Di Gesù Bambino che porta i doni (e di Lucyette che lo boicotta)

C’era una volta Martin Lutero.
C’erano una volta la Riforma Protestante, la campagna contro i Santi cattolici, e un problema da risolvere: e mo’ chi glieli porta, i regali di Natale, ai bambini dei Protestanti?

Sì, insomma: il problema era quello, e non è che ci si potesse girare attorno più di tanto. Fin dai secoli dei secoli, era sempre stata tradizione che i bambini della Germania ricevessero doni da parte di San Nicola, il 6 dicembre.
Piccolo problema: San Nicola è un santo.
Era un vescovo cattolico.
E va bene tutto, va bene la tolleranza… ma si poteva realisticamente immaginare una Riforma Protestante in cui tutti i bambinetti aspettano ansiosamente l’arrivo di un Vescovo, membro di Santa Romana Chiesa?
Martin Lutero, riflettendo sull’annosa questione, era seriamente in difficoltà.

Sotto sotto, diciamocelo, San Nicola non gli era mai piaciuto.
Non gli piaceva il fatto che il giorno più gioioso per i bambini andasse identificato con la festa di un Santo, il 6 dicembre. Se c’era un giorno in cui i bambini avrebbero davvero dovuto esser felici, quel giorno era Natale. Se c’era un personaggio di cui bisognava attendere l’arrivo con ansia, trepidazione, e gioia… beh: quel personaggio era senz’altro Cristo, che si incarna e viene fra noi.
Se anche non ci fosse stato il problema circa la cattolicità del Santo Vescovo, Martin Lutero ce l’avrebbe avuto sulle scatole in ogni caso.
Voleva qualcosa di meglio; voleva qualcosa di diverso.
Voleva che i suoi figli gioissero per la venuta di Gesù Bambino, e cominciassero ad associare il suo arrivo sulla terra con emozioni di gioia e  gratitudine.
E allora – et voilà – Martin Lutero fece due più due. Bandito San Nicola dalle famiglie protestanti, introdusse un’altra usanza. Quella dei regali di Natale portati, appunto, nella notte di Natale… dal personaggio di Christkind.
Ovverosia, Gesù Bambino.

Ancora oggi, di tanto in tanto, si trovano alcune famiglie che non vogliono cedere a Babbo Natale, e si ostinano a raccontare ai bimbi che è proprio Gesù Bambino a portare i regali sotto l’albero. (La mia famiglia era una di queste).
Eppure, questa tradizione, lungi dall’essere una “antica usanza contadina” praticata da tempo immemore nelle campagne, è nata in realtà alla metà del ‘500 in Germania, per iniziativa dei Riformatori.
Per diversi secoli, avresti potuto capire il credo religioso di una famiglia tedesca semplicemente osservando il giorno in cui i bambini spacchettavano i regali: i cattolici restavano fedeli a San Nicola, mentre i protestanti facevano festa grande per l’arrivo di Gesù Bambino.
Solo all’inizio dell’800, la situazione si è buffamente ribaltata. Mentre il personaggio di Santa Claus prendeva piede negli Stati Uniti (protestanti), le famiglie (protestanti) di tutto il mondo cominciavano improvvisamente a nutrire simpatie per il vecchietto vestito di rosso che portava doni sulla slitta. Per contro, le popolazioni di fede cattolica tendevano a vedere Babbo Natale come il fumo negli occhi (è un personaggio pagano! È la corruzione di Santo! È una roba da riformati!), e si stringevano sempre più attorno alle vecchie tradizioni. San Nicola e Santa Lucia restavano ben saldi come portatori di regali; e, siccome il personaggio di Gesù-Bambino-che-porta-i-doni era ormai caduto in disgrazia nelle zone protestanti…
beh: ecco i cattolici appropriarsene.
In fin dei conti sembrava una mossa ad effetto, una lotta contro la secolarizzazione e il paganesimo: noi sì che festeggiamo il Natale! Noi sì che insegniamo ai nostri figli ad attendere Gesù Bambino!
Vuoi mettere, Gesù Bambino, con quel panzone vestito di rosso?

