L’antica festa di Sant’Andrea

È un felicissimo dono del destino, il fatto che il 30 novembre sia, a casa nostra, una data importante.
In famiglia, molto banalmente, ricordiamo un compleanno. Epperò, questo nostro essere in un clima di festa tiene in qualche modo viva una tradizione che, un tempo, era comune a molti popoli europei. E cioè, quella per cui il “periodo di Natale” inizia proprio i 30 novembre.

Non parlo, ovviamente, di tempo liturgico, né tantomeno di Avvento in senso proprio. Parlo di quel mood natalizio fatto di folklore, tradizioni popolari, vecchie credenze e antichi costumi, che da sempre si accompagna alle festività invernali.
Embeh: in moltissime aree d’Europa, il D-Day a partire dal quale si entrava in questo clima di festa era proprio il 30 novembre, memoria liturgica di Sant’Andrea.

Sant’Andrea, tanto per cominciare, non è il primo che passa. Tra gli apostoli di Gesù, è forse uno dei più famosi; inoltre, è il santo patrono di un mucchio di nazioni, tra cui Scozia, Russia, ex-Prussia, Ucraina, Romania. Insomma, il suo culto è diffuso.

La memoria liturgica cade il 30 novembre, e il 30 novembre è ovviamente l’ultimo giorno prima del mese di dicembre – anche a livello simbolico, questa data riveste già di per sé un significato mica da poco: siamo alla vigilia di quel lungo mese che pian piano ci porterà al Natale. L’Avvento è probabilmente già iniziato, oppure inizierà a brevissimo: ma la cosa bella del giorno di Sant’Andrea è che, pur trattandosi di una festa religiosa importante, è una festa religiosa in qualche modo “non regolamentata”, che si pone un po’ al di fuori dei rigidi ritmi liturgici dell’Avvento. Non stiamo parlando di una “Domenica Gaudete” o di una solennità, insomma: stiamo parlando della memoria di un santo, che casualmente va a cedere in questo clima di festa dicembrino.
È un po’ la stessa cosa che è successa a San Nicola e a Santa Lucia. Santi importanti nel martirologio, che, per il fatto stesso di “cadere” in un periodo così felice, hanno ricevuto un trattamento particolare da parte del folklore.

Sant’Andrea, che evidentemente è un pitocco, a differenza dei suoi colleghi non ha mai portato regali ai bambini. Epperò, ecco un utile vademecum di attività che d’ora in poi potrete svolgere nel giorno di Sant’Andrea, per onorare questo giorno… con festeggiamenti d’antan.

Uno. Improvvisati ghostbuster di streghe

Per antica tradizione, in Austria, nel giorno di Sant’Andrea, le donne prendono d’assalto il più vicino albero di albicocche, strappando piccoli rametti spogli che poi – non appena tornate a casa – sistemeranno in un vaso da fiori ricolmo d’acqua. Tempo un mesetto, e da quei rametti tenuti a mollo sarebbero nati dei piccoli germogli – e proprio con quei germogli le donne austriache avrebbero adornato i loro abiti da festa, nel momento di recarsi in chiesa per la Messa di Natale.
Ma a parte il dettaglio fashion, questa pratica aveva un utile risolto positivo. Grazie all’intercessione prodigiosa di Sant’Andrea, le donne adornate con i germogli dell’albicocco sarebbero state insignite di un potere straordinario: e cioè, individuare con certezza eventuali streghe presenti in chiesa nel giorno di Natale.
Nello specifico, Sant’Andrea avrebbe concesso loro il potere di vedere le streghe per come realmente erano vestite. Invece di coprirsi il capo in luogo sacro con un berretto, un cappello, un velo da Messa, le streghe – in segno di scherno – entravano in chiesa indossando a mo’ di copricapo… un secchio.
Magicamente trasformato in cappello agli occhi di tutti i presenti, naturalmente, ma non agli occhi di chi indossava quel giorno il germoglio magico dell’albicocco della festa del Santo.

Due. Rovina per sempre la vita dei tuoi figli con l’Effetto Pigmalione

Avete presente l’effetto Pigmalione, aka “la profezia autoavverantesi”? In psicologia, è quella forma di auto-suggestione per cui le persone tendono a confermarsi all’immagine mentale che altri individui hanno di loro.
Il tuo capo al lavoro ti considera un lavativo buono a nulla? È statisticamente probabile che il tuo rendimento tenderà gradualmente a calare, se non altro perché quel clima demotivante non incentiva a dare il massimo.
Ti sei appena iscritto in palestra, e il personal trainer pompa ogni giorno il tuo ego urlando “sei un grande! Guarda che progressi! Non fermarti! Ancora uno sforzo”? Probabilmente, finirai col crederci tantissimo, dedicandoti all’allenamento con tale e tanta dedizione da diventare effettivamente un palestrato.

