Pillole di Storia · Quaresima 2013 · Vite di Santi e Beati

[Pillole di Storia] La donazione di Costantino

Correva l’anno 315, a dar retta alla leggenda. Costantino, tutto contento, avendo appena festeggiato la sua vittoria su sui suoi nemici, era andato a letto una sera con un sorrisone a trentadue denti… e s’era risvegliato la mattina dopo con uno strano senso di malessere.
Presente, cosa intendo? Come quando stai covando una malattia.

Un Costantino tutto a pois, come nei migliori casi di lebbra, valuta se farsi il bagno nel sangue di neonatino morto. (Dal ciclo pittorico dell’Oratorio di San Silvestro; chiesa dei Quattro Coronati, Roma)
Un Costantino tutto a pois, come nei migliori casi di lebbra, valuta se farsi il bagno nel sangue di neonatino morto. (Dal ciclo pittorico dell’Oratorio di San Silvestro; chiesa dei Quattro Coronati, Roma)

Ora, io non ho idea di come ci si senta quando si sta “covando” la lebbra… ma Costantino, quel giorno, decisamente non si sentiva bene. E immaginate come dovette sentirsi una settimana più tardi, un mese più tardi, quando il suo corpo cominciò a staccarsi a pezzi sotto il flagello di quella malattia disgustosa e schifosissima, turpe come poche, che è passata alla Storia proprio per lo sfacelo che causa nel corpo delle sue vittime.
Bleargh.
Orripilato, Costantino corse comprensibilmente dai medici di corte, i quali gli proposero una cura sperimentale ché le nostre polemiche sulle staminali umane, al confronto, son acqua di rose. A detta dei medici di corte, racconta la leggenda, Costantino sarebbe guarito se si fosse immerso in una vasca da bagno piena di sangue ancora caldo di neonatini svenati all’uopo.
A Costantino, l’idea faceva abbastanza schifo, e di conseguenza l’Imperatore saggiamente temporeggiò. Cercò una cura alternativa, e provò a far chiamare a corte quel vescovo di Roma di cui si diceva tanto bene. Pareva che scacciasse i demoni e che curasse gli ammalati: hai visto mai…?
E infatti, Papa Silvestro (che incidentalmente è San Silvestro: proprio quello di Capodanno!) andò da Costantino, fece quel che doveva, e lo guarì miracolosamente.
“Ti devo un favore, amico”, commentò Costantino ancora incredulo, rimirandosi la sua bella pelle mentre il Papa si accomiatava.
Di lì a qualche tempo – racconta la leggenda – Costantino decise di sdebitarsi… con quella famosa sua donazione.

***

Un Costantino ancor più a pois viene consigliato in sonno: "prova con il Papa", gli suggeriscono Pietro e Paolo apostoli
Un Costantino ancor più a pois viene consigliato in sonno: “prova con il Papa”, gli suggeriscono Pietro e Paolo apostoli

Naturalmente, è tutto un falso. Non starò a perdere tempo sulla donazione di Costantino, né men che meno starò a perdere tempo per raccontarvi che è assolutamente falsa. Lo sanno anche i bambini: la donazione di Costantino sarebbe quel grandioso documento con cui l’Imperatore ha preso un (bel) po’ di terreni e li ha donati generosamente al Papa. Ovviamente si tratta di un falso: la donazione è un documento apocrifo, è stata creata secoli dopo rispetto alla morte di Costantino… e insomma: è palesemente un falso.

Ma un falso di chi, e perché?

La tesi più banale – quella che è stata accettata per molti anni, e che numerosi storici sostengono ancora oggi – è quella del falso che viene creato per volontà del Papa.
Io, Papa, mi son fatto venire in mente che da domani voglio fare anche il re. O mi metto a fare una guerra con i re che mi circondano, e cerco di strappargli un po’ di terreno, oppure mi faccio falsificare un documento allo scopo di dimostrare che quei territori sono già miei, li aveva regalati Costantino agli illustri miei antenati.
Lineare, no?
Il Papa ci guadagna, ergo è stato il Papa a far confezionare il documento falso.
E infatti è una teoria che gode di alta considerazione, eh! Può darsi che sia andata così; può darsi, effettivamente, che sia andata proprio così.