ChristkindArriva così in Italia la tradizione di Gesù-Bambino-che-porta-regali-ai-bimbi-buoni; “Gesù Bambino” che, nel nostro caso, andava proprio inteso come Gesù Bambino in carne ed ossa, il piccolo fanciullino biondo nato da Maria, cantato dai Profeti, descritto dai Vangeli… e così via dicendo.
In area protestante, invece, (quando Gesù Bambino era ancora in voga in area protestante), il personaggio del Bambin Gesù aveva subito nel corso dei secoli una graduale evoluzione. Pur continuando a chiamarsi “Christkind”, cioè appunto “Gesù Bambino”, il personaggio che portava doni a Natale era gradualmente diventato un angelo del Signore. Un angelo come quello che aveva dato l’annuncio ai pastori nella notte di Natale, e che di anno in anno ripeteva questo lavoro penetrando nelle case dei bambini buoni, e lasciando loro una ricompensa e un messaggio di gioia. “Il Signore è nato!”.

Solo ed esclusivamente in questa variante luterana, con “Gesù Bambino” che in realtà si è trasformato in un angioletto, io mi sentirei di approvare quest’usanza.
Perché… davvero. Sarei curiosa di sentir la vostra opinione, se voi avete creduto in Gesù-Bambino-che-porta-i-doni o se, ancor meglio, avete fatto in modo che ci credano i vostri figli.
Io ero una bambina alla quale i genitori avevano raccontato la storiella di Gesù Bambino, avendo come motivazione il fatto che “da noi si è sempre fatto così”. Per ragioni che avevano poco a che vedere con l’identità del mio portatore di doni, ho creduto a Gesù Bambino solamente per pochissimo tempo: non avevo ancora finito l’asilo, e già sapevo che in realtà i regali sotto l’albero me li lasciavano i miei genitori.
Se avessi creduto a Babbo Natale, avrei potuto riassumere il concetto dicendo che “non avevo ancora finito l’asilo, e già sapevo che Babbo Natale non esiste”.
Ma, porca la miseria: venissi scoperta a scrivere che “Gesù Bambino non esiste”, penso che verrei scomunicata e avrei tutte le ragioni d’esserlo… perché, insomma: Gesù Bambino esiste.
Esiste davvero, ha fatto un sacco di belle cose; noi, giustamente, ce l’abbiamo coi vangeli apocrifi che ci raccontano episodi buffi sulla vita del Cristo, ma che in realtà non son successi affatto…
…e poi siamo noi i primi a raccontare ai nostri bimbi una storia colossale sul fatto che Gesù Bambino ci porta i doni?
Gesù Bambino ci porta moltissimi doni, son d’accordo: ma proprio per questa ragione, eviterei di mescolarli con la casa di Barbie o la Playstation.

Personalmente, ricordo ancora lo stupore che ho provato quando sono riuscita a convincere mia mamma ad ammettere che, , i regali di Natale me li faceva lei.
“Toh guarda, Gesù Bambino non esiste. Ma che delusione”.
“No, ‘spetta”, si è affrettata mia madre. “Gesù esiste per davvero; solo che non ti porta i regali di Natale”.
“…ah”, ho commentato io. E poi ho cercato disperatamente di capire. “Quindi esiste il Gesù di quando andiamo a Messa, ma non quello di Natale”.
“Esatto, gioia!”.
“…ma quindi esiste il Gesù da grande, quello dei miracoli, e non esiste il Gesù Bambino del presepio con gli angioletti? È giusto?”.
Ehm. No. Esiste anche il Gesù Bambino del presepio, solo che non è lui a portarti i regali di Natale. Ma per il resto, è tutto vero”.
A quella rivelazione, ricordo chiaramente di aver fissato mia mamma e di essermi chiesta fra me e me: ma perché ‘sta deficiente è andata a inventarsi storie su Gesù Cristo in croce, quando poteva far come le mamme di tutti i miei amici e raccontarmi direttamente di Babbo Natale?
“Ma mamma, non capisco… allora anche Babbo Natale, esiste in parte?”.
“No, Babbo Natale non esiste proprio”.
“Ma Gesù Bambino sì”.
“Sì, solo che non porta i regali”.
“Ma tutto il resto lo fa per davvero?”.
“Certo!”.
“Sicura?”.
“Massì, Lucia!”.
“Tipo quella cosa che entra nell’ostia. Pure quella è poco verosimile, eh. La fa per davvero, oppure è come per i regali di Natale?”.
“Ma certo che la fa per davvero! Solamene…”.
“Ma il parroco lo sa, che Gesù Bambino non porta i regali, ma tutto il resto lo fa per davvero?”.
A quel punto, mia mamma ha cominciato a sudar freddo e ha rimpianto di non aver dato retta alla suora dell’asilo, quando cercava di convincere le mamme che raccontare la storiella di Gesù-Bambino-che-porta-i-doni potrebbe anche rivelarsi un coltello a doppio taglio.

