che la Coca Cola abbia avuto un ruolo importante nella definizione dell’iconografia di Babbo Natale, questo lo sanno (letteralmente) anche i bambini.
Ma vi siete mai chiesti “come ci si immaginava Babbo Natale, prima che cominciasse a darsi alle bibite?”.

Io sì, me lo sono chiesta molte volte – perché, va bene il passaggio da San Nicola a Santa Claus… va bene la figura del Santo vescovo che viene completamente de-sacralizzata… va bene il vecchietto bonario che porta doni e tutto quanto… ma da dove spuntano fuori il completo rosso e il cappello bordato di bianco? In fin dei conti, né Clement Moore né nessun altro dei suoi contemporanei si era mai preso la briga di descrivere Babbo Natale in questi termini.

E in effetti, nei suoi primi anni di attività, Santa Claus sembra un vecchietto un po’ insicuro che si lancia in tante sperimentazioni di stile, alla disperata ricerca del look più adatto alla sua persona.

Nel 1844, una illustrazione di Sherman & Smith ce lo mostra come un ometto magrolino, dall’aria socievole ma non particolarmente gioviale, che fuma la sua bella pipa mentre riempie le calze dei bambini appese al camino. Ha un grazioso pellicciotto e un berretto invernale, sul quale una croce cristiana ricorda le origini vescovili del personaggio.

Babbo Natale 1844 Sherman Smith

Pochi anni prima, nel 1837, il vecchio Nick aveva tentato di sfondare con un look più ggggiovane, con un mantello rosso orlato di bianco e un ghigno un po’ inquietante che gli conferivano un’aria vagamente criminale, altro che “caro nonnino dalla lunga barba bianca”.

Babbo Natale Robert Weir 1837

Sì, insomma: se io incrociassi per strada due tizi con questo aspetto, tutto penserei fuorché di essere di fronte a un figurante travestitoa da Babbo Natale.
Se Babbo Natale assume – uhm – quell’aspetto da Babbo Natale che adesso siamo automaticamente abituati ad associare alla sua figura, il merito va tutto a un certo Thomas Nast. Probabilmente non lo conoscete di nome; ma, nel corso di questi ultimi mesi, avete sicuramente avuto negli occhi due delle sue creazioni più famose: l’elefantino simbolo dei repubblicani americani, e il piccolo mulo che rappresenta i democratici.

Vignettista di grande successo, Nast lavorava soprattutto sui temi caldi della politica. E infatti, l’illustrazione che lo farà improvvisamente diventare il Vignettista Natalizio Più Popolare Di Tutta America, non aveva proprio un cavolo di niente di natalizio, a ben vedere.
Siamo in piena guerra civile, in quel dicembre 1862 in cui le cose sembravano volgere al peggio per l’esercito dell’Unione. Poco prima di Natale, Nast pubblica sull’Harper’s Weekly un dittico dal forte impatto: alla Vigilia di Natale, due bambini dormono sereni e ignari, nel caldo del lettuccio. Inginocchiata alla finestra, la mamma prega per la salvezza del marito a fronte; e, come cupo presagio di morte, si intravvedono sullo sfondo le tombe dei caduti.

Nast Christmas 3

Non una classica immagine da biglietto di auguri, diciamo – ma la vignetta, prevedibilmente, diventa un successone. L’Harper’s Weekly è inondato di lettere e di complimenti, Nast ascende improvvisamente all’Olimpo dei Vignettisti – e, da quell’anno in poi, la pagina natalizia sarà sempre sua.
Pochi giorni più tardi, visto il successo travolgente della sua prima vignetta a tema, il disegnatore cerca di cavalcare l’onda del successo proponendo una seconda immagine natalizia – e patriottica, ça va sans dire. Sulla copertina dell’Haper’s Weekly del 3 gennaio, un improbabile Santa Claus vestito a stelle e strisce appare sul campo di battaglia con un sacchetto di regali, destinati ai soldati combattenti al fronte.

Nast 3 Babbo Natale

Comprensibilmente è un nuovo successo (non c’è che dire: Nast sapeva toccare le corde giuste); e, da quell’anno in poi, il vignettista deciderà di rivisitare sistematicamente la figura di Babbo Natale. Contribuendo a definirne, di fatto, le sembianze.

Nast Babbo Natale 6

Messa da parte la sua patriottica presenza al fronte, il Babbo Natale di Nast diventa un vecchio rubizzo e sorridente con seri problemi di obesità, che trasmette fin dal primo sguardo un senso di opulenza, di giovialità, e di pace.