Ecco, benissimo: la festa di Sant’Andrea è un buon momento per instillare nella tua famiglia il germe del pregiudizio.
In Romania, per antica tradizione, le donne facevano esattamente la stessa cosa delle loro colleghe austriache: staccavano ramoscelli di albero da frutto, uno per ognuno dei loro figli, e poi li mettevano a mollo in un vasetto d’acqua.
Il ramoscello del figlio fortunato (quello destinato a far soldi e a diventare Qualcuno, insomma) sarebbe fiorito per primo. Gli altri figli, coi ramoscelli non ancora fioriti… beh: peggio per loro.

Tre. Tira lenticchie in testa al tuo vicino di casa

Ehm. Nel sud della Germania, i bambini lo facevano davvero. In questa e in altre notti del periodo d’Avvento, vagavano di casa in casa intonando canti natalizi. Il loro stratagemma per attirare l’attenzione degli abitanti della casa era senz’altro molto singolare: invece di bussare alla porta, ‘sti teppistelli scaricavano una granguola di lenticchie contro i vetri delle finestre.

Quattro. Comincia a pregare come un pazzo

È consuetudine che, nel giorno di Sant’Andrea, i devoti inizino a recitare una novena. “E grazie al cavolo” mi direte voi: anche oggi è in voga l’abitudine di iniziare una novena il 30 novembre – in vista della festa dell’Immacolata Concezione, ovviamente.
Altrettanto ovviamente, però, la festa dell’Immacolata Concezione è una introduzione relativamente recente. Nei secoli passati, la novena di preghiera che prendeva il via nella festa di Sant’Andrea non terminava affatto l’8 dicembre… ma andava avanti ininterrotta fino alla Vigilia di Natale.
Una “mega novena” che durava quasi un mese, ‘nsomma, e che, secondo la credenza popolare, includeva un bonus fedeltà per i devoti più appassionati. Chi, in richiesta di grazie, avesse recitato la novena quindici volte al giorno, ogni giorno, dal 30 novembre alla Vigilia di Natale, avrebbe avuto la certezza quasi matematica di vedere il suo desiderio avverarsi.

Il testo è inglese perché anglosassone è la tradizione, ma, per chi volesse lanciarsi in questa devozione, potete trovare lo schema di preghiera qui:

Novena Natale 30 novembre

Cinque. Balla coi lupi!

In Romania, Sant’Andrea è tradizionalmente considerato il protettore dei lupi – probabilmente, a causa di una festa pagana preesistente che cadeva proprio in questi giorni. E insomma, è credenza che il santo apostolo, per aiutare i suoi amici lupi a superare il rigore del freddo inverno che è alle porte, conceda loro, nel giorno della sua festa, alcuni poteri straordinari.
Uno, di indubbia utilità, è catturare in un sol giorno tutte le prede di cui hanno bisogno per sopravvivere fino alla primavera.
L’altro – del quale secondo me i lupi farebbero anche volentieri a meno – è di parlare la lingua umana.
Non so francamente cos’abbia da dire un lupo a un umano di passaggio, ma, nel caso, provate a far due chiacchiere col vostro cagnolino. Metti mai che vi risponda.

Sei. Comprati un vestito nuovo!

Nel nord della Boemia, il 30 novembre era una festa importante, durante la quale molti lavoratori godevano di un giorno di riposo. Così accadeva anche alle ragazze che lavoravano nelle filande – e che, spesso, abitando lontano dalla famiglia, non potevano tornare a casa; dunque, trascorrevano il giorno di festa all’interno dello stabilimento di lavoro.
Senza lavorare, ovviamente – o meglio: senza lavorare, a meno che non lo volessero. Per lunga tradizione, le lavoratrici, quel giorno, potevano decidere di lavorare per se stesse: e cioè, sfruttare la materia prima messa a disposizione dal datore di lavoro per filare stoffe pregiate, da tenere per sé. E con cui confezionarsi poi un caldo abito all’ultima moda.

Sette. Trasformati in un paladino della fluidità di genere – per un giorno.