Perché… sì, insomma: dal mio punto di vista, ne val la pena?
Non dico che la traumatica scoperta che “Gesù Bambino non esiste” debba condurre all’ateismo torme di infanti sconsolati; ma avendo noi a disposizione il personaggio di Babbo Natale, così bello e utile e pronto all’uso e “a rischio zero”… davvero val la pena di raccontare ai nostri storielle false sul personaggio di Gesù Bambino?
Un conto è inventare storie sulla figura di un Santo, o citare genericamente un angioletto buono: neanche San Giorgio ha realmente ammazzato un drago, ma nessuno – spero – ha mai avuto dubbi di fede solo per questo.
Ma infilare Gesù Bambino nel vortice del consumismo? Trasformarlo in un personaggio a metà fra Dio e il supermarket, a cui chiediamo la salvezza dell’anima e il Cicciobello Bua, la serenità per il nonno ch’è volato in cielo e il cestone di Lego per far le costruzioni?
Ne val la pena?

Sarei davvero curiosa di sapere le vostre opinioni – perché in genere, in molti cattolici, sento una sorta di avversione nei confronti di Babbo Natale, e una naturale simpatia verso il personaggio di Gesù Bambino… e mi domando: sono solo io a pensarla in questa maniera?
Sarei davvero curiosa di conoscere la vostra opinione: voi che mi dite?
E, se genitori, cos’avete raccontato ai vostri figli?

29 pensieri riguardo “Di Gesù Bambino che porta i doni (e di Lucyette che lo boicotta)

  1. Sottoscrivo in pieno. Credo che i bambini, fin da piccoli, debbano sentire raccontar di Gesù, ma non come di colui che regala giocattoli ai più buoni. Certo, crescendo poi i bambini possono abbandonare questa visione,a favore di una più evangelica, ma comunque è riduttiva e ambigua. A che pro farla nostra? :)

    1. Sì, infatti. E’ la stessa cosa che mi domando io: a che pro?
      Capirei se fosse una tradizione consolidata, se tutti quanti i bambini credessero in Gesù Bambino: allora, lì uno fa di necessità virtù e “si arrangia” arrabattandosi fra fantasia natalizia e realtà evangelica. Senz’altro si può fare, ci mancherebbe. Ma nel mondo di oggi, dove il 99% dei bambini crede a Babbo Natale, e decidere di restar fedeli alla storia di Gesù Bambino vuol dire comunque essere delle mosche bianche… boh… secondo me non ne val la pena. Abbiamo il personaggo di Babbo Natale che è tanto bello e “innocuo” e pronto per l’uso: io direi di sfruttarlo…

      Mia mamma ad esempio era del mio parere e voleva raccontarmi di Babbo Natale; mio papà invece insisteva per raccontarmi di Gesù Bambino, “perché qui da noi si è sempre fatto così”, e… alla fine l’ha avuta vinta :-)
      Che dire?, pure io sono molto legata alle tradizioni locali – ma questa non mi convince, e credo proprio che l’abolirei, se avessi figli.

  2. Con me ci hanno provato, a dirmi che era Gesù Bambino. Ricordo bene che questo sfruttamento minorile (un bambinetto in tunica leggera in giro tutto solo, col freddo, carico di pacchi…) non mi piaceva affatto. In più c’era da conciliare il ragazzino già in grado di portar doni nella stessa notte in cui, nel presepe, compariva da neonato – che fosse quello, un po’ cresciuto, nato il Natale di una decina d’anni prima?
    No, me la risolsi da sola: era ovvio che Gesù è uno solo, Natale è il suo compleanno ed essendo la festa dei bambini, per esserci più vicino, in questo periodo dell’anno si fa bambino (ragazzino) anche lui e dà disposizioni, per la consegna, al suo fido aiutante Babbo Natale. Che i regali li comprassero i miei, credo di averlo sempre saputo. Era la CONSEGNA, il fulcro dell’intera faccenda. Gesù controllava che fossi stata brava, e dava l’ok. Il trasporto era a cura del ciccione. :-)