Nast 2 Babbo Natale

Ha molto poco di vescovile, e in effetti Thomas Nast (che era di origini bavaresi) per la creazione del suo “Santa Claus” non si era ispirato tanto a San Nicola, quanto più a un personaggio tipico del folklore europeo che, tradizionalmente, accompagnava il Santo Vescovo nel suo giro di doni, con lo scopo di ammonire i bimbi che non si erano comportati bene.

 Thomas Nast 5

Circondato dai bambini, avvolto da una fitta barba bianca, il Babbo Natale di Nast è un uomo dai multiformi hobby, sempre impegnatissimo in svariate attività: suona il piano, visita il soldati, consegna doni ai poveri, consola gli emarginati.
Proprio negli anni in cui i racconti di natale di Charles Dickens si scagliavano contro le brutture del capitalismo, il Babbo Natale di Nast sembra essere perfettamente a suo agio nel suo ruolo di manager rampante e imprenditore a tutto tondo. Lo vediamo nel suo studio a smaltire la corrispondenza, oppure al telefono per ascoltare le richieste dei suoi piccoli clienti

nast122084a

 …insomma: il Babbo Natale di Nast sembra il classico uomo ricco, benestante, imprenditore, self-made man, che in quel periodo era anche diventato simbolo di quella parte politica che Nast aveva sempre appoggiato.

Nast 5 Babbo Natale

L’ultima vignetta natalizia di Nast, con cui il vignettista pone fine alla sua collaborazione con l’Harper’s Weekly, è del 1886. In una vera e propria summa di tutte quelle tradizioni che, nel corso di cinquant’anni, si erano accumulate attorno alla figura di Babbo Natale, Nast ci presenta un Santa Claus impegnatissimo. Tutto preso dal suo albero di Natale, intento a lavorare (a mano!) i giocattoli per i bambini, Babbo Natale assume anche un ruolo… poliziesco, oserei dire. Nel tondino in alto a destra, lo vediamo intento a controllare quel famoso libro dei “bimbi buoni e dei bimbi cattivi”. In maniera ancor più inquietante, lo vediamo alla nostra sinistra mentre scruta l’orizzonte con una specie di cannocchiale magico, che gli permette di individuare i bimbi buoni nelle vicinanze.

Nast 4 Babbo Natale

Fu un successone, come sempre e ancor più del solito. L’Harper’s Weekly decise di ristampare questa immagine riproducendola a colori; e quindi interpellò Nast, per chiedergli di che colore voleva che fossero dipinti i vestiti di Babbo Natale.
Nast ci pensò su per un po’, ed era spiazzato: il suo Babbo Natale era sempre bicolore: bianco e nero.
Ma poi pensò ai paramenti vescovili di San Nicola, e al colore del fuoco delle serate di dicembre…
…e allora replicò: “di rosso. Voglio che il mio Santa Claus indossi un vestito rosso; rosso vivo”.

Evidentemente, Babbo Natale si fidava dei consigli di stile di Thomas Nast: scelse di adottare quel look… e non l’ha mai più abbandonato.

8 thoughts on “Ma che faccia ha, Babbo Natale?

  1. Hai iniziato dalla faccia e hai finito con il look di questo dispensatore di doni . . . molto bello questo post, l’ ho letto in un fiato! :-)
    Avevo sentito dire che un predecessore di Babbo Natale, nel nord Europa, fosse una specie di “uomo silvano”, perciò vestito di verde (o adirittura di rami e foglie) ma non ricordo più dove . . . sta anche nelle tue ricerche??? :-)

    Ciao, Fior

  2. Ma pensa… e io che credevo il rosso lo avesse introdotto un vignettista che lavorava per la Coca Cola…
    Comunque, tranne forse nella prima illustrazione, per il resto sembra una raccolta di brutti ceffi, collo sguardo maligno…

  3. E poi c’è il babbo natale di william joyce, quello della serie di libri “I guardiani dell’infanzia” e del film “Le 5 leggende”… un pirata cosacco russo armato di sciabole… :D

  4. Uno dei primissimi post sul mio blog fu proprio contro il “panzone rosso”.
    Che continua a starmi abbondantemente sulle scatole, anche se due bei film recenti me lo hanno fatto un poco riapprezzare: “Arthur Christmas” e “Le cinque leggende”. In effetti un Babbo Natale tatutato che brandisce due spade potrebbe essere un nuovo filone…

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