The Road to Success: una mappa allegorica con indicazione delle insidie che minacciano il viandante che tenta la scalata

Il fatto d’essere arrivato a compiere diciassette anni di pubblicazione ininterrotta e regolare è sufficiente a far sì che un blog possa dire di aver raggiunto il successo? Evidentemente no (o forse anche sì: alla fine, dipende tutto da come si guarda alla questione); in ogni caso, non sono così scema da volermi lodare così a casaccio.
Eppure, questo anniversario mi sembrava una pietra miliare da non far passare inosservata – se non altro, perché il mio blog compie diciassette anni e diciassette anni avevo io nel giorno in cui l’ho aperto: manca una manciata di settimane al momento in cui potrò dire a buon diritto che sono stata una blogger per la maggior parte della mia vita.

Mettiamola così: se questo non mi rende una blogger di successo, sicuramente mi rende una blogger vecchia. E, in quanto tale, moralmente legittimata a elargire ai gggiovani consigli non richiesti – tipo la nonnetta tignosa del sesto piano che ama ripetere “ai miei tempi, signora mia…!”.
Ma poiché sono una nonnetta con una vasta libreria, penso che elargirò i miei consigli non richiesti in un modo un po’ più creativo della media, servendomi di una mappa allegorica che m’è capitata sotto gli occhi qualche tempo fa. Datata 1913, descrive (per l’appunto) la tortuosa Strada per il Successo… ma soprattutto fornisce indicazione dei mille pericoli che possono sviare l’incauto viaggiatore.

A fine Ottocento, negli Stati Uniti, le mappe allegoriche erano di gran moda. Indicavano simbolicamente, e con veste grafica accattivante, la strada giusta da percorrere per raggiungere la Meta, che era evidentemente una destinazione immateriale. Esistevano mappe per chi voleva entrare nel cuore di un uomo, mappe per chi voleva percorrere al meglio la strada della vita; anni fa, avevo già citato la Gospel Temperance Railroad Map che costituiva niente meno che una mappa per il Paradiso.

La mappa di oggi tratteggia, per l’appunto, la non facile Strada del Successo.

Ne esistono due versioni diverse (del resto, il successo non è mica d’un solo tipo!): la prima fu stampata nel 1913 dalla National Cash Register Company, con la promessa di indicare la miglior strada per raggiungere il successo imprenditoriale. Col sorriso sulle labbra, i professionisti venivano messi in guarda dai pericoli costituiti dal Lavoro Fatto a Caso e dall’Assenza di Preparazione, senza trascurare poi i mostri terribili della Procrastinazione e dell’Incertezza, che mietono ogni giorno numerose vittime lungo il cammino. Non meno insidiose sono le sirene che sussurrano suadenti maledizioni tipo “se tuo nonno faceva così, chiaramente è così che si deve fare” oppure “se ormai hai preso una decisione, nessuna argomentazione potrà farti cambiare idea”. Tutti questi pericoli e mille altri ancora potevano far precipitare l’imprenditore nel terribile Fiume delle Perdite; chi invece percorreva la strada giusta e giungeva ad attraversare quell’arco glorioso dedicato al Progresso Che Sa Stare Al Passo Con I Tempi avrebbe visto ergersi, alta di fronte a sé, la meravigliosa Montagna del Successo: una vetta alla portata di qualunque uomo, purché provvisto del giusto equipaggiamento.

Con ogni evidenza, questa allegoria piacque molto alla redazione dell’Etude Music Magazine, un periodico statunitense dedicato agli insegnanti di musica. In pochi giorni di lavoro, la redazione dell’Etude adattò la mappa del successo imprenditoriale trasformandola in una mappa del successo artistico, che gli abbonati avrebbero potuto mostrare ai loro studenti per metterli ironicamente in guarda da tutti quegli errori che più frequentemente trascinano nel fallimento gli ambizioni aspiranti musicisti.

La mappa fu data alle stampe nell’ottobre 1913 e, secondo me, è qualcosa che sta in bilico tra il genio e la perfezione. Nelle intenzioni del suo creatore si rivolgeva appunto agli orchestrali; io trovo che si adatti molto bene a chiunque svolga un lavoro creativo in generale. Ragion per cui, nell’analizzarla, mi divertirò a reinterpretarla dal punto di vista di una blogger.

Il punto di partenza è uguale per tutti i viaggiatori, ché a nessuno viene negata l’Opportunità di fare un buon lavoro. E a dire il vero, non è nemmeno che la strada per il successo sia poi così complicata da percorrere: non appena il viandante si mette in cammino, incrocia un botteghino letteralmente grosso come una casa nel quale è possibile comprare i biglietti del treno che sta per partire lungo la Strada Giusta. Francamente non ci capisce come mai sia pieno di gente che, nonostante questa indicazione piuttosto esplicita, si ostina con protervia a farsi del male prendendo una strada drammaticamente errata. Probabile che abbia l’impressione di poter risparmiare i soldi del biglietto e di conoscere un modo migliore per raggiungere la meta, al grido di “io non ho bisogno del sistema”. Possibile che si lasci attrarre dalle insegne luminose dell’Hotel So-Tutto-Io, dove dimorano i geni nati, quelli che non devono rendere conto a nessuno e quelli che sono così capaci da non aver bisogno di fare pratica (diremmo forse, pensando alla blogosfera: di controllare le fonti prima di postare?).

Del resto, poco più in là, la Società della Mutua Ammirazione è composta da individui che si occupano professionalmente di lodare a tempo pieno chiunque passi nei paraggi: “tu sì che hai capito tutto”, “sei una meraviglia, ragazzo mio”, “sei la rivelazione del momento”, “tu sì che farai la differenza in questo mondo!”. E così, taluni finiscono col richiudersi in eco-chamber come quella, lussureggiante e raffinata, allestita dai cultori del bohemianismo: un microcosmo fatto di spiriti affini confortevolmente barricati all’interno di uno steccato ben arredato che permette loro di evitare ciò che più li infastidisce in assoluto – osservare la realtà complessa del mondo circostante, anche se è diversa da quella che piacerebbe a loro.