    1. Uhm, il problema “temporale” non me lo sono mai posta, invece. Insomma, sapevo che Gesù era sia quello nato nella capanna sia quello grande che curava gli ammalati, e che era già stato entrambe le cose, e che le sarebbe state di nuovo… insomma, io mi immaginavo un Gesù Bambino già un po’ più grandicello (diciamo mio coetaneo) che nella stessa notte in cui celebriamo la sua nascita viene a porarci i regali.
      Cioè, io lo sapevo che Gesù Bambino era già nato 2000 anni fa e che poi era cresciuto, quindi questo problema non mi aveva mai toccata.
      :-)

      E Babbo Natale invece nella mia fantasia non compariva proprio, non l’ho mai-mai-mai immaginato in un qualche legame con Gesù Bambino o col Natale cristiano!
      Vabbeh che fin da subito ero stata messa al corrente del fatto che Babbo Natale non esiste, ma una immagine tipo “Babbo Natale fattorino di Gesù Bambino” (che poi ha usato anche Scola quest’anno, hai sentito?!) per me sarebbe proprio stata inconcepibile :-)

      1. :-O
        Ma che bello, sai che non avevo mai visto delle pitture simili?!

        Ma come mai proprio San Giorgio? Hanno una devozione particolare per il Santo, i copti, o è solo che gli sta simpatico? :-P

        Buon Natale anche a te e a tutti i tuoi cari, con un abbraccio!

  3. Gesù Bambino che porta i regali è stato il primo approccio di mia figlia con il personaggio di Gesù, già da piccolissima. E siccome i bambini moderni sono fortemente dotati di senso pratico sui 2 anni e mezzo mi ha chiesto come fa Gesù Bambino se è neonato a portare i regali… e dopo breve riflessione lei stessa si è risposta “lo aiuterà la sua mamma, ovviamente!!”
    A me questa identificazione della sacra famiglia nella vita vera non pare tanto male, in verità. E anche il mio parroco d’allora, quando la mia bimba (che aveva 3 anni) gli ha chiesto se San Giuseppe in chiesa non c’era (non c’è la statua di S. Giuseppe nella nostra chiesa) perchè era andato all’Auchan a fare la spesa, le ha risposto “eh può darsi”, e non si è dilungato in digressioni teologiche più approfondite.

    Insomma io non ci vedo niente di male, anzi. Perchè comunque non è che un bambino crede in Gesù solo per i regali. E il fatto che mia figlia a scuola dica alle amiche “da me viene Gesù bambino, da altri va Babbo Natale” mi sembra un segno di coerenza con il fatto che la porto in Chiesa (peraltro la vigilia di Natale nel paese accanto al mio fanno una messa per i bimbi piccoli me-ra-vi-glio-sa, molto drammaticizzata ma mai fuori dalle righe.E fatta in modo che già a 3 o 4 anni i bimbi riescano a seguire, almeno la messa più importante dell’anno (si si lo so, dopo quella di Pasqua).

    Poi non lo so, sarà che ho visto troppi casi di persone religiose solo quando fa comodo (tipo un mio amico che da ragazzino faceva il catechista e poi ha mollato la fidanzata storica per ANDARE A CONVIVERE… ancora non mi capacito, e non sono contro la convivenza, ma se predichi una cosa per anni così dimostri di non averci mai veramente creduto. O tipo chi si sposa in chiesa perchè è più bello, e poi magari non battezza i figli, non va mai a messa, non si confessa dal giorno del matrimonio) mi sembra che anche Gesù Bambino che porta i regali sia un modo per professare un po’ di fede.

    scusa se mi sono dilungata e se -sicuramente- non sono stata chiara

    1. Nonnò, ti capisco bene, (e scusami tu se rispondo solo adesso, ma son stati giorni da incubo questi ultimi prima di Natale >.>)
      Uhm, sì, capisco bene cosa vuoi dire. Nella scelta di raccontarmi la storia di Gesù Bambino, avevano avuto un ruolo molto importante la mia nonna materna, e mio papà: se papà voleva farlo “perché è una tradizione di famiglia”, mia nonna insisteva “perché siamo cristiani, e quindi Gesù Bambino deve essere presente”.