I messi di Costantino si mettono in viaggio per cercare il Papa
I messi di Costantino si mettono in viaggio per cercare il Papa

Purtroppo non sappiamo con precisione in quale data precisa è stato composto il documento falso: decennio più, decennio meno, siamo attorno all’ottavo – nono secolo. Ora: in effetti, negli anni ’50 dell’ottavo secolo, sale al soglio pontificio un Papa di nome Stefano che, a ben vedere, di mire temporali ce ne aveva eccome. Lo Stato Pontificio, in senso legale, nasce durante il suo pontificato, e grazie alle mosse del pontefice.
Quindi ci sta, voglio dire: il Papa decide che improvvisamente vuol fare il re, e si inventa un documento falso che lo legittima a diventare re.
Ci sta.

Ma è proprio l’unica spiegazione?
Nell’ottavo-nono secolo, è stato solo e unicamente il Papa a beneficiare del potere temporale che l’editto di Costantino sembrava dargli?
Mh…

 C’è una seconda teoria che sta prendendo piede fra gli storici.
È una teoria, sia chiaro, non voglio spacciarvela come verità; ma allo stesso tempo vorrei precisare che è una teoria seria di storici serii, che ha riscosso molti consensi anche in alti ambiti accademici.
È una teoria: la si propone, la discute. Non prendetelo come oro colato, ma non prendetelo nemmeno come una bufala revisionista.

Gli ambasciatori di Costantino supplicano disperatamente San Silvestro: "ti prego, togli i pois al nostro re!"
Gli ambasciatori di Costantino supplicano disperatamente San Silvestro: “ti prego, togli i pois al nostro re!”

Allora: la teoria è questa.
E se la donazione di Costantino se la fosse inventata… Carlo Magno?

Apparentemente è assurdo: sì, lo so.
Che interesse aveva, Carlo Magno, ad attribuire terre ai vari Papi. Assolutamente nessuno, sì, lo so…
…o forse no?
O forse, sotto sotto, un interesse ce l’aveva?

Pensate a quella famosa notte di Natale dell’800. Pensate a quella Messa in cui Carlo Magno viene incoronato Imperatore del Sacro Romano Impero ricevendo la corona dalle mani di Papa Leone III.
Eh.
Pensateci.

Io, se volete, mi rendo volentieri disponibile a incoronate tutti voi Imperatori dell’Universo: mi metto un vestitino buono e lo faccio, eh! Davvero!
Disgraziatamente ho però il sospetto che potrebbe sorgere qualche problema, tipo quel piccolo dettaglio circa il fatto che  io non ho il potere di disporre a piacimento dell’Universo.
Semmai è in mio potere nominarvi cointestatari del mio conto banca, ma… più di lì, non vado.

E se la donazione di Costantino fosse nata in ambiente carolingio, perché Carlo Magno aveva il desiderio di legittimare la legittimità con cui il Papa lo incoronava?
Per la serie: io mi faccio legittimare dal Papa, che è un brav’uomo, e mi consacra Imperatore; ma se per caso qualche mio nemico andasse a far le pulci a questo gesto, e tirasse fuori il fatto che il Papa non poteva consacrarmi proprio per niente, perché il suo potere è solo spirituale e non ha niente a che vedere con il mio regno…
embeh: allora, creiamo ‘sto documento in cui attribuiamo al Papa un potere politico assoluto, su vaste zone dell’Impero. Poi facciamo finta che il Papa abbia preso questo suo potere politico e abbia generosamente deciso di affidarlo a me.
Se qualcuno prova ad aprir bocca, glielo sbatto in faccia il documento falso e zacchete, come lo zittisco!

Costantino si immerge fiducioso in una vasca da bagno, non più piena di sangue umano ma bensì ricolma di acqua benedetta
Costantino si immerge fiducioso in una vasca da bagno, non più piena di sangue umano ma bensì ricolma di acqua benedetta

Potrebbe essere.
Certamente è solo un’ipotesi (lo è anche l’altra, sol per quello); ma potrebbe essere andata anche così.
Secondo gli storici che sostengono questa tesi, Carlo Magno avrebbe commissionato il documento agli intellettuali più esperti (e quindi ai falsari potenzialmente di più successo) che vivevano presso i monasteri di Saint Denis, o di Corbie. Delaruelle, in suo saggio, avanza anche una supposizione: in base ad indizi che ha collezionato nel corso dei suoi studi, si spinge ad avanzare che il falsario potrebbe forse essere l’abate Hilduino del monastero di Saint Denis.

Un altro indizio che porta gli storici a ritenere credibile questa tesi (quella secondo cui il falso è nato in ambiente carolingio, intendo) è il fatto che i Papi, per un lunghissimo arco di tempo, non abbiano dato minimamente segno di considerare ‘sto documento.
Sembra che si siano fatti redigere la falsa donazione di Costantino, e poi l’abbiano messa in un cassetto dimenticandosene per trecent’anni. La prima occorrenza nota in cui, da Roma, si comincia a citare questo documento risale al secolo XI, sotto il pontificato di Leone IX. Leone IX che, peraltro, era diventato Papa di Roma ma era nato e cresciuto in Francia: è forse possibile che questo Papa francofono abbia sentito parlare di questo falso documento proprio mentre si trovava in Francia? Cioè nell’area in cui – secondo questa tesi – la donazione di Costantino era stata composta e “utilizzata”?

Grazie, Papa!! Per ringraziare il suo guaritore, Costantino gli dona un cavallo, un ombrello (simbolo del potere imperiale), e un modellino della città di Roma
Grazie, Papa!! Per ringraziare il suo guaritore, Costantino gli dona un cavallo, un ombrello (simbolo del potere imperiale), e un modellino della città di Roma

Da quel momento in poi, certamente, la donazione di Costantino “arriva a Roma” e comincia ad esser “presa per buona”. Dal quel momento in poi, indubbiamente, il Papa usa il documento per i suoi scopi: ma siamo proprio certi che, fino ad allora, i Papi fossero al corrente di questo privilegio costantiniano?
Sarebbe un po’ da scemi, commissionare un falso a caro prezzo per poi metterlo nel cassetto per svariati secoli; inoltre non si capisce bene per quale diavolo di ragione questo falso fatto ad hoc “fosse poi completamente trascurato […] nelle relazioni col potere civile d’Oriente e d’Occidente, specialmente nella lotta di Niccolò I contro Bisanzio”. O perché mai “influenzasse così scarsamente la politica papale, almeno fino al tempo di Gregorio IX”, come si domanda Antonazzi in un saggio che peraltro è stato digitalizzato e potete leggere, parzialmente, qua. E manco si comprenderebbe “come i pontefici, i quali avrebbero dovuto giovarsene, ignorassero per circa tre secoli un documento di vitale importanza” come quello che, teoricamente, si sarebbero fatti confezionare proprio allo scopo di usarlo in lungo e in largo.

Il neonato Papa-Re entra gloriosamente a Roma
Il neonato Papa-Re entra gloriosamente a Roma

Quale delle due tesi è quella giusta?
Mah. Difficile, dirlo. Magari, col passar dei secoli, e col progresso della ricerca storica, sarà meno complicato giungere a conclusioni un po’ più certe. Per ora, la situazione è questa: la tesi “falso creato dal Papa per i suoi scopi” è talmente logica e coerente che non ha manco bisogno di esser difesa; la tesi “falso carolingio”, tutt’altro che campata in aria, ha dalla sua una serie di indizi che la rendono comunque condivisibile.
Come sempre, nella Storia antica, è difficile stabilire con certezza la verità, quando si può contare solamente su pochi indizi. Si possono fare ipotesi, e si può discutere sulla loro verosimiglianza…
…e insomma: nel mio piccolo, è quello che ho cercato di fare anch’io quest’oggi.
Visto che sto parlando di Costantino, pure un excursus sulla “sua” donazione mi sembrava potenzialmente interessante…

3 thoughts on “[Pillole di Storia] La donazione di Costantino

    1. Beh, le fonti sono un paio di biografie di Carlo Magno, scritte (molto tempo dopo l’incoronazione) nella corte di Carlo Magno. Siccome tutte le fonti “indipendenti” :-P (e coeve all’incoronazione) sono concordi nel descrivere una festa lungamente preparata, con scambi di regali e convenevoli fra Carlo Magno e il Papa e grandi folle giunte a Roma per assistere al grande evento, è abbastanza facile capire questa “discrepanza”. Le biografie ufficiali di Carlo Magno, composte dai suoi biografi, si sono inventate la storiella dell’incoronazione a tradimento nel tentativo di calmare l’irritazione dei Bizantini. I quali si sentivano (giustamente) gli unici eredi dell’Impero Romano, dopo che l’Impero Romano d’Occidente era caduto, e avevano preso parecchio male il fatto che ‘sto tizio uscito dal nulla si fosse fatto incoronare Imperatore del Romano Impero.
      “Romano Impero” un piffero, dicevano: semmai puoi farti chiamar Re, ma non Imperatore.
      E quindi, per correre ai ripari, Carlo Magno ha fatto circolare la storiella del tragico malinteso per cui s’è ritrovato Imperatore senza saperlo, povera anima innocente… ;-)

  1. E’ molto interessante, di solito chi attacca l’aspetto “terreno” del potere della Chiesa trascura questa seconda ipotesi… magari anche volontariamente.

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