Ogni tanto, qualcuno viene inghiottito dal buco nero della mancanza di cultura.
Ogni tanto, qualcuno si fa seriamente male quando scivola sulla sdrucciolevole ruota della presunzione.
Poco ma sicuro, tra gli omini che trotterellano lungo il sentiero ci sarà qualcuno che se ne sta a guardare i pecoroni in coda alla biglietteria, twittando “ma che ancora v’affidate al sistema?? Svegliaaaa!!!1!!”.

Il fatto è che chi ha deciso di viaggiare in treno potrà salire su una comoda carrozza che lo trasporterà confortevolmente verso il successo, proteggendolo dalle mille insidie che si presentano lungo il cammino. I binari ferroviari si snodano lungo la strada tenendosi a buona distanza dal Tunnel dei Vizi, che ogni giorno risucchia molti viandanti, e delle tane dei due terribili mostri della Procrastinazione e della Gelosia, che immagino essere alimentato dal bisogno di fare costantemente paragoni.

La strada che conduce al successo attraversa un terreno sdrucciolevole e in salita, sicché, se non si viaggia su rotaia, bisogna stare molto attenti a dove si mettono in piedi. Basta un singolo scivolone per distruggere il proprio buon nome e sprofondare per sempre nell’Oblio; incappare nella volontà di dare una falsa immagine di sé è qualcosa di ancor più disastroso, perché rischia di farti finire dritto in un pentolone di pece bollente.

Le scorciatoie? Ti trascinano nel Fiume del Fallimento.
L’incuria e il menefreghismo? Sono gradini in ripida pendenza sui quali è facilissimo scivolare.
Gli attacchi d’ira? Saranno magari utili per farti prevalere in un flame, ma tendono a ripagare con la stessa moneta e scaraventarti giù dal piedistallo con un destro ben assestato.
La scarsità di preparazione? È una montagna ripida e brulla; in bocca al lupo a chi si mette in testa di poterla scalare senza dotarsi dei giusti strumenti (tipo appunto la preparazione).
I ciarlatani? Prima o poi li becchi sempre.
I fakers? Mi piace pensarli come falsi ma, modernamente, anche come autori che campano a suon di fake news: possono anche arrivare in alto e compiacersene, ma il fatto è che sono oggettivamente indifendibili persino agli occhi di vorrebbe stare dalla loro parte. E infatti, li respinge disgustato persino l’uomo che sta alla guardiola presidiando l’ingresso del Torrione dell’Amoralità: si può anche essere brutte persone, ma c’è pur sempre un limite a quello che si è disposti a sopportare.

E intanto, in mezzo a tutto sfacelo, viaggia sereno il piccolo trenino pieno di uomini pieni di pazienza e buona volontà. E non è che i vagoni risparmino loro tutta la fatica, ché la strada per il Monte del Successo è oggettivamente lunga, ripida e piena di curve. Ma, quantomeno, punta nella direzione giusta.
E quand’anche il treno dovesse fermarsi a una stazione intermedia, senza mai condurre i suoi passeggeri sulla vetta (del resto, mica tutti ambiscono a fare gli alpinisti)… quantomeno, ha risparmiato loro di dover viaggiare in compagnia di quegli altri che sono rimasti volutamente a piedi. E qualcuno potrebbe anche dire che già quello non è poco.

***

Insomma: più che una mappa per il successo stricto sensu, quella pubblicata nel 1913 era la descrizione di un campo minato nel quale ci si deve addentrare con molta cautela, se non si vuole correre il rischio di saltare in aria. E questa, in effetti, mi sembra proprio quel tipo di raccomandazione che può dare, a ragion veduta, una blogger che conosce questo campo come le sue tasche, visto che ci naviga cammina da diciassette anni. O alternativamente, tra qualche settimana: dalla maggior parte della sua vita!

10 risposte a "The Road to Success: una mappa allegorica con indicazione delle insidie che minacciano il viandante che tenta la scalata"

  1. franconich

    Congratulazioni per il diciassettesimo! L’anno prossimo maggiorenne 🙂
    I miei complimenti per uno splendido blog, interessante ed elegante.

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    1. Lucia Graziano

      Gli dovrò mica regalare la macchina, l’anno prossimo? 😱😂

      Grazie mille per le congratulazioni e che bel complimento: “elegante!”.
      Quasi quasi l’anno prossimo provo a mandarlo a un ballo delle debuttanti, mi pare più economico della macchinina 😜

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    1. Lucia Graziano

      😛

      Beh: a discolpa dell’autore, quella vignetta parlava esplicitamente di mappe per il successo imprenditoriale, e all’epoca era tristemente vero che l’imprenditoria femminile era virtualmente inesistente. Nella mappa sul successo artistico, in compenso, qualche signorina lungo la strada ce l’hanno messa!

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  2. vogliadichiacchiere

    Eccomi . . . vedi, ho risschiato di non farcela! 😉
    Buon Comple blog anno! ♥
    E ora, vado a leggere come posso “motivare” MyLord che è preoccupato da quando ha scoperto che dopo le scuole “medie” ci sono le “superiori”, lui pensava che la scula finisse con l’esame di terza media . . .

    Ciao, Fior

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  3. mariluf

    Sono arrivata su questo testo dopo un litigio col pc, senza nè titolo nè sfondo, ma ho riconosciuto immediatamente il tuo stile… Augurissimi, Lucia. E grazie sempre, per tutto!!!!

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