      Hm, sai… io capisco, ma personalmente non condivido questa impostazione.
      L’identificazione della Sacra Famiglia nella vita vera è un conto, e la storia di San Giuseppe all’Auchan :-D è bellissima, e sicuramente anch’io avrei risposto come il tuo parroco.
      Quello che mi rende perplessa è la scelta (peraltro controcorrente, quindi non dettata da tradizione) di raccontare storie non vere sulla Sacra Famiglia, tipo appunto Gesù Bambino che porta i doni.
      Io avevo una anziana parente che evidentemente aveva letto in qualche modo i vangeli apocrifi dell’infanzia, e quand’ero piccola mi raccontava un sacco di storielle deliziose sui miracoli che Gesù Bambino avrebbe compiuto da piccolo, quando aveva la mia età. (Ad esempio far sgorgare il latte dal cocco per dissetare la mamma durante la fuga in Egitto, ecc.). Erano storielle graziosissime e a me piacevano tanto, però non erano storie vere e a un certo punto mia mamma ha preso da parte ‘sta signora e le ha cortesemente chiesto di piantarla, ché (ovviamente) non c’è niente di male nell’inventarsi fiabe su Gesù Bambino, ma non era il caso che una bimba così piccola rischiasse di far confusione fra il vero dettato evangelico e le storie di fantasia che si sono aggiunte nei secoli.
      Ecco: circa la questione di Gesù Bambino che porta i regali, io personalmente ho un po’ la stessa opinione. Mi sembra una commistione un po’ pericolosa, anche se capisco bene quello che intendi tu nel dire che è anche un modo per testimoniare la fede.
      Insomma, non condivido molto ma capisco bene, ecco :-DD

  4. Ancora una volta un racconto con quelle scenette davvero divertenti di vita familiare. Impagabile. E devo ammettere che mi hai davvero spiazzato, ed è una cosa che mi capita ben di rado.
    Prima di tutto fammi però dire: confessa! Non ce lo vuoi raccontare, ma dietro alla tua incredulità sui doni natalizi c’è una qualche gaffe madornale dei tuoi genitori! Le precedenti storie comiche di vita vissuta ci hanno preparato a questa conclusione, ne converranno gli altri commentatori.
    Mi immagino che ti alzi per caso e sorprendi tuo padre col regalo ancora in mano, che dice con aria per niente convinta: “Ehm, sei ancora sveglia? ….E’ …appena passato Gesù Bambino… e mi ha dato questo da mettere sotto l’albero, ecco, lo poso qui, ora vai a dormire, buonanotte.”

    Dico che mi hai spiazzato perchè dal mio punto di vista i regali portati da Gesù Bambino sono un dolce ricordo d’infanzia, Babbo Natale l’ho vissuto invece come un tizio ingombrante in tutti i sensi, che si è imposto per manovre commerciali globalizzanti e banalizzanti, per dare a tutti i bambini la garanzia di un Natale di cose belle ma senza Gesù.
    Il Natale, oggi, è il trionfo dell’eccesso e delle cose stucchevoli (rabbrividisco alle canzoni che canteremo in Chiesa, ma possibile che esistano persone che non le considerino orribili? Eppure ce ne sarebbero di passabili e di belle)… In questo mare di retorica vuota sull’essere più buoni tanto per dire e di usanze e simboli posticci logori, Babbo Natale ci sta perfettamente. Gesù è un intruso. Qualche anno fa Messori riportava della proposta fattagli da un lettore, che a pensarci bene poteva condividere pure lui, di spostare il Natale in un’altra stagione, e lasciare che la gente si vivesse il suo fine anno di compere, pranzi ed esagerazioni senza mescolarlo alla celebrazione religiosa. Una provocazione, certo; ma ormai siamo arrivati, mi par di capire, al punto che ci sono scuole che festeggiano il Ramadan per insegnare il multiculturalismo, e poi bandiscono Babbo Natale per non “imporre” una festa cristiana… cioè il sostituto scristianizzante è ancora troppo cristiano…

    Però non mi sarei davvero aspettato che risalisse proprio a Lutero; la cosa avrebbe una certa logica, che hai spiegato molto bene. Sarà così.
    Certo nel mondo di oggi uno deve arrendersi ad un sacco di cose, e quindi imbarcarsi in giri complicatissimi per spiegare ad un figlio che dagli altri va Babbo Natale, ma da lui va Gesù Bambino… è chiaro che questo basta per lasciar perdere, ma fino ad ora la consideravo una questione pratica da subire a denti stretti (non per quella tradizione in sè, ma per il fatto che ti possono far cambiare persino le tradizioni in quattro e quattr’otto).
    Devo dire che non ricordo di aver mai pensato all’effetto-incredulità su Gesù Bambino, e al rischio di confondere la fiaba colla testimonianza di fede. Oggi forse potrebbe fare più problema che in passato, evidentemente siamo più analitici già da piccoli, pronti a mettere in discussione le cose.
    Forse nel mio caso, e per molti altri, ha aiutato, ma non so ricordare bene se sia così, il fatto che il non crederci sia stata una cosa molto graduale, che non ha toccato la percezione della storia vera di Gesù, imparata man mano nel frattempo.
    Fatto sta che mi hai convinto, ho cambiato idea (ed è cosa che non capita quasi mai). Va bene non difendere l’idea di doni portati da Gesù Bambino. Rimane però il problema grosso: che il Natale se l’è rubato questo vecchietto che manco è più santo. E siccome tra i due non esiste volutamente alcun collegamento, questo Gesù di cui ben pochi ti parlano è davvero un intruso nella nuova festa.

    1. Auff, che faticaccia… finalmente riesco a trovare un attimo di respiro per rispondere ai commenti: questi ultimi giorni sono stati un inferno di impegni e scadenze :-D

      Per prima cosa rispondo all’annosa domanda “cos’hanno fatto i tuoi genitori per farti smettere di credere a Gesù Bambino così in fretta?” ;-)
      Ebbene no, devo smentire le tue basse illazioni ;-) ;-) … in questo caso, nessuna gaffe da parte dei miei genitori! Semmai, un approccio al problema un po’… incosciente, uhm.

      Il problema principale è stato questo: quando i miei genitori hanno deciso di dirmi che i regali me li portava Gesù Bambino, mi hanno detto che i regali di Natale li portava Gesù Bambino… e che Babbo Natale non esisteva proprio O.o
      Non che a me li portava Gesù Bambino ed altri li portava Babbo Natale, nonnò: proprio che Babbo Natale non esisteva, e che Gesù Bambino era l’unico portatore di doni in assoluto. Mia nonna ha condito il tutto con la ciliegina sulla torta, spiegandomi (dietro mia domanda) che Babbo Natale non esiste, e che i bimbi che credevano di ricever doni da Babbo Natale li ricevevano, in realtà, dai loro genitori.
      O.o
      C’è stato un periodo in cui mi sono gasata tantissimo, deducendo che, evidentemente, Gesù portava i regali a me perché andavo sempre a Messa, mentre invece faceva l’offeso con le famiglie che non portavano mai i loro figli in chiesa :-P (Ero all’asilo dalle suore, e la direttrice insisteva tantissimo con noi bambini perché chiedessimo ai genitori di portarci a Messa tutte le settimane: quindi conoscevo già il “problema”). E quindi ‘sti poveri miscredenti cercavano di arrangiarsi con una figura inventata creata ad hoc, poracci..

      Però la cosa non poteva funzionare, insomma: sapevo che Babbo Natale non esiste, sapevo che erano i genitori a portare i regali al posto di Babbo Natale… Inoltre, come dicevo altrove, non abbiamo mai avuto la tradizione di incontrarci in famiglia a Natale: io, a Natale, ricevevo i regali “di Gesù Bambino” (= dei miei genitori); ma i regali che arrivavano dagli altri parenti mi venivano consegnati o prima o dopo il 25 dicembre, e io sapevo benissimo che erano stati gli altri parenti a regalarmeli e a consegnarmeli. Li spacchettavo addirittura lì davanti ai loro occhi sul momento, noi abbiamo sempre fatto così perché ci sembrava più bello poter ringraziare subito chi aveva fatto il regalo.