In vaste aree dell’Inghilterra, Sant’Andrea è considerato il patrono dei fabbricanti di merletti; sicché, come Dio comanda, i merlettai si astenevano dal lavoro nel giorno di festa del loro santo protettore. E, come spesso accade in occasione delle feste comandate, dopo una rapida toccata-e-fuga in chiesa si abbandonavano a una vasta serie di festeggiamenti licenziosi, comprensivi di bagordi, ubriachezza e carnascialeschi cambi di sesso. In una sorta di party in maschera, le donne si vestivano da uomini, atteggiandosi a “capofamiglia per un giorno”, e viceversa.

Otto. Cattura gli assassini!

Conoscete qualcuno morto in circostanze sospette, e desiderate scoprire l’identità del suo assassino? I Rumeni conoscono un metodo invincibile per farlo: tutto sta nel recarsi al camposanto, nel giorno di Sant’Andrea, e posare un secchiello di acqua benedetta sulla tomba del defunto. In questo secchio vanno gettate alcune monetine – forse retaggio di un qualche pagano sacrificio agli dei – mentre i presenti recitano alcune preci rivolte proprio al santo del giorno.
Ed ecco che il prodigio non tarderà a compiersi: la superficie dell’acqua si incresperà, svelando, a mo’ di identikit, il volto dell’assassino.

Nove. Scopri se è il caso di cominciare a organizzarti il funerale

Vi sentite poco bene, e/o avete un’indole disfattista? Ecco un metodo infallibile per scoprire se sarete ancora in vita fra 365 giorni: il 30 novembre, prima di andare a letto, fate sul vostro comodino un mucchietto appuntito di farina, a mo’ di montagnetta.
Se l’indomani mattina la montagnola di farina sarà crollata: brutte notizie, non arriverete vivi al 30 novembre 2018.
Se invece è rimasta in piedi, tutto ok: avete almeno altri dodici mesi da vivere!

Dieci. Lega a te l’uomo dei tuoi sogni!

Nella loro raccolta di storie del folklore tedesco, i fratelli Grimm ci mettono a parte di una antica credenza popolare secondo cui le ragazze da marito possono, nella notte di Sant’Andrea, compiere un rito d’amore per legare a sé l’uomo che sono destinate a sposare.
Il rituale prevede questo: nella notte più magica dell’anno, si apparecchi la tavola per due, con l’unica accortezza di non usare forchette. Magicamente, alla mezzanotte, un uomo meraviglioso verrà come teletrasportato in quella cenetta a lume di candela: e sarà una notte di chiacchiere, e di amore, e di dolcezza, terminata la quale “lui” si allontanerà, lasciando alla fanciulla un pegno del suo sentimento. Un piccolo oggetto che la ragazza dovrà custodire con cura: perché, se quel talismano d’amore sarà effettivamente conservato, un giorno l’amato tornerà – e questa volta sarà “per sempre”.
Ma attenzione: l’amato non dovrà mai vedere quel pegno di amore custodito dalla sua bella. Se questo dovesse accadere, lui scoprirebbe di essere stato raggirato: di essere vittima di un crudele incanto d’amore, di essere stato pilotato fin dall’inizio.
E, a quel punto, non c’è incantesimo che tenga: la poesia finirebbe, e così anche la storia d’amore. Proprio come in una fiaba – non necessariamente a lieto fine.

henryk-siemiradzki-andreasnacht-1867.jpg

Henryk Siemiradzki, “La notte di Sant’Andrea”, 1867

3 pensieri riguardo “L’antica festa di Sant’Andrea

  1. Ben Tornata… non mi ricordavo di Sant’Andrea… ma tra tutte queste cose non risulta la Croce di Sant’Andrea che sta ad indicare i passaggi a livello ;o)

  2. Ciao Lucia, bentornata!
    Per i miei studi sono ovviamente attiratissima dalla tradizione n°2, e soprattutto penso a questi poveri bambini il cui ramoscello fioriva più tardi degli altri e a quanti inutili complessi psicologici siano stati creati da questa tradizione! :D
    Comunque io ho intenzione di comprare un vestito nuovo BELLISSIMO (e quindi ci siamo!) e sarebbe stato anche bellissimo iniziare la NOVENA, ma 15 VOLTE AL GIORNO è un tantino troppo per una ragazza sotto esami. Che il Signore mi perdoni! :D
    A presto!

    Laura

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