      Quindi insomma, c’erano tutti i presupposti perché la storiella non durasse a lungo… sapevo benissimo che parenti e amici mi facevano regali di Natale senza alcun coinvolgimento di figure “soprannaturali”; sapevo benissimo che Babbo Natale non esisteva e che i miei compagni dell’asilo ricevevano regali da mamma e papà… insomma: era praticamente inevitabile, che io diventassi presto incredula… ;-)

    2. E arieccomi, adesso rispondo anche sulla faccenda “Gesù Bambino e finzione”.

      Beh, ecco, sì: per me, è stato proprio così. L’unica volta in tutta la mia vita in cui ho avuto un serio dubbio di fede (LOL!) è stata quando ho scoperto che “Gesù Bambino non esiste”, cioè esiste, ma anche no.
      ??
      Capisci che per un bambino piccolo non è facilissimo capire ‘sta cosa (o quantomeno, per me non lo è stato).
      Io poi avevo l’aggravante di sapere già che Babbo Natale non esiste, ed ero abituata a sentire le bugie dei vari adulti che assicuravano ai bambini che Babbo Natale esiste davvero. E mentre mia mamma insisteva (coi sudori freddi) che sì, ci mancherebbe, Gesù esiste davvero!, io avevo quasi l’impressione che si stesse arrampicando sugli specchi come facevano tanti altri genitori che dovevano giustificare l’esistenza di Babbo Natale. Ricordo che mia mamma a un certo punto mi aveva detto “ma pensa a tutte le cose che ti ha raccontato il parroco! Certo che Gesù esiste”, e io ho pensato “e grazie al cavolo: il parroco mi ha raccontato un sacco di storielle anche su Babbo Natale, non mi sembra un granché come garanzia”. Per un po’ di tempo sono stata veramente dubbiosa: d’altro canto ero abituata a adulti che facevano di tutto per convincere i figli che Babbo Natale esiste davvero… chi mi assicurava che i miei genitori e il parroco e le suore dell’asilo non mi stessero “ingannando” allo stesso modo?
      Evidentemente non basta questo per condurre all’ateismo un ragazzino, ma perché andare a cercarsi rogne? A che pro’?

      Anzi: come dicevo nel post di oggi (link) io credo che paradossalmente Babbo Natale possa essere persino utile per distinguere con chiarezza il Natale religioso e quello “profano”. E’ talmente diverso e lontano da ogni concetto di sacro, che non rischia di confondersi con la storia di Gesù a Betlemme (come potrebbe? Non c’entra niente!). Semmai rischia di offuscarla, ma lì spetta ai genitori cattolici dare il dovuto rilievo “anche” al presepio e alla storia di Gesù Bambino e all’attesa dell’Avvento ecc.
      Secondo me sono due cose così diverse che possono anche essere conciliate; quantomeno non rischiano di confondersi.

      (P.S. Sai che la proposta fatta a Messori era stata davvero attuata da una chiesa metodista dell’Indiana? Leggevo giusto oggi nel libro che ho linkato nel post di oggi che negli anni ’50 alcune comunità metodiste avevano festeggiato il Natale in pieno luglio, per aggirare il problema del Natale consumista e “perché lo spirito del Natale è un qualcosa che non ha bisogno di essere confinato ad una stagione” :-D)

  5. Ma Babbo Natale non era San Nicola? La sua figura è già stata cristianizzata! Lasciate in pace quel povero vecchio! xD
    Senza contare che, non ricordo quando esattamente ho pensato la cosa, ma ero convinta che il fatto dei regali fosse connesso a Gesù bambino perché così facendo si ricordava i doni che gli erano stati portati dai magi e dai pastori per la sua nascita.
    Quindi Gesù non era estromesso dalla vicenda. XD

    1. Mah, Babbo Natale ormai è così diametralmente diverso da San Nicola che io non ci vedo nemmeno più questo gran legame, fra le due figure…
      ‘nsomma, ha subito così tante modifiche nel corso dei decenni che è diventato proprio un personaggio autonomo, secondo me… fare il passaggio da “Babbo Natale” a “San Nicola” mi sembrerebbe proprio forzato.
      No, io Babbo Natale me lo terrei volentieri così com’è, usandolo abbastanza di buon grado come simbolo del Natale… uhm… del Natale non religioso. Di tutto quello “spirito del Natale” (pranzo in famiglia, pace universale, regali, pandoro, ecc.) che non è strettamente correlato al Natale dei Vangeli. A me non dispiace come figura.
      Naturalmente Babbo Natale ha poco a che vedere col Natale di Gesù Bambino, ma a quel punto spetta ai bravi genitori cattolici il compito di non permettere che il Natale cristiano venga affogato sotto la marea di regali :-)

  6. ps. Voglio dire, se proprio bisogna tornare alle origini, tanto vale “sfruttare” S. Nicola, poareto. (di cui tra l’altro non mi pare di conoscere altri particolari di vita oltre al suo impiego giocattolando, ne hai già parlato?)
    pps. Non dire che San Giorgio non ha ucciso il drago. Mi fai piangere. Ho speso tanti mesi a pensare se era possibile avesse fatto fuori un coccodrillo o un ramarro (la specie più grossa è nota come “drago di comodo”) che all’epoca poteva esser stato chiamato “drago”. (questo perché in un disegno antico che ho visto il drago pare proprio un coccodrillo) XD

  7. OT: per quanto ne so, in alcune versioni della leggenda san Giorgio non ammazza il drago, lo ammansisce e lo fa prendere al guinzaglio dalla principessa, con la cintura di lei. Dico giusto o sbaglio?

    Per quanto mi riguarda, penso che Gesù non sia un porta-regali, ma il primo regalo della storia.

  8. Mhhh, anche a me non piace l’idea di Gesù Bambino che porta i doni.
    Penso che a mio figlio parlerò di Babbo Natale, però non so come mi regolerò, nel senso che pensare al Natale solo per i regali non mi piace, però è anche bello credere all’omone panzuto che porta i doni mentre i bimbi dormono, è qualcosa di magico.
    Ne riparliamo l’anno prossimo.

    1. Beh, secondo me le due cose sono perfettamente conciliabili.
      Cioè: avessi un figlio piccolo, io gli spiegherei che Natale è la festa in cui si ricorda la nascita di Gesù e bla bla bla e via di presepi, libretti, storielle natalizie per bambini e così via dicendo; e poi, che a Natale è tradizione ricevere regali se si è stati buoni, (magari anche per ricordare i regali che aveva ricevuto Gesù Bambino dai pastori, come diceva Francesca qui sopra).
      Insomma, io non le vedo come due cose inconciliabili, anche se si parla da un lato del Natale cristiano e dall’altro di Babbo Natale e regali vari.
      Anzi: secondo me, tenere separati il Natale cristiano e il Natale dei regali, dire chiaramente che un conto è la festa di Gesù Bambino e un conto è la tradizione di ricevere regali, potrebbe anche essere la scelta vincente. Da un lato il Natale religioso e da un lato il Natale consumistico: due cose separate, ben distinte, che possono convivere senza fondersi… ora come ora, io penso che farei così.

  9. mia figlia grande ha spiegato ai suoi sette figli che il miracolo di Gesù Bambino è che intenerisce il cuore di mamma e papà a regalare ai figli quello che desiderano. E questo avviene solo una volta l’anno: per Natale

    1. Insomma, se non fosse per Gesù i genitori sarebbero cattivi… xD
      Certo, con sette figli suppongo che uno non possa lasciarsi tanto andare con le elargizioni in altri periodi dell’anno… :/

    2. Quindi nessun Babbo Natale o magico portatore di doni, da loro, in famiglia? :-)
      Wow… scelta controcorrente, ora come ora (ma sai che anche io la condividerei volentieri? Cioè, dire direttamente e fin da subito che sono i genitori e i parenti a portare i regali, e non Babbo Natale / San Nicola / Gesù Bambino / ecc).

  10. Sinteticamente… io sono più per Babbo Natale ^^
    La nascita di Gesù Bambino si può (anzi si deve) spiegare ai bambini comunque per renderli partecipi del significato profondo del Natale, ma non penso sia necessario caricargli addosso il compito di portare i doni :) Se poi qualcuno ha sempre usato così in famiglia, penso che va bene lo stesso, mettersi contro le tradizioni manco va bene.

  11. Ma lol! Impagabile la storia della piccola incredula coi parenti pasticcioni.
    A Francesca dico, riguardo a S.Giorgio: il drago di comodo evidentemente era una soluzione di comodo